mercoledì, 8 Luglio, 2020

Dopo la sfiducia

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Dopo il voto di sfiducia al ministro Bonafede che la segreteria del Psi, col convinto consenso del senatore Riccardo Nencini, ha deciso, praticamente all’unanimità, si pone un problema politico. La mozione di sfiducia é stata bocciata e dunque il ministro che noi avremmo voluto sfiduciare resta al suo posto. Non credo abbia un gran senso sfiduciare un ministro e poi dichiarare piena fiducia a un governo del quale questo ministro continua a far parte. Potremmo al massimo mantenere parziale fiducia, giacché almeno in una sua componente la fiducia é venuta a mancare e dunque non può essere completa. Ma cerchiamo di capire i motivi per i quali la segreteria del Psi, sia pure tra opinioni non convergenti, tra le quali la mia, quella di Ugo Intini, quella dell’attuale coordinatore della segreteria Luigi Iorio e dell’attuale direttore editoriale dell’Avanti Andrea Silvestrini, ha deciso l’estate scorsa di accordare la fiducia al governo. Si pensava, tra l’altro, a una presenza socialista nell’esecutivo che poi é stata negata, poi ad un coinvolgimento del Psi, che pure dispone solo di due parlamentari, nell’elaborazione del programma e non è avvenuto. Poi nella partecipazione dei socialisti agli incontri di maggioranza e non siamo mai stati invitati. Non so cosa succederà sul Mes, ma é evidente che se l’atteggiamento del governo è quello annunciato oggi da Conte sarà molto difficile tenere insieme questa maggioranza e spiegare agli italiani che si rifiutano 36 miliardi rimborsabili in dieci anni con l’interesse dello 0,1, mentre si paga dall’1,4 all’1,8 l’interesse delle risorse recuperate sul mercato italiano. Cioè dichiarare che si preferisce far pagare agli italiani 700 milioni di più all’anno. E per di più senza spostare i sei miliardi stanziati per la sanità tra il Cura Italia e il decreto Rilancio su altre importanti voci di spesa. E’ evidente che la posizione sul Mes sarà decisiva per la sopravvivenza del governo e la mia opinione é che da essa deve essere verificata ovviamente verificata la possibilità di mantenere la parziale fiducia del Psi nell’esecutivo. E credo non solo la nostra. Vedremo gli sviluppi della situazione ma a me pare che questo ragionamento abbia una logica politica difficilmente contestabile.

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Mauro Del Bue

1 commento

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    Paolo Bolognesi on

    Il pensiero del Direttore, laddove scrive “Non credo abbia un gran senso sfiduciare un ministro e poi dichiarare piena fiducia a un governo del quale questo ministro continua a far parte”, mi sembra esprimere un concetto analogo, se non identico, a quanto ho riportato ieri nel commentare il suo articolo dal titolo “Non in Bonafede”.

    Se poi, come qui si legge, il PSI è stato escluso dalla elaborazione del programma e dagli incontri di maggioranza, nel senso che la sua presenza viene ritenuta di fatto ininfluente, mi chiedo quale sia la ragione che lo “trattiene” là dove pare “contare niente” (posizione difficilmente spiegabile e comprensibile per una forza politica).

    Passando al Mes, al di là di come ognuno di noi possa pensarla al riguardo, se lo mettiamo insieme ad altre questioni, mi sembra che le posizioni del PSI non siano molto distanti da quelle del Cav., il che potrebbe autorizzare a domandarsi perché mai il PSI, nel prefigurare il proprio futuro, non abbia mai considerato eventuali intese con FI.

    Paolo B. 22.05.2020

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