sabato, 16 Febbraio, 2019

Cgil a congresso nel disinteresse generale

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Nell’Italia dei senza lavoro e di un sindacato che fatica a capire la Gig Economy e i diritti di chi si arrangia con i lavoretti, si inaugura il XVIII Congresso nazionale della Cgil a Bari.
Il segretario Susanna Camusso ha deciso di aprire il congresso richiamando l’unità sindacale in un momento in cui la Sinistra da cui si faceva da cinghia di trasmissione continua a dividersi e a diventare sempre più irrilevante.
“Abbiamo bisogno di un sindacato confederale davvero unitario. È una scelta obbligata, l’unica che potrebbe fare la differenza”. Lo dice il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nella relazione che apre il congresso di Bari, dove sono presenti i segretari generali di Cisl e Uil, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. “L’unica scelta – sottolinea – che guarda ad un orizzonte nuovo e non ci riporta al parallelismo, alle componenti di partito, ma che salvaguarda e rafforza l’autonomia”. È un momento cruciale per il sindacato che una volta era così forte da poter sfidare il Cavaliere al Governo con Cofferati e che si trova per la prima volta a dividersi sull’elezione del nuovo segretario. Nonostante l’endorsement della Camusso sull’ex leader della Fiom, Maurizio Landini, la linea riformista dello sfidante Vincenzo Colla continua a ricevere consensi. Con Colla ci sono infatti lo Spi (il sindacato dei pensionati che conta 2,7 milioni di tesserati, quasi la metà degli oltre 5,5 milioni di iscritti alla Cgil, ed esprime il 25% dei delegati al congresso), la Fillea (edili), Filctem (chimici-tessili), Filt (trasporti) e Slc (telecomunicazioni). Al fianco di Landini, invece, i metalmeccanici della Fiom che ha guidato per sette anni, la Filcams (la categoria del commercio e servizi che conta il maggior numero di iscritti tra gli attivi, oltre mezzo milione), Fp (pubblico impiego), Flai (agroalimentare), Flc (scuola), Fisac (credito) e Nidil (atipici). Entrambi sostengono il documento congressuale ‘Il lavoro è’, che ha raccolto il 98% dei consensi.
La gestione Camusso sconta anni di linea incerta tra appoggi e attacchi ai governi di centrosinistra e poca presa sugli stessi iscritti, basti pensare il congresso di Reggio Emilia di qualche mese fa dove Guido Mora, segretario generale uscente, a sorpresa non è stato riconfermato. Un esito senza precedenti, visto che era l’unico candidato.
Sarà un congresso delle ‘prime volte’ che vede, per la prima volta, anche l’assenza di un rappresentante dell’Esecutivo (Di Maio si era presentato al congresso Uil poco tempo fa) e che eleggerà il 24 il proprio segretario.
Più che un corpo intermedio quindi si potrebbe parlare di un organismo autonomo, a tal punto da essere ormai marginale.

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