venerdì, 20 Settembre, 2019

Domande Anf, nuove istruzioni. Inps,più controlli malattie dipendenti pubblici. Nel 2050 più pensionati che lavoratori

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Per arretrati superiori a 3mila euro
DOMANDE ANF (ASSEGNO NUOVO NUCLEO FAMILIARE), NUOVE ISTRUZIONI INPS

Nel messaggio n. 3119 del 2019, l’Inps interviene per specificare che, fino alla entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia, restano valide le modalità di recupero degli Anf arretrati attualmente in uso. A partire dalla denuncia contributiva relativa al mese di settembre, invece, sarà obbligatorio valorizzare al tal fine il nuovo elemento introdotto dall’Istituto, nei casi in cui l’importo da recuperare superi i 3.000 euro.
L’’Inps, dunque, con un’apposita comunicazione interna, illustra le modalità di presentazione della domanda di assegno per il nucleo familiare per i lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo.
Per presentare la richiesta bisogna – per adesso – seguire le vecchie modalità: fino a quando, infatti, non sarà resa obbligatoria la compilazione del nuovo elemento <“InfoAggCausaliContrib”>, le aziende dovranno continuare a trasmettere flussi di regolarizzazione secondo le disposizioni indicate nel messaggio numero 4283 del 31 ottobre 2017. A chiarirlo, come detto, è stato direttamente l’Inps con il messaggio numero 3119 del 26 agosto 2019.
Dal 1° aprile, come è noto, gli assegni familiari devono essere richiesti esclusivamente online, con le ultime novità introdotte è conseguentemente cambiata anche la gestione dei flussi Uniemens. Ma l’Istituto ha concesso tempo fino a settembre 2019 ad aziende e intermediari per adeguarsi ai nuovi standard.
Con il citato messaggio (numero 3119 del 26 agosto 2019), l’Inps ha espressamente fornito istruzioni sugli Anf, assegni familiari, arretrati per orientarsi in questo panorama di innovazioni.
Nel testo si legge:
“Con la circolare n. 45 del 22/03/2019 sono state rilasciate le indicazioni relative alle nuove modalità di presentazione dell’istanza di Assegno per il nucleo familiare per i lavoratori dipendenti di aziende attive del comparto privato non agricolo.
Successivamente, con il messaggio n. 1777 del 08/05/2019, sono state impartite le istruzioni ai datori di lavoro per la compilazione del flusso UniEmens, in particolare per la valorizzazione dei campi del nuovo elemento .
Al paragrafo 4.3 del suddetto messaggio si sottolinea, che “l’introduzione e la compilazione del nuovo elemento consente all’Istituto il controllo puntuale della congruità di tutti i conguagli effettuati, anche di quelli relativi agli assegni al nucleo familiare arretrati” e che “a decorrere dalla dichiarazione contributiva di 07/2019 […] non sarà più necessario trasmettere flussi di regolarizzazione per arretrati di importo maggiore di 3.000 euro”.
Per venire, però, incontro alle richieste di aziende ed intermediari, con il messaggio n. 2815 del 24/07/2019 è stato comunicato che l’operatività delle novità prefigurate dal richiamato messaggio n. 1777 del 08/05/2019 è stata rinviata alla denuncia contributiva di competenza del mese 09/2019 e, pertanto, la compilazione della nuova sezione rimane facoltativa fino a tale denuncia.
A seguito quindi del differimento dell’obbligatorietà della compilazione della nuova sezione, con l’ultimo messaggio diramato viene opportunamente precisato dall’Istituto che, fino a quando non sarà resa obbligatoria la compilazione del nuovo elemento, le aziende dovranno continuare a trasmettere flussi di regolarizzazione per arretrati di importo superiore a 3.000 euro secondo le disposizioni stabilite con il precedente messaggio n. 4283 del 31/10/2017”.
L’Inps insomma ricorda che, a decorrere dalla denuncia contributiva di competenza del mese di settembre 2019, la compilazione della nuova sezione “InfoAggCausaliContrib” non sarà più facoltativa e che, sino a tale data, le aziende dovranno continuare a trasmettere i flussi di regolarizzazione per arretrati di importo superiore a 3.000 euro secondo le previgenti disposizioni.
Dal 1° aprile 2019 l’inoltro della domanda per gli assegni familiari, che riguardano i lavoratori dipendenti di aziende private non agricole, si ribadisce, avviene solo in via telematica.
Le nuove modalità in vigore hanno mandato in soffitta il vecchio modello “Anf/Dip” (Sr16) e hanno attivato un canale diretto con l’Inps.
E lo stesso Istituto, difatti, che calcola gli importi giornalieri degli assegni al nucleo familiare dovuti e quelli mensili, che devono essere riconosciuti in base ai seguenti elementi: composizione del nucleo familiare; reddito conseguito negli anni precedenti.
Le novità – come già riferito – hanno peraltro avuto il loro impatto anche sulla compilazione dei flussi Uniemens: il predetto messaggio numero 3119 del 26 agosto 2019, che fornisce indicazioni sulla richiesta degli assegni familiari arretrati superiori a 3.000 euro, aggiunge non a caso un nuovo tassello alle istruzioni utili in questa fase transitoria di passaggio.

