mercoledì, 5 Agosto, 2020

Dl rilancio, cig e bonus vacanze. Congedi parentali estesi fino al 31 agosto. Inail, copertura assicurativa ai rider

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Fruibili anche ad ore
CONGEDI PARENTALI: ESTESI FINO AL 31 AGOSTO

Il decreto Cura Italia ha introdotto diverse misure a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese per far fronte all’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19.
Tra le misure emergenziali, è previsto un congedo indennizzato per la cura dei minori. Il congedo può essere fruito per un periodo massimo di 15 giorni a partire dal 5 marzo 2020.
Possono beneficiare del congedo i genitori lavoratori dipendenti privati, gli iscritti alla Gestione Separata, gli autonomi iscritti all’Inps e i dipendenti pubblici.

La circolare Inps del 25 marzo scorso, n. 45 fornisce le istruzioni operative per la fruizione dei congedi parentali e dei permessi retribuiti.
Una condizione fondamentale, ai fini del godimento della misura, è che nel nucleo familiare non vi sia un altro genitore titolare di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o un altro genitore disoccupato o non lavoratore.
Il congedo Covid-19 non può essere utilizzato negli stessi giorni da entrambi i genitori, ma solo in modalità alternata, e sempre per un totale complessivo di 15 giorni, ed è incompatibile con la contemporanea fruizione del congedo parentale e i riposi giornalieri per lo stesso figlio da parte dell’altro genitore appartenente al nucleo familiare.
Il congedo Covid-19 può, invece, essere richiesto da un genitore anche se l’altro è in malattia, ferie, aspettativa non retribuita, in congedo di maternità o paternità, e nel caso in cui uno dei due genitori stia lavorando in modalità smartworking.

La decretazione Cura Italia di marzo ha come detto istituito i 15 giorni di congedo straordinario retribuito al 50% per i genitori lavoratori dipendenti, parasubordinati e autonomi per la cura dei figli durante il periodo di sospensione delle attività scolastiche. Il decreto Rilancio lo ha, invece, raddoppiato a 30 giorni e il periodo di utilizzo è stato prorogato fono al 31 agosto 2020.
La conversione del decreto legge ha portato un’altra novità: la possibilità di fruire del congedo anche su base oraria oltre che giornaliera.
“Per l’anno 2020, a decorrere dal 5 marzo e fino al 31 agosto, per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a trenta giorni, ciascun genitore lavoratore dipendente del settore privato ha diritto a fruire, ai sensi dei commi 10 e 11 del presente articolo, per i figli di età non superiore ai dodici anni, fatto salvo quanto previsto al comma 5 del presente articolo, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione, calcolata secondo quanto prefigurato dall’articolo 23 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ad eccezione del comma 2 del medesimo articolo”.
Nel testo trasformato in legge si evidenzia che i periodi di congedo dovranno essere utilizzati in maniera alternata da entrambi i genitori lavoratori conviventi e possono essere goduti in forma giornaliera od oraria, tranne nei periodi di congedo già fruiti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.
Congedi parentali, cosa cambia
In pratica dal 19 luglio – data di entrata in vigore della legge di conversione – gli interessati potranno assentarsi dal lavoro per frazioni della giornata, sempre nei limiti complessivi indicati dalla legge.
In un messaggio da poco pubblicato, l’Inps avverte però che la procedura non è stata ancora aggiornata per la modalità oraria. Chi intende avvalersi di questa opzione lo potrà fare comunque riservandosi però di presentare la domanda in una fase successiva (con valenza retroattiva fino al 19 luglio) quando l’Inps avrà fornito le relative indicazioni.
La possibilità di usare i congedi orari era stata introdotta per la prima volta dalla legge di Stabilità per il 2013, che però rimandava ai contratti collettivi la definizione delle modalità di fruizione e dei criteri di calcolo della base oraria. Successivamente il decreto legislativo 80 del 2015, attuativo del cosiddetto Jobs Act, aveva fissato una regola generale al di là della contrattazione, stabilendo che il congedo potesse essere fruito in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero.

