sabato, 5 Dicembre, 2020

GOVERNO DI-MES?

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Ancora divisioni sul Mes. Sia maggioranza che l’opposizione hanno al proprio interno posizioni diverse. A favore del prestito europeo da 36 miliardi per la Sanità Pd, Psi, Forza Italia, contrari Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia. Insomma posizioni contrastanti sia nella maggioranza che nell’opposizione. In una intervista al Corriere della Sera, la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, esponente di spicco dei 5 Stelle, ha sottolineato come per il premier Conte adesso il Mes non serve, e noi “abbiamo fiducia in lui”. Il segretario del Pd aveva lanciato dalle pagine del Corriere una sorta di ultimatum ai 5 Stelle: “Basta tergiversare”, dice Nicola Zingaretti. “Non stiamo rinviando” ribatte Castelli.

Un ulteriore no al Mes è del Movimento 5 stelle è arrivato la notte scorsa, all’inizio del vertice degli esponenti di governo. La contrarietà al fondo salva Stati è stata compatta e il capo politico Vito Crimi non ha apprezzato chi, nei partiti di maggioranza, su questo tema si sta “muovendo con modi e accenti che non si conciliano con questa fase cruciale per il Paese”. Luigi Di Maio guarda all’Europa e rincara: “La Bce ci ha dato un grande sostegno acquistando i nostri titoli di Stato. Gli strumenti ora ci sono e dobbiamo riconoscerlo. Quindi basta piagnistei, tocca al governo dimostrare di essere all’altezza della sfida. Il presidente Conte continua a dire che sarà sufficiente il Recovery Fund e noi abbiamo fiducia nelle sue parole”.

Di idea opposta il Partito democratico che insiste invece sul sì ai 37 miliardi di euro destinati alla sanità. Il presidente dei senatori dem, Andrea Marcucci, propone la nomina di un Garante per il Fondo sanitario. “Una figura autorevole che rassicuri innanzitutto quanti pensano che l’Europa possa nascondere qualcosa sull’uso di questi fondi”.
“Tutte le ragioni obiettive portano a dire che non si capisce perché dobbiamo dire di no”, afferma invece a Sky Piero Fassino, che critica duramente il Movimento. “L’atteggiamento del M5s è inaccettabile. Non si pianta una bandiera e poi si dice che non ci si muove da lì per ragioni puramente ideologiche. L’argomento che viene addotto sui giornali è che il Movimento si spaccherebbe perché alcuni non sono d’accordo. Vengono prima gli interessi di un Paese o di un partito? In nome di un interesse di partito si sacrifica l’interesse di un Paese. Lo trovo insensato”.

Anche per Matteo Renzi, leader di Italia viva, “è fondamentale chiudere rapidamente la partita sui 37 miliardi che servono alla nostra sanità e che, per un motivo ideologico, qualcuno vorrebbe buttare via”. Il centrodestra sulla questione si dimostra diviso. Per Silvio Berlusconi rifiutare sarebbe un atto di “assoluto masochismo per noi ed anche un imperdonabile sfregio all’Europa”.

Nel tardo pomeriggio di oggi si svolgerà a palazzo Chigi un nuovo vertice di maggioranza. Alla riunione, oltre al premier, saranno presenti i capi delegazione della maggioranza ed è prevista anche la presenza del titolare del Mef, Roberto Gualtieri. Il vertice avrà come primo dossier sul tavolo il decreto semplificazioni, in vista del consiglio dei Ministri previsto in settimana, ma tra i punti al centro della riunione ci saranno anche le misure economiche in cantiere nel governo, dalla nuova “manovrina” al prolungamento della Cig in deroga e la possibile messa in campo di nuovi incentivi per le aziende che assumono.

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