sabato, 7 Dicembre, 2019

Dopo il terremoto in Emilia arrivano anche le speculazione sul latte e sul parmigiano

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Come conseguenza del sisma, oltre al dolore per la perdita di persone care o dei propri averi, sembra che gli emiliani stiano subendo danni ulteriori: questa volta, però, la responsabilità non andrebbe ricercata in Madre Natura ma nei propri concittadini. E’ quanto ha rivelato il responsabile Economico della Confederazione Italiana Agricoltori della sezione di Reggio Emilia, Giorgio Davoli, chei ha denunciato vari episodi di speculazione sul latte oltre che sulla filiera di produzione e vendita del Grana: «Oltre al danno si rischia la beffa», sottolinea il responsabile economico della Cia. Gli episodi riguardano i rapporti tra i soggetti attivi nelle filiere del latte, i caseifici privati e i produttori dai quali proviene la materia prima che, sembrerebbe, starebbero approfittando delle difficoltà per speculare attraverso vere e proprie operazioni di sciacallaggio.

RISARCIMENTI CHIESTI AI PRODUTTORI COLPITI – Il responsabile economico della Cia, Giorgio Davoli, spiega quanto sta avvenendo in questi giorni: «I produttori di latte destinato a Parmigiano Reggiano venduto a caseifici privati stanno ricevendo lettere da parte dei loro primi acquirenti che oltre a disdire i contratti stipulati tra le parti, richiedono anche la corresponsione delle spese sostenute per il maggiore onere nel trasporto del latte, ed in alcuni casi rimandano il pagamento del latte consegnato loro dagli allevatori di bovini». E quando si parla di sciacallaggio è inevitabile non pensare a quanto la speculazione economica in simili emergenze non faccia meno male di una vera e propria profanazione.

DANNI ALLA PRODUZIONE DEL PARMIGIANO PER 220 MILIONI – La situazione d’emergenza nella quale il terremoto ha gettato l’Emilia Romagna interessa, naturalmente, anche la capacità produttiva della regione: l’attività delle industrie in fase di stallo e i danni relativi ai prodotti di punta della zona, come il parmigiano, hanno già prodotto perdite per circa 220 milioni di euro. Davoli ha commentato sulle dinamiche di speculazione sul latte in questi termini: «E’ singolare che a seguito degli eventi calamitosi che hanno colpito le strutture di trasformazione e gli stessi allevamenti zootecnici, gli industriali del latte richiedano i danni proprio ai loro fornitori».

SPECULAZIONE NEGLI STABILIMENTI – La speculazione sulle materie prime riguarda anche la compravendita di Parmigiano Reggiano e Grana Padano: ci sono degli acquirenti interessati a rilevare il prezioso formaggio a prezzi irrisori da stabilimenti che sono in difficoltà perché non hanno più un luogo a disposizione dove poter collocare le forme già stoccate nei magazzini di stagionatura. Si tratta di un vero e proprio disastro che «incide fortemente sulla redditività dei caseifici e dei produttori di latte considerato che i due formaggi dop rappresentano una inestimabile ricchezza per l’economia, non solo agricola, della zona» come ha precisato la Confagricoltori.

RICHIAMO AL BUON SENSO E TUTELA LEGALE – Maggiore controllo, anche da parte delle istituzioni, unito ad un richiamo al “buon senso” nei confronti dei soci delle filiere. Questo l’appello che Giorgio Davoli rivolge per salvare il settore: «Data la difficile situazione che si è venuta a creare – continua Davoli – noi ci batteremo affinché tutti i soggetti attivi nelle filiere del latte (che abbiano subito danni) possano ricevere gli aiuti e gli indennizzi che potranno arrivare dalla regione, dallo Stato, dall’UE. Da parte nostra tuttavia tuteleremo, anche per vie legali, i nostri soci verso i quali non ci sia rispetto degli accordi sottoscritti ed invitiamo le istituzioni preposte a vigilare sui fenomeni speculativi in atto».

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1 commento

  1. Ma è mai possibile che in Italia si continua a costruire, edifici destinati all’attività produttiva, senza una minima garanzia per la sicurezza dei lavoratori? I casi sia del crollo sia delle scaffalature dove era stoccato il parmigiano, che le stalle , per fortuna, e per puro caso, non hanno causato vittime, ma questo non vuol dire che in futuro non possa succedere.
    I capannoni, dovrebbero essere costruiti con criteri antisimici ancora più rigidi rispetto a quelli che vengono imposti per le abitazioni, invece c’è una superficialità vergognosa e nessuno alza un dito per modifiacre le normative.

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