venerdì, 23 Agosto, 2019

Dl Sicurezza Bis. Nencini: “Salvini nominato Re d’Italia”

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Il decreto Sicurezza bis è legge. Il Senato ha approvato il provvedimento con 160 voti favorevoli, 57 contrari e 21 astenuti. Nonostante gli astenuti, gli applausi e le urla del Pd, l’assenza di cinque senatori grillini, il decreto ha superato il secondo passo dell’iter. Ora, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale diverrà legge. Il ministro degli Interni e vicepremier Matteo Salvini esulta sui social per l’obbiettivo raggiunto con il provvedimento tanto desiderato dalla Lega ed ormai si sente investito del ruolo di presidente ombra dell’attuale governo, al punto di ricevere al Viminale i rappresentanti delle parti sociali per discutere sulla finanziaria.
Il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha scritto su Twitter: “Il Decreto Sicurezza, più poteri alle Forze dell’Ordine, più controlli ai confini, più uomini per arrestare mafiosi e camorristi, è Legge. Ringrazio voi, gli italiani e la Beata Vergine Maria”.
Su Facebook, Matteo Renzi risponde al vicepremier: “Strumentalizzare la Madonna per sponsorizzare il decreto sicurezza è l’ennesimo insulto, soprattutto per i credenti. Si dice cinico chi conosce il prezzo di tutto ma non conosce il valore di niente: Salvini oggi dimostra di essere terribilmente cinico. E non serve nemmeno ricordargli quando scendeva dai palchi della Lega bestemmiando. Chi arriva al punto da strumentalizzare ciò che c’è di più prezioso è semplicemente oltre. Persino oltre il disgusto”.

Arriva, infine, la replica dal Pd, dove il segretario Zingaretti pubblica una nota: “Il decreto Salvini è passato, l’Italia è più insicura. Grazie agli schiavi 5 stelle la situazione nelle città e nei quartieri rimarrà la stessa, anzi peggiorerà. Avevamo chiesto il contratto per i lavoratori delle forze dell’ordine, presidii nei quartieri a rischio, rilancio e risorse dei patti della sicurezza con i sindaci, investimenti per il recupero delle periferie. Ma niente. Di tutto questo non c’è nulla, così come non c’è nulla sulla lotta alle mafie, nemmeno l’ombra. Il crimine ringrazia, le persone sono sempre sole e le paure aumentano. Salvini ci campa”.

