martedì, 19 Febbraio, 2019

Dopo il Brasile, alle urne
anche il piccolo Uruguay

0

elezioni UruguayNuovo balzo in avanti negli ultimi sondaggi per la Presidente brasiliana uscente Dilma Rousseff, erede politica di Lula che si avvia ad affrontare il ballottaggio delle presidenziali di domenica con un comodo vantaggio tra i sei e gli otto punti rispetto al suo sfidante di centro destra, Aecio Neves. Aiutata dalla potente macchina elettorale del Partito dei Lavoratori, Dilma Rousseff vanta, nei sondaggi un vantaggio sicuro vale a dire 53% contro 47% (Datafolha) oppure 54% contro 46% (Ibope).e per sostenerla è tornato in campo il suo mentore politico, l’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva che ha indossato nuovamente i panni dell’operaio sindacalista per attaccare e demolire l’imprenditore e “figlio di papà” Aecio Neves.

Allergici a Dilma Rousseff, i mercati finanziari si sono rassegnati dopo la pubblicazione degli ultimi sondaggi, tanto che ieri sera la Borsa di San Paolo del Brasile è crollata del 3,24% e il Real si è deprezzato rispetto al dollaro al suo livello più basso dal 2008. Una corsa a due quella di domenica ma nonostante l’eliminazione, Marina Silva potrebbe giocare ancora un ruolo chiave in questa elezione: il suo 21,3% del primo turno rappresenta infatti un’importante dote di voti per i suoi due ex avversari.

Se per Dilma Roussef il primo tifoso è l’ex Presidente Lula, per Neves dal campo, di calcio, è arrvato un endorsement da coperina, con lui si è schierato Neymar, attaccante del Barcellona e della seleçao. “Lo sosterro'”, ha detto Neymat del candidato di centrodestra, “perché mi identifico con le sue proposte per il Brasile”. Il 22enne campione verdeoro ha spiegato di aver deciso di rendere noto il suo orientamento per il voto “dopo molte riflessioni e discussioni” con la sua famiglia.

Il Brasile che uscirà dalle urne sarà comunque chiamato al rinnovamento, in economia, dove l’ultimo anno e mezzo la crescita è rallentata, i molteplici casi di corruzione delle aziende di stato hanno colpito le eccellenze del Paese, fino alle proteste di carattere sociale che hanno preoccupato i brasiliani nei mesi scorsi.

Oltre al gigante del continente sudamericano, il Brasile, domenica va al voto anche il piccolo Uruguay, chiamato a designare il successore di José Mujica, carismatico Presidente ex guerrigliero. L’affermazione della coalizione Frente Amplio, è minacciata dalla candidatura del deputato di centro destra Luis Lacalle Pou. Mujica, 79 anni, beniamino della stampa estera, conosciuto come il “presidente più povero del mondo” non potrà ripresentarsi.  E’ Tabaré Vazquez, a guidare la campagna per la coalizione di sinistra per ora in testa ai sondaggi, con il 42% delle intenzioni di voto.

Settantaquattro anni, oncologo, primo presidente di sinistra in Uruguay tra il 2005 e il 2010, Vazquez potrebbe non farcela al primo turno: deve infatti correre contro un candidato di appena 41 anni, Luis Lacalle Pou è la vera sorpresa dopo che ha saputo vincere le primarie del Partito Nazionale ormai è attestato attorno al 30% dei sondaggi. A un eventuale ballottaggio Lacalle, potrebbe raccogliere tutti i voti del suo tradizionale partito alleato, il Partito Colorado, con un apporto del 15% dei voti.

S.P.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply