lunedì, 1 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

DIFESA DELLE LIBERTÀ

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Primo via libera della Camera al ddl Zan per il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Il testo ha ottenuto 265 voti a favore, 193 contrari e un’astensione ed è stato votato a scrutinio segreto. Cinque deputati di Forza Italia (Bartolozzi, Polverini, Vito, Perego e Prestigiacomo), si sono espressi a favore in dissenso dal gruppo. Il testo passa ora al Senato.

“La Camera ha approvato la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo. Un importante passo in avanti a difesa dei diritti e delle libertà di ogni individuo.”
È quanto ha scritto in un tweet il Segretario del Psi, Enzo Maraio.

 

L’iter è stato lungo e travagliato: a un anno esatto dall’incardinamento in commissione Giustizia, con l’avvio dell’esame nel gennaio scorso, il testo arriva in Aula dopo aver subito diverse modifiche, frutto di una difficile mediazione all’interno della stessa maggioranza. Contro la legge si è opposto sin dall’inizio il centrodestra, che giudica il provvedimento lesivo della libertà. L’accusa rivolta alla maggioranza è di voler introdurre nell’ordinamento giuridico “il pensiero unico”. Il testo modifica i delitti contro l’uguaglianza previsti dagli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, per aggiungere alle discriminazioni per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi gli atti discriminatori fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e sulla disabilità”. Inoltre, istituisce la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, che si celebra il 17 maggio, e prevede iniziative nelle scuole di ogni ordine e grado.

 

Questi i punti principali:


Reato penale.
la legge modifica la cosiddetta Legge Mancino (“Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”) e, quindi, l’articolo 604 bis del codice penale, aggiungendo tra i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, punibili con la detenzione, anche gli atti di violenza o incitamento alla violenza e alla discriminazione “fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità”.

Disabili. Inserita durante l’esame in Aula, la modifica al testo inserisce tra i reati di discriminazione anche quelli commessi contro i disabili.

Carcere. Il reato di omofobia è punito, come gli altri reati di discriminazione, in base all’articolo 604 bis del codice penale, con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e sulla disabilità; è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e sulla disabilità. Inoltre, la legge modifica anche l’articolo 604 ter del codice penale, relativo alle circostanze aggravanti, aggiungendo anche l’omofobia e la disabilità tra i reati la cui pena è aumentata fino alla metà. La legge modifica anche l’articolo 90 quater del codice di procedura penale, relativo alle condizioni di particolare vulnerabilità: le vittime di un reato di discriminazione godono di particolari tutele e protezioni durante il processo.

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