A rincarare la dose contro il vicepremier leghista è intervenuto anche Pietro Grasso, che in Aula ha dichiarato: “Il Decreto sicurezza bis trasforma i tweet di Salvini in legge. Muri, steccati e sanzioni non funzionano, non aumentano la sicurezza. Chiudere i centri e buttare la gente per strada non funziona e non aumenta la sicurezza. Indicare sempre come nemico chi sta peggio, basare il proprio consenso sulla paura dell’altro è un modo di pensare che speravo scomparso nella mentalità degli europei. Ma sembra non essere così. Su queste basi il consenso si sgonfierà presto. Ma non mancheranno macerie sul nostro tessuto civile e umano”.
Quindi l’ex presidente del Senato ha proseguito: “Non vi accorgete anche voi che gli animi sono troppo agitati? Non vi spaventano i video di chi si improvvisa controllore sui treni contro gli stranieri? Le urla sulla banchina contro una giovane donna come la capitana Rackete? Gli insulti e le minacce sui social? Le sassate ai lavoratori in bicicletta in Puglia”. E conclude provocatoriamente: “Questi sono gli effetti della propaganda del Ministro della paura che ha sulle persone. Questo Decreto, soprattutto i primi articoli, va contro le norme internazionali, va contro la Costituzione. Contro i principi stessi della Dichiarazione universale dei diritti umani, se solo vi riprenderete dalla sbornia del consenso difficilmente riuscirete a prendere sonno”.
Dopo la felicità del leader del Carroccio  per il traguardo raggiunto; dal lato apposto ci sono le organizzazioni umanitarie che hanno accusato un colpo basso dal Viminale. Infatti, l’ong Mediterranea Saving Humans ha pubblicato un messaggio su Facebook dove descrive l’approvazione del dl come “una pagina terribile della nostra storia“. Nel post c’è anche un video che vuole opporsi all’approvazione del decreto in quanto “La disumanità non può diventare legge. Il giorno in cui delle misure repressive, penali e amministrative sono state utilizzate contro chi salva vite umane in mare. Da oggi siamo disumani”.
Da Open Arms è arrivato un altro messaggio nella stessa direzione: “Il decreto sicurezza bis è legge. Difficile trovare le parole per spiegare alle persone a bordo che averle salvate ha un prezzo. Un milione di euro”.
Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, ha spiegato: “Il decreto sicurezza bis è una normativa perfino peggiore della precedente. Finalità e scopi restano però gli stessi: restringere sempre più l’area dei diritti e dunque della civiltà. Il metodo è ormai evidente: estendere il già enorme potere del Ministero degli Interni in materia d’immigrazione, estensione che non si può più definire solo interferenza, evidenziandosi ormai come vera e propria invasione di campo, appropriazione indebita di ruoli e competenze altrui. Ennesimo segno di un’ambizione sfrenata e totalitaria, indifferente alla divisione dei poteri su cui si basa una vera democrazia”.
Il Decreto prevede il divieto, per le navi che soccorrono i migranti, di ingresso nelle acque territoriali italiane, con possibilità di multe e confische per chi viola la disposizione. Pene più severe per incidenti durante manifestazioni pubbliche e maggiori tutele per le Forze dell’Ordine. Giro di vite per le violenze nelle manifestazioni sportive. Sono i pilastri sui quali si regge il cosiddetto decreto legge Sicurezza bis, convertito definitivamente ieri sera dal Senato. L’approvazione del decreto dopo le incertezze delle ultime ore sembrerebbe certificare da un lato l’ennesima vittoria sul M5S del vicepremier Matteo Salvini, e dall’altro la temporanea stabilità degli alleati di governo in attesa del prossimo test sulla tenuta, quello sulla Tav.
Il provvedimento dà facoltà al ministro dell’Interno, con provvedimento da adottare di concerto con quelli della Difesa e delle Infrastrutture, informato il presidente del Consiglio, di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nelle acque territoriali per motivi di ordine e sicurezza pubblica; quando si concretizzino le condizioni di cui all’articolo 19, paragrafo 2, lettera g), della Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del Mare di Montego Bay limitatamente alle violazioni delle leggi di immigrazione vigenti. In caso di violazione, da parte del comandante di una nave, del divieto si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 150mila ad un massimo di un milione di euro e la sanzione accessoria della confisca, preceduta da sequestro immediato dell’imbarcazione. Gli oneri di custodia delle imbarcazioni sottoposte a sequestro cautelare sono imputati all’armatore e al proprietario della nave. Quando invece le stesse imbarcazioni sono affidate in custodia agli organi di Polizia, alle Capitanerie di porto o alla Marina militare perché ne facciano uso per attività istituzionali, i relativi oneri sono a carico delle amministrazioni affidatarie.
