martedì, 2 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Dimenticate le patologie mediche no Covid 

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Milioni di malati sono stati messi da parte per fare spazio al nuovo ‘padrone’ della Sanità italiana, Mr. Covid. Con arroganza si è appropriato di ogni Ospedale, e posto letto disponibile, pur non avendone bisogno, o quasi; così, tanto per esercitare il suo ruolo di azionista unico della Sanità pubblica, un po’ come volesse favorire i cugini delle Cliniche e Studi privati che, previo pagamento, si fanno carico di parte dei malati dimenticati: ovviamente quelli che possono pagare direttamente tramite le costose polizze assicurative di cui sono titolari.
Il fatto che la Regione Lombardia per prima e anche le altre Regioni, abbiano già condiviso la sospensione degli interventi chirurgici programmati a tempo indeterminato, la dice lunga su come stanno le cose; cose che, senza avere la sfera di cristallo, avevamo già intuito.
Quello che non avevamo intuito è il comportamento di quelle Regioni che, da una parte, ostentavano il primato di una Sanità pubblica efficiente al servizio dei cittadini, mentre dall’altra, approfittando del Coronavirus che vola ad altezza d’uomo, stanno percorrendo la stessa strada lombarda; le riconosci perché nelle targhe delle Cliniche e Studi medici c’è la parola “cooperativa”. Come a volerci far credere che i soldi guadagnati siano destinati a creare nuovi posti di lavoro per chi il lavoro ce l’ha già.
Le cose, comunque, stanno così: se non vuoi morire e non hai nemmeno uno straccio di libretto postale della nonna per curarti, devi tornare da quegli sciamani e fattucchiere i quali per un pollo, una crostata o un fiasco di vino, ti curano come nel film “Il medico e lo stregone”: straordinaria pellicola girata nel 1957 da Mario Monicelli, con attori del calibro di Vittorio De Sica e Marcello Mastroianni.
La strada è quella di partorire di nuovo in casa e in casa sopire i dolori di un’ulcera con un bicchiere di latte tiepido. Di questo passo non avremo più salute, la vita si accorcerà di nuovo come nel Novecento, e forse per lavorare torneremo a metterci in fila aspettando di essere chiamati come Marlon Brando nel film “Fronte del porto”; 1954, New York.
Pessimista? Non lo so, ma ascoltati la Caritas e i medici volontari che si prendono cura degli italiani impoveriti, i numeri esponenziali di queste persone che solo fino a qualche tempo erano benestanti, certo, non li trovo confortanti.
Abbiamo aperto questa riflessione accusando il Covid di essersi appropriato degli Ospedali, affermando, inoltre, che tutto considerato lui non può permettersi di occupare l’intera sanità italiana, perché ogni giorno muoiono migliaia di persone di altrettante gravi malattie. Ora, è vero che siamo rassegnati perché è sempre stato così, però mi chiedo se a questi uomini è giusto aprire anticipatamente la porta del tempo infinito, anche se siamo in piena Pandemia! Mi chiedo pure se è vita rinunciare ai beni di prima necessità per mancanza di lavoro e rassegnarsi alla Caritas.
Riflessioni ad alta voce che mi spingono a stare con gli uomini dimenticati che, se malati, lo sono ancor di più. Covid, permettendo.

Angelo Santoro

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Angelo Santoro

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