Cassa integrazione in deroga
TERMINE DI DECADENZA DEI PAGAMENTI DIRETTI

Il decreto-legge 4/2019, convertito dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, ha previsto l’estensione del termine di decadenza ai pagamenti diretti, da parte dell’Inps, dei trattamenti di integrazione salariale in deroga. Con la circolare Inps del 22 agosto 2019, n. 120 l’Istituto fornisce chiarimenti sulla normativa e le istruzioni per la compilazione del modello Sr41 da trasmettere.
Per ottenere il pagamento diretto dall’Inps dei trattamenti di Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd), il datore di lavoro deve inviare all’Istituto tutti i dati necessari entro sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del periodo concesso o dalla data del provvedimento di concessione se successivo. I dati devono essere trasmessi tramite il modello Sr41.
La circolare, inoltre, impartisce le istruzioni sulla gestione dei trattamenti conclusi prima o dopo il 30 marzo 2019, data di entrata in vigore della legge 26/2019.

Dipendenti pubblici
PIU’ CONTROLLI INPS SULLE MALATTIE

I dipendenti pubblici ricevono sempre più visite fiscali. A darne conferma sono i dati recentemente diffusi dall’Osservatorio Inps relativi al secondo trimestre 2019.
L’aumento dei controlli sugli statali da parte del Polo Unico risulta molto sensibile, attestandosi a un +33,9%. Quasi invariati, invece, quelli effettuati nel settore privato che registrano un +1,9%.
Sia nel pubblico, sia nel privato crescono i certificati per malattia fatti pervenire all’Istituto nazionale della previdenza sociale. Nel secondo semestre del 2019, infatti, c’è stata un’intensificazione in entrambi i comparti. I privati che richiedono referti sono lievitati del 6,8%, gli statali del 7,6%. Nello specifico, il trend è andato progredendo nel Centro Italia.
Resta la stessa la percentuale dei dipendenti del privato con almeno un giorno di malattia (17%). Quelli pubblici, invece, continuano a incrementare il dato: dal 23% del 2018 si è giunti al 25% nei primi sei mesi del 2019. Assai diversa la cifra che mette in luce il numero di visite mediche di controllo effettuate dall’Inps nei due settori. Nel pubblico il Polo Unico interviene con controlli su 104 casi ogni 1.000 certificati, nel privato in 38 casi ogni 1.000 certificati.
Questa discrepanza non è dovuta alla volontà del Polo Unico, ma scaturisce dalla maggiore richiesta dei datori di lavoro del pubblico di effettuate visite di controllo. Infatti solo il 14% del totale vengono disposte d’ufficio per iniziativa dell’Inps.

Ocse
PIU’ PENSIONATI CHE LAVORATORI NEL 2050

Più pensionati che lavoratori entro il 2050. Potrebbe essere questo, secondo l’ultimo studio dell’Ocse sul mercato del lavoro, il destino dell’Italia. Sulla base degli attuali schemi pensionistici, scrive l’organizzazione nel rapporto Working Better with Age, il numero di persone over-50 inattive o pensionate che dovranno essere sostenute dai lavoratori potrebbe aumentare di circa il 40%, arrivando nell’aera Ocse a 58 su 100. In Italia, Grecia e Polonia, entro il 2050 il rischio è di un rapporto uno a uno o addirittura di più over-50 fuori dal mondo del lavoro che lavoratori.
Per favorire una più protratta permanenza al lavoro si indica una maggiore flessibilità nell’orario e migliori condizioni di lavoro. Ad esempio, un lungo orario di lavoro può dissuadere alcune persone anziane dal lavorare più a lungo e impedire ad alcune donne, che tornano dalle pause di educazione dei figli, di perseguire carriere lavorative più lunghe. Importante anche investire nelle competenze dei lavoratori più anziani.

Carlo Pareto

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