E’ previsto l’arresto obbligatorio in flagranza per resistenza o violenza contro nave da guerra. E’ istituito, presso il ministero degli Affari esteri, un fondo per le politiche di rimpatrio volto a sostenere iniziative di cooperazione o intese bilaterali per la riammissione degli stranieri irregolari presenti nel territorio nazionale e provenienti da Paesi extra-Ue. Il fondo ha una dotazione iniziale di 2 milioni di euro per l’anno 2019, che potranno essere incrementati da una quota annua fino a 50 milioni di euro determinata annualmente con decreto interministeriale. Il fondo è destinato a finanziare interventi di cooperazione attraverso il sostegno al bilancio generale o settoriale; intese bilaterali.
Pene più severe in caso di violazione, nelle manifestazioni, del divieto di uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo per rendere difficoltoso il riconoscimento della persona. Prevista la reclusione da 1 a 4 anni per chiunque, nel corso delle stesse manifestazioni, lancia o utilizza illegittimamente razzi, petardi, fumogeni, ovvero oggetti contundenti o, comunque, atti a offendere, creando un concreto pericolo per l’incolumità delle persone. Per chi determini concreto pericolo per l’integrità delle cose è prevista la reclusione da sei mesi a due anni. Pene più dure anche per i reati di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, di interruzione di pubblico servizio e di devastazione e saccheggio, quando le condotte siano poste in essere durante manifestazioni. Nuova fattispecie di danneggiamento compiuto durante le manifestazioni, con reclusione da 1 a 5 anni e conseguente applicabilità dell’arresto facoltativo in flagranza.
Pene più severe anche in caso di oltraggio a pubblico ufficiale e oltraggio a un magistrato in udienza, con esclusione della tenuità del fatto quando si procede per i delitti di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, di resistenza a pubblico ufficiale e di oltraggio a pubblico ufficiale commessi nell’esercizio delle loro funzioni.
Viene ampliata la portata del cosiddetto Daspo (Divieto di accesso a manifestazioni sportive); si estendono anche agli arbitri e agli altri soggetti chiamati ad assicurare la regolarità delle competizioni sportive le tutele attualmente previste dall’ordinamento per gli addetti ai varchi di accesso agli impianti; si amplia il divieto, per le società sportive, di concedere biglietti o altre agevolazioni, nonché di contrattare, con i soggetti destinatari di Daspo e di misure di prevenzione o con i pregiudicati per specifici reati.
Modificato il codice antimafia per consentire il fermo anche per coloro che risultino gravemente indiziati di un delitto commesso in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Si stabilizza nell’ordinamento l’istituto dell’arresto in flagranza differita sia per reati violenti commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, per i quali è obbligatorio o facoltativo l’arresto; sia quando per gli stessi reati, compiuti alla presenza di più persone anche in occasioni pubbliche, sia obbligatorio l’arresto.
Viene ampliato l’ambito applicativo della disciplina sanzionatoria per il cosidetto bagarinaggio, con la possibilità per il sindaco di ordinare l’allontanamento dei bagarini dalle stazioni ferroviarie e marittime, dagli aeroporti e dalle banchine degli autobus.
Previste più risorse per Forze di polizia, Forze armate e Vigili del Fuoco e personale del ministero dell’Interno. Il provvedimento contiene inoltre misure straordinarie per l’eliminazione dell’arretrato relativo ai procedimenti di esecuzione delle sentenze penali di condanna, consentendo al ministero della Giustizia di procedere all’assunzione a tempo determinato, per un anno, di 800 unità di personale amministrativo non dirigenziale. Prorogato al primo gennaio 2020 il termine per l’entrata in vigore della riforma Orlando sulle intercettazioni.

