mercoledì, 21 Agosto, 2019

DOPPIA LINEA

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Si è concluso dopo circa due ore e mezza il vertice di governo a Palazzo Chigi. Al centro ovviamente i temi economici legati all’apertura della procedura di infrazione per debito eccessivo che grava sul nostro Paese. Un vertice non risolutivo. Anzi. La riunione, durata circa