martedì, 11 Agosto, 2020

Scuola e impresa, una migliore formazione linguistica

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“Spesso in Italia si studiano le lingue, ma i risultati non sono all’altezza degli obiettivi. Perché? Perché la lingua si “impara” e non si “studia”, non è come apprendere una qualsiasi altra disciplina. Come il nuoto che non si può apprendere su una tavola di legno, bensì nell’acqua, così la lingua va appresa nel contesto autentico”. E’ il commento, amaro ma costruttivo, di Freddy Nicolas, Direttore dell’importante scuola di lingue romana “ProLingua International”, a proposito degli ultimi sondaggi che vedono purtroppo gli studenti italiani della fascia 15-21 anni, tra scuole superiori e Università, molto indietro nella padronanza delle lingue straniere, e addirittura ultimi in Europa per l’inglese. E aggiunge: “Dobbiamo cambiare radicalmente il modo di apprendere, e aprirci a strumenti che nello studente possano aumentare gli automatismi dell’inconscio, essenziali per imparare veramente a parlare una lingua, più che a tradurre e studiare grammatica”.
Le osservazioni del dott. Nicolas giungono proprio all’indomani della diffusione dei risultati dell’indagine internazionale “Pisa 2018”: promossa dall’ OCSE, nei Paesi aderenti, per rilevare le competenze degli studenti di 15 anni in Lettura (intesa, ovviamente, come capacità di valutare criticamente un testo, non solo di leggerlo), Matematica e Scienze. Risultati che vedono gli studenti italiani in possesso di competenze decisamente inferiori a quelle dei loro coetanei di dieci anni fa: con un livello medio sufficiente, in linea con quello degli altri Paesi OCSE, in Matematica, ma con un risultato medio “significativamente inferiore” alla media OCSE (468 contro 489) nelle materie prettamente scientifiche. La situazione non migliora nel campo appunto delle lingue straniere.
“ProLingua”, nata nel 1992 a Roma, insegna, a studenti provenienti da oltre 120 Paesi, più’ di 20 lingue tra le più’ diffuse nel mondo, con tecnologie avanzate e occupandosi anche della formazione dei docenti stessi. Freddy Nicolas e Giada Marcelli, responsabile della didattica della scuola, sono appena rientrati da Verona: dove pochi giorni fa si è conclusa la 29esima edizione di “JOB&Orienta”, salone nazionale dell’orientamento, scuola, formazione e lavoro, che ha visto 500 realtà presenti nella rassegna espositiva (scuole, accademie, Università italiane ed estere, centri di ricerca e formazione professionale, imprese, istituzioni, ecc..), 70.000 visitatori accreditati e 300 relatori partecipanti.

Promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, insieme ai Ministeri dell’Istruzione,’Università e Ricerca e del Lavoro e Politiche Sociali, JOB&Orienta si è confermato come importante occasione di aggiornamento e confronto per operatori, giovani e famiglie.
Tema di quest’anno, “Il lavoro che vorrei: orientamento, innovazione, crescita sostenibile”: che ha fatto da filo conduttore alle tre giornate veronesi evidenziando le competenze da formare più utili e strategiche, sia per i giovani che per le imprese, nel contesto europeo già tracciato dall’ Agenda “Lisbona 2020” e dai successivi adeguamenti.

“A Verona – sottolinea Giada Marcelli – c’ è stata molta partecipazione di scuole e Università, tra cui molte straniere (inglesi e olandesi, ad esempio), disposte a offrire ai nostri giovani opportunità di formazione professionale all’estero. Ma molti espositori erano sorpresi che gli studenti italiani, anche degli stessi licei linguistici,non erano in condizioni di chiedere informazioni in lingua straniera. Fortunatamente, i nostri giovani della fascia 17-21 anni sono, però molto più’ alfabetizzati di noi adulti per quanto riguarda l’informatica: tema che a “JobOrienta” ha avuto uno spazio importante, e che, offrendo strumenti adeguati, può consentire loro di recuperare per quanto riguarda proprio la conversazione in lingua”.

A “JobOrienta”, invitata come partner, “ProLingua” ha presentato ai visitatori la sua offerta formativa, arricchita dalla collaborazione con importanti realtà internazionali: le due piattaforme online “Rosetta Stone”, che permette di imparare 24 lingue, e “Global Exam”, per la preparazione delle certificazioni internazionali.
“Si tratta -precisa Freddy Nicolas – di software per l’apprendimento innovativi e di grande efficacia. Noi di ProLingua siamo partner unici in esclusiva per l’ Italia di Rosetta Stone ( il nome si ricollega alla storica Stele bilingue trovata dai francesi di Napoleone nel 1799 nel Delta del Nilo, fondamentale per la comprensione della lingua egizia. N.d.R.), che è statunitense ma opera a livello mondiale, collaborando con realtà importanti come l’Università di Santiago del Cile e varie altre. A Verona tanti ragazzi hanno provato ad esercitarsi su Rosetta usando il maxischermo, scoprendo che l’allenamento concreto che questa piattaforma permette di fare nella conversazione in inglese porta a sviluppare gli automatismi linguistici. Quindi, per tornare alla metafora che ho usato prima, ad imparare concretamente a nuotare”. “Le attività della piattaforma sono disponibili sia online che offline” precisa Giada “E’ possibile lavorare su un treno con lo smartphone, ad esempio, anche in assenza di connessione e poi continuare dal pc di casa. Così come posso, ad esempio, prenotare via skype lezioni con docenti che si collegano da USA, Francia, Germania, ecc….E’ evidente che da tutto questo possono trarre giovamento non solo studenti, ma anche tanti professionisti che periodicamente devono riqualificarsi”.

“E’ positivo – conclude Nicolas – che a Verona molti studenti e docenti di scuole e Università ci abbiano lasciato i loro dati per essere contattati e avviare collaborazioni. Tra le istituzioni pubbliche, erano presenti, oltre ai Ministeri, le regioni Veneto, Lombardia e Liguria, gli organismi della Presidenza del Consiglio che si occupano di lavoro per i giovani e varie altre realtà, dai Carabinieri alla Guardia di Finanza. L’internazionalizzazione è una sfida inevitabile per le imprese italiane e lo sarà sempre di più in futuro: è fondamentale farsi trovare preparati”.

Fabrizio Federici

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