Con questo decreto “la maggioranza ha nominato il ministro Salvini Re d’Italia”. Così in un tweet il presidente e senatore del PSI, Riccardo Nencini ha commentato il decreto appena approvato dal Governo. “Dipenderà da lui, solo da lui, se dei disperati potranno essere salvati in mare oppure se dovranno morire tra le onde. Al Capo del Governo sono stati strappati tutti i poteri”.

Riccardo Nencini, durante il suo intervento al Senato, ha detto: “Il peso del provvedimento al nostro esame è tutto all’interno dell’articolo 1: un articolo che possiamo definire, per molti aspetti, decisamente eversivo; non eretico, eversivo. È eversivo perché affida al Ministro dell’interno la discrezionalità nel giudicare un intervento di salvataggio in mare pericoloso o meno per la sicurezza nazionale. Dove sta l’eversione? L’approvazione di questa misura, con quell’articolo scritto in questi termini, non sta soltanto nel far venire meno gli impegni dell’Italia in campo internazionale su documenti, accordi e protocolli che sono stati qui ricordati e che sono stati sottoscritti, sui quali io, quindi, non mi dilungo. La gravità nasce dal fatto che affidiamo a un Ministro, in questo caso al Ministro dell’interno, una discrezionalità sulla vita delle persone”.
Nencini ha anche aggiunto: “Viene completamente capovolta la normativa esistente del 1998, che qui viene richiamata, quando era il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, lo ha ricordato il collega De Falco, ad avere competenza rispetto alla materia. Soprattutto, il lato dell’eversione più preoccupante è il ruolo perfettamente disconosciuto del Presidente del Consiglio dei ministri. Infatti, mentre si prevede il concerto, a fronte di una decisione assunta dal Ministro dell’interno, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, la norma all’articolo 1 prevede che al Presidente del Consiglio dei ministri si debba telefonare, cioè che si debba informare di una decisione presa colui che presiede e che ha funzioni di coordinamento delle attività del Governo”.
Concludendo, Riccardo Nencini ha detto: “Questo è un provvedimento che rischia di aumentare non soltanto i morti in mare, ma anche un odio incredibile verso un tema che andrebbe trattato anzitutto nella sede comunitaria. Non so, mi avvio a concludere, quanti saranno i voti di consenso al provvedimento in esame. So però che il peso politico che questo provvedimento ha richiederebbe una votazione con un consenso a maggioranza qualificata. Occorre infatti una maggioranza che sia quella vera ed effettiva del Senato per sostenere un provvedimento che ha un peso politico decisamente molto alto. Non so se si ci sarà; io lo auspico”.

