martedì, 20 Agosto, 2019

Diritti negati: la scomoda verità della nostra società

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È il 30 maggio 2019, quando al signor Kenneth Macharia, attuale membro della squadra di rugby Bisonsfcr di Bristol (UK), viene recapitata la lettera dal Ministero dell’immigrazione . Dal documento pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo sportivo si apprende con grosso rammarico che la sua domanda di richiesta di asilo come rifugiato – causa rischio di persecuzione – gli è stata negata.
Già nel 2018 ci fu il rischio del rimpatrio forzato di Kenneth Macharia, però grazie a una fortissima partecipazione sia a livello sportivo che di associazionismo ad una raccolta firme, sembrava essere scongiurato il suo rimpatrio. Ma già un anno dopo il governo inglese, “dopo attenta visione della domanda” ha deciso di negargli il diritto di asilo.
Kenneth Macharia vive una situazione molto particolare in quanto nel suo paese d’origine , il Kenia, vige una legge severissima con possibilità di condanna per incarcerazione sino ai 14 anni per chi come lui è omosessuale . Per la società Keniota essere omosessuali è un problema , in quanto la legge “penale” del paese fissa che chiunque lo sia è espressamente punibile dalla legge .

Ora Kenneth Macharia attualmente vive in Inghilterra dove però lo stesso governo non riconosce il suo status e gli suggerisce di contattate immediatamente l’ufficio immigrazione per il rimpatrio “forzato” verso il suo paese d’origine, dove sarebbe a rischio di “persecuzione” in quanto non “conforme” alla legge del suo paese.
È una corsa contro il tempo, quella che si sta mobilitando a livello non solo nazionale , ma anche mondiale . Dove sia gruppi sportivi che associazioni stanno cercando di riorganizzarsi per sostenere il DIRITTO di asilo di Macharia.
Penso che questo diritto negato a una persona che rischia veramente la sua vita a tornare nel proprio paese sia una giusta causa. Quando uno stato che si definisce democratico, attento ai diritti del singolo, rifiuta una domanda di asilo perché secondo quest’ultimo non sussistono i termini per accettarla – malgrado l’evidenza – è un chiaro campanello di pericolo che minaccia la democrazia e i diritti di tutti.

Le domande da porsi sono tantissime; molti potrebbero anche dire: “se il governo ha deciso di negargli l’asilo, che ci possiamo fare noi italiani?” . Possiamo fare molto: possiamo dimostrare ancora una volta che l’Italia è un paese libero, privo di pregiudizi e che scende in campo per combattere le giuste battaglie. Questo caso potrebbe accadere anche nel nostro paese – o magari è già accaduto senza che sapessimo nulla: la comunicazione è parecchio scadente e non sempre veniamo informati su ciò che accade sia dentro casa nostra che al di fuori.

Si parla tanto di diritto alla vita, quando rimaniamo ciechi a una richiesta di asilo di persone che scappano dai propri paesi in guerra o perché soggetti a persecuzioni sia religiose, “razziali”, per orientamento sessuale. L’italia è conosciuta nel mondo come ambasciatrice di libertà e promotrice di pace, anche se i recenti fatti dimostrano che stiamo diventando un popolo apatico, indifferente e superficiale. Basti vedere come sono cambiati i recenti equilibri nel panorama politico, dove una lunga ombra nera si affaccia sull’Italia e anche nel resto d’Europa promuovendo nazionalismi e idee pericolose.

Dimostriamo che siamo il paese che si è guadagnato non solo il titolo, ma anche il posto di difensore dei diritti: siamo sempre stati in prima linea sia per affari interni che internazionali! La “causa” del signor Kenneth Macharia è la causa di tutti. Ad ogni diritto negato è come se, guardando la terra dall’alto, la luce si affievolisse, mentre l’oscurità aumenta.

Giacomo Gabellini
FGS Friuli-Venezia-Giulia

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