giovedì, 18 Luglio, 2019

La Grecia al voto anticipato. Tsipras contro Mitsotakis

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Domenica 7 luglio si voterà in Grecia per le elezioni politiche anticipate indette dal Presidente della Repubblica dopo le sconfitte alle elezioni amministrative e recentemente alle europee della coalizione di sinistra guidata da Alexis Tsipras. Un voto che vede il Paese in una situazione profondamente diversa da quella che attraversò negli ultimi anni e che la portò al Commissariamento da parte dell’ Europa, allo spettro di un uscita dall’euro, a una gravissima crisi economica, al rigurgito di formazioni nazionaliste e isolazioniste.

Giusto un anno fa Tsipras ebbe il coraggio di invertire la tendenza e, a costo di sacrifici imposti da tagli alle pensioni, risanamento del pubblico impiego, austerità ma anche difesa dei livelli di welfare, reinserì pienamente la Grecia nell’Unione Europea. Come sembrano lontani quei tempi a distanza di un anno. Il Paese affronterà il voto di domenica in una situazione completamente diversa, ampiamente risanato e con i principali indici economici in ripresa, ma anche profondamente mutato nel quadro politico. Tutti i sondaggi danno come vincitore Nuova Democrazia che in questi anni ha guidato l’opposizione di centro destra. Un partito che però appare profondamente diverso rispetto al movimento conservatore del passato. Ciò indubbiamente si deve al suo leader Kyriakos Mitsotakis. Con un passato di studio nelle Università americane, liberale, europeista, alleato del Ppe, si è accreditato notevolmente in campo internazionale prima di imporsi in patria come uomo del rinnovamento e della rinascita greca proponendo aiuti fiscali alle imprese e ai lavoratori.

Mitsorakis è riuscito a risolvere a suo favore anche la spinosa questione dell’accordo di Prespa con cui è stato risolto positivamente, con la benedizione dell’Europa, il nodo del nome della Macedonia in Macedonia del Nord. Lo ha criticato, attirandosi le simpatie dei nazionalisti scontenti ma ha già assicurato che, una volta al Governo, non lo revocherà. Nuova Democrazia ha ampliato i suoi consensi anche a danno dei due partiti di estrema destra Alba Dorata e Anel che oggi insieme sono sotto il 10%. Ma i problemi per Mitsotakis incominceranno probabilmente subito dopo il voto di domenica quando per governare avrà necessità di sommare ai suoi eletti quelli dell’estrema destra. E le qualità di moderazione che lo hanno contraddistinto e reso popolare verranno messe a dura prova.

Alessandro Perelli

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