Per la Chiesa Cattolica, senza mai citare esplicitamente il ministro dell’Interno, Matteo Salvini che in campagna elettorale ha giurato su croce e rosario, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha avanzato delle critiche tracciando la strada per i fedeli italiani.
L’arcivescovo di Perugia, in una intervista all’Osservatore Romano, Andrea Monda, ha affermato: “L’uomo ha sempre cercato di farsi dio di se stesso: recidendo il dialogo con il Padre o strumentalizzando gli insegnamenti della religione. Questo mi sembra più evidente dopo la grande frattura dell’11 settembre 2001: da un lato, si è accelerato, in nome della ‘qualità della vita’ e dei ‘diritti individuali’, il distacco dell’uomo da una visione cristiana dell’etica. Dall’altro lato, si è andata affermando, in nome del ‘nemico esterno’, islamico o migrante, una cultura identitaria escludente, nella logica dell’amico/nemico. In entrambi i casi c’è una negazione della caritas, dell’humanitas, della pietas e dell’universalismo cattolico. Oggi più che mai, i cattolici devono avere ‘fede retta e speranza certa’ come diceva san Francesco, senza mettersi in fila dietro i pifferai magici di turno. I falsi profeti ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Questa è la condizione e la sfida del cristiano di ogni tempo. I simboli religiosi valgono solo nel contesto di una fede vissuta, altrimenti sono una sterile ostentazione”.
L’approvazione del decreto ‘sicurezza bis’ ha aperto una grande contestazione al M5S. Un fiume di messaggi ha inondato gli esponenti di punta del Movimento a cominciare da Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.
Due sarebbero le posizioni ricorrenti nei post sui social del M5s: il decreto e’ una norma sbagliata nei contenuti perché criminalizza chi fa soccorso in mare. Dal punto di vista tattico il M5S ha segnato la sua sorte, travasando voti alla Lega, partito di cui sta realizzando il programma.
I contestatori non si fermano neanche dopo che Di Maio è intervenuto con un post per rivendicare i risultati raggiunti in sole 24 ore nella tutela dei posti di lavoro e nel favorire lo sviluppo, sbandierando il caso ‘Pernigotti’.
Ma gli ex simpatizzanti hanno continuato a scrivere: “Il decreto e’ disumano. Avete decretato la vostra condanna politica”.
E’ difficile trovare commenti a favore. Laura Bianco ha ammesso: “Il decreto sicurezza bis e’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Delusione totale”. Colpisce il numero di militanti M5S che confessano di non voler più votare il Movimento.
Tra questi, Matteo Fattori, parlando di Di Maio, ha detto: “Fa l’elenco di tutto tranne di ciò che lo imbarazza. Vergognoso. Ieri avete barattato le poltrone in cambio di vite umane. Nel mio piccolo per me, il mio appoggio ai 5S finisce qui. Vergogna”.
Qualcuno ha provato a difendere, ma è un lavoro molto complicato. Rosa Rossa ha promesso: “Io voterò sempre Movimento Cinque Stelle”. Ma la sua è tra le poche voci fidelizzate. La stragrande maggioranza ha ribadito una critica molto aspra. Stefano Cera, ad esempio, ha detto: “Abbiamo tradito il voto permettendo la Tav e altre opere volute dalla Lega”.
Giuseppe Verderese ha provato a difendere il M5s, “che fa le cose migliori”, mentre Salvini è un “chiacchierone”. Ma sono arrivate subito altre contestazioni. “Caivano brucia giorno e notte. Chiacchierone, le promesse fatte dove sono?”.
Salvatore Pandone ha osservato: “Il M5s si vanta di aver fatto tante cose, intanto Salvini prende i voti e consensi e voi scendete sempre più in basso”. Rosario Senatore ha accusato Di Maio di aver “approvato la vostra condanna politica, e soprattutto la condanna a morte di migliaia di persone innocenti. Vergogna”. Letizia Albergo, invece, prova a risollevare gli animi: “Avanti tutta ministro! Non mancano i serpenti e i venduti.. ma noi non molleremo”.
Ma la boccata d’ossigeno è durata pochi secondi. In mezz’ora il post è stato preso d’assalto da 1300 commenti.
Gabriele Maltese dice: “Da Gino Strada a un decreto disumano”. Centinaia e centinaia di contestazioni sono comparse in calce a un post di Di Maio che riferiva del lavoro svolto a Palazzo Chigi con le parti sociali: 14mila like, ma anche 4mila e passa commenti, molti dei quali infuriati (gli screenshot sono allegati). Vanni Furlin si interroga: “Ma come ho potuto votarvi?”.
Giusy Gallucci esalta Di Maio: “Oh ministro, finalmente! Non vedo l’ora che ci sia il salario minimo. Basta essere sfruttati per due soldi! Buon lavoro e grazie per il suo impegno!”.
Ma il commento più votato è quello di Roberta Sassano rivolto a Di Maio: “È inutile che cerchi di deviare l’attenzione dal vergognoso decreto Sicurezza Bis che Salvini ha ottenuto oggi grazie alla vostra complicità. Spero che prima o poi farà i conti con la sua coscienza. Nel frattempo si vergogni, davvero non trovo altre parole”. E sono oltre mille ‘like’. Piu’ di 700 per Alida Melacarne che ha affidato al web una considerazione amara: “Altra giornata in cui mi sono maledetta per avervi votato”.
Neanche Alessandro Di Battista è immune dalle critiche. L’affare sulla sicurezza bis ha alimentato molti commenti in calce al suo ultimo post, del 4 agosto. Andrea Dalla Bona, che non vota M5s, ha confessato i suoi timori: “Ale, senza insulti o quant’altro: la Lega governa grazie a voi grillini. Proprio i grillini che ora sono al governo sono sempre pronti a mettersi a 90 gradi quando il ruttone fascista apre bocca. Renditi conto che il tuo partito, per il quale facevi caciara in parlamento come se fosse arrivato il nuovo rivoluzionario, si inginocchia davanti a un fascista che scrive “grazie vergine Maria”. Ah sì, e orde di africani poveracci ora moriranno in mare grazie a voi”.
Ma anche gli ex elettori sono delusi. Gianpiero Mastronardo ha scritto: “Ridicoli… Diciamo pure che vene frega un cazzo di tutto, basta tenere la poltrona del mandato zero. Porci ipocriti incollati alla poltrona. Siete peggio della Lega”.
Anche Giuseppe Ziccone è amareggiato: “Da quando esiste il movimento vi ho sempre votato, ma per la piega che ha preso il governo, di cui fate parte e avete la maggioranza, per quanto possa interessare, il mio voto non l’avrete mai più! Buona fortuna”. Parole che fanno il paio con quelle rivolte da molti a Di Maio. Sintesi in napoletano di Antonio Iadicicco: “Mappin”.
L’appuntamento che M5S-Lega considerano decisivo è anche quello sulla Tav, con il voto sulle mozioni al senato. Salvini ha alzato il tiro, dicendo che la mozione M5S sul no all’opera equivale a una sfiducia nei confronti di Giuseppe Conte. Tanto che i ‘rumors’ parlano di un tentativo nei confronti di Fratelli d’Italia di abbandonare l’Aula quando verrà discussa la mozione pentastellata.
Per il Carroccio, dunque, la decisione dei 5 stelle di cercare di impegnare il Parlamento sul no alla Torino-Lione è un atto contro il governo.
Un senatore della Lega ha affermato: “E se M5S punta su quello significa che serve un altro governo”.
Dunque, il governo dovrebbe essere arrivato all’epilogo. Ma le sorprese non finiscono mai, come la capacità del M5S avviato all’autodistruzione.
Inoltre, vale sempre il detto: ‘il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi’. Se la legge arriverà presto alla Corte Costituzionale, potrebbe pronunciarsi sull’incostituzionalità.

Salvatore Rondello

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