martedì, 20 Agosto, 2019

DIVISI ANCHE IN EUROPA

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Votata per una manciata di voti presidente della Commissione, l’elezione di Ursula von der Leyen, è diventato un nuovo casus belli per la maggioranza giallo-verde. Bisogna fare un piccolo passo indietro solo per dire da dove arriva von der Leyen. La nuova presidente della Commissione Ue appartiene alla Cdu tedesca, il partito di Angela Merkel, ed è stata ministro in tutti i governi della cancelliera, dal 2005 al 2019, ricoprendo diversi incarichi. Nel 2013 è stata la prima donna a diventare ministro della Difesa in Germania, incarico che ha ricoperto fino alla nomina a presidente della Commissione europea. Questo per dire che rappresenta in pieno quella continuità europeista incarnata fino a ieri dal presidente uscente Juncker. Quel modo di vedere l’Europa che i 5 Stelle volevano scardinare nel profondo tanto che avevano tentato, prima del 24 maggio, anche una alleanza con i gilet gialli della rivolta francese contro le istituzioni, comprese quelle che hanno sede a Bruxelles. Al momento del voto però, in nome della loro arzigogolata coerenza, si sono espressi a favore della nuova presidente.

E il governo litiga e di divide anche sull’Europa. Salvini vota contro e il Movimento a favore. Insomma i binari paralleli della doppia maggioranza di governo diventano sempre più divergenti. La finestra per il voto a settembre è sempre più vicina, si il chiude il 20 luglio e questo rende la polemica sempre più aspra. Secondo i 5 Stelle vi era un accordo, che includeva anche la Lega, per votare von der Leyen a presidente della Commissione. Mentre per Salvini quel voto non è altro che un “minestrone” che ha portato all’alleanza tra Merkel, Macron, Berlusconi, Renzi e M5S e che suscita “preoccupazione”. Questi sono i due alleati di governo, che dovrebbero da qui a poco sedersi a un tavolo per scrivere una manovra di bilancio durissima per impedire al Paese di sprofondare ancora di più nel baratro del dissesto finanziario. Invece si trovano a scontrarsi tra loro, divisi ora anche sull’impostazione di partenza della nuova Commissione europea. Figuriamoci nel merito delle cose. Per esempio l’Iva, oppure quota 100.

In un post pubblicato sul Blog stellato si legge: “Visto che oggi i giornali ci hanno dato il buongiorno con dei retroscena raccapriccianti sul voto di ieri in Europa, che ha portato all’elezione di Ursula von der Leyen, è doveroso fare un po’ di chiarezza”. “L’accordo prevedeva che anche i sovranisti votassero Von der Leyen”. “Poi la Lega, all’ultimo secondo, ha deciso di sfilarsi. Perché? Perché mai la Lega, che fino alla mattinata di ieri dichiarava pubblicamente di votare ‘sì’ insieme al MoVimento 5 Stelle, all’improvviso alle 17 ha votato ‘no’? Forse solo per attaccare pubblicamente il MoVimento 5 Stelle. Contenti loro, contenti tutti! Pur di colpire noi, la Lega ha scelto di condannarsi all’irrilevanza. Tutta questa recita – sottolineano i pentastellati – è stata fatta solo per una manciata di consenso”.

Ora in Europa le strade di Lega e M5s si dividono ufficialmente. E il rischio è che l’azione del premier ne risulti pesantemente danneggiata nei negoziati, a partire da quello per il commissario, visto che ognuno dei due partiti avrà probabilmente candidati diversi, in concorrenza tra loro, e di conseguenza deboli. Insomma, l’Italia è sempre più sola in Europa.

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