 

Dl Rilancio
CIG, SMART WORKING E CONGEDI, COSA CAMBIA
Il 16 luglio il Senato ha convertito in legge il decreto Rilancio, la maxi manovra da 55 miliardi e 266 articoli. Nel provvedimento sono contenute una serie di misure a sostegno delle famiglie colpite dall’emergenza legata al Covid-19 che rafforzano e prolungano molti interventi introdotti dal “Cura Italia” e introducono nuovi strumenti, come il Reddito di Emergenza destinato ai nuclei familiari più in difficoltà, e una serie di stanziamenti indirizzati ad allargare le tutele sociali.
Vediamo brevemente allora, tra i punti più importanti del decreto, quelli che vorrebbero alleggerire il peso dell’emergenza sulle famiglie e le condizioni di vulnerabilità.
Con l’ok definitivo del Senato, quindi, il decreto Rilancio con le sue tante misure per imprese e famiglie è diventato legge.
Dalla cig allo smart working e ai congedi, il provvedimento prevede interventi da 55 miliardi di euro per tamponare gli effetti economici dell’emergenza coronavirus. In particolare per imprese, lavoratori con partite Iva e dipendenti, famiglie e associazioni del terzo settore introducendo, fra gli altri, lo slittamento di un mese dei congedi per i genitori e l’anticipo della cassa integrazione prevista per l’autunno.
Cassa integrazione e contratti a termine
Le 4 settimane di Cig-Covid previste per l’autunno si potranno anticipare fin da subito. Mentre i contratti di apprendisti e lavoratori a termine saranno prorogati di tanti giorni quanti sono stati quelli di stop per il lockdown.
Smart working nella Pubblica amministrazione
Per il 50% dei dipendenti della Pubblica amministrazione con mansioni che possono essere svolte da casa lo smart working è prorogato fino al 31 dicembre. La modifica al dl Rilancio prefigura poi il Piano organizzativo del lavoro agile, con il quale dal primo gennaio 2021 la percentuale salirà fino al 60%.
Congedi parentali
Si allunga al 31 agosto il congedo parentale. Chi ha figli fino a 12 anni infatti avrà un mese in più per usufruire dei 30 giorni di congedo retribuito al 50%. Inoltre, i Comuni dovranno usare i 150 milioni di euro aggiuntivi previsti dal decreto nei centri estivi, che dovranno essere idonei a ricevere anche i bambini molto piccoli. La fascia di età è stata modificata, infatti, dai 3-14 anni iniziali a 0-16 anni. E visto che il mese di luglio è già di fatto passato, non sarà per nulla facile.
Per chi dunque ha figli fino a 12 anni, fino al 31 agosto, sul piatto ci sono 30 giorni di congedo retribuito al 50%. In più, come detto, i Comuni dovranno usare i 150 milioni aggiuntivi stanziati con il decreto per pensare a centri estivi anche per i più piccoli, fino a 3 anni, e per i più grandi. La fascia di età è stata infatti modificata: da 3-14 anni a 0-16 anni.
Reddito di emergenza
Il Reddito di emergenza (la nuova misura introdotta ) è un sostegno straordinario al reddito rivolto ai nuclei familiari che non hanno avuto la possibilità di accedere ad altri aiuti legati all’emergenza Covid-19 e che rischiano di restare senza un reddito. Dalla misura è, pertanto, escluso chi ha ottenuto altre indennità e chi percepisce il Reddito di cittadinanza. Per ottenerlo, bisogna avere: un reddito nel mese di aprile 2020 inferiore al beneficio previsto dal Rem;
un Isee inferiore a 15.000 euro;
un patrimonio mobiliare nel 2019 al di sotto dei 10.000 euro (tetto che sale di 5.000 euro per ogni componente della famiglia fino a un massimo di 20.000).
Le domande devono essere presentate entro il 31 luglio 2020. Il sostegno può essere erogato per due volte e il suo ammontare è compreso tra i 400 e gli 840 euro, a seconda dei componenti il nucleo familiare o della presenza di disabili.
Bonus vacanze
Il bonus vacanze aiuta gli italiani a coprire parte delle spese fatte per le ferie trascorse in alberghi, agriturismi e bed & breakfast nel 2020. E’ rivolto ai nuclei familiari con Isee inferiore a 40 mila euro e può raggiungere il valore massimo di 500 euro per le famiglie con almeno tre persone (il bonus scende a 300 euro per i nuclei di due persone e a 150 per i single). Si tratta di un credito d’imposta utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre 2020: è usufruibile per l’80% come sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore del servizio, il restante 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi della famiglia. Lo sconto dell’80%verrà rimborsato all’albergatore o al pensionante sotto forma di credito di imposta (prevista anche la cessione a terzi, compresi banche e intermediari finanziari).

 

Ma aumentano le malattie professionali
INAIL: MORTI SUL LAVORO IN CALO

Nel 2019 ci sono stati 628 infortuni mortali sul lavoro nel 2019, di cui 362 fuori dall’azienda. Una riduzione significativa rispetto al 2018, pari al 17,2%, la più forte mai registrata. Un calo anche nelle denunce, 1.156: -8,5% rispetto ai dodici mesi precedenti. I dati sono stati diffusi dall’Inail: nella relazione annuale dell’Istituto nazionale per l’assicurazione degli infortuni sul lavoro, però, si precisa che 52 casi sono ancora in istruttoria. E che la tendenza al ridimensionamento degli infortuni mortali è in atto già da diversi anni.
Infortuni sul lavoro: i numeri
Gli infortuni riconosciuti sul lavoro nel 2019 sono stati 405.538 (quelli denunciati sono stati 644.803), di cui circa il 18,6% avvenuti ‘fuori dall’azienda’, ossia in occasione di lavoro con mezzo di trasporto e oppure nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. Per la maggior parte hanno coinvolto gli uomini (65,7%). Le donne però sono in vantaggio per quel che riguarda gli infortuni in itinere (nel percorso di andata e ritorno tra il domicilio e il posto di lavoro), con un 53,8%. I decessi accertati sono 628 (le denunce all’Inail sono 1.156), il 17,2% in meno in confronto al 2018. Di queste 628, 362 sono avvenute ‘fuori dell’azienda’.
Malattie professionali in aumento
Incidenti e morti sul lavoro sono in calo rispetto al 2018, ma le malattie professionali invece salgono. Il 2019 ha confermato il progressivo incremento delle denunce che ha caratterizzato gli ultimi 10 anni, in seguito alle campagne di sensibilizzazione sulla tutela assicurativa e agli interventi normativi che hanno ampliato l’elenco delle patologie che godono della presunzione legale di origine lavorativa.
Nell’ultimo anno ci sono state infatti 61.201 malattie denunciate, il 2,9% in più in confronto al 2018 e oltre il 40% in più rispetto al 2010. È stata riconosciuta la causa professionale al 36,7%, mentre il 2,7% dei casi è ancora in istruttoria. Le denunce attengono alle malattie e non ai soggetti ammalati, che sono circa 43.700, il 40,3% dei quali per causa professionale riconosciuta. I lavoratori con patologia asbesto-correlata sono stati poco più di 1.500, quelli deceduti nel 2019 con riconoscimento di malattia professionale 1.018 (il 24,6% in meno in confronto all’anno precedente), di cui 212 per silicosi/asbestosi.
Copertura assicurativa, l’estensione ai rider
Tra le novità del 2019 c’è sicuramente l’estensione della copertura assicurativa Inail estesa ai rider delle consegne a domicilio. Grazie alla legge 128/2019, infatti, da gennaio fruiscono delle prestazioni previste in caso di infortunio sul lavoro, anche di lieve entità, o di malattia professionale. È stata inoltre attivata la polizza per i beneficiari del reddito di cittadinanza, impegnati in progetti utili alla collettività. Il premio per il 2019, pari a 90 centesimi al giorno, è a carico dei Comuni.

Carlo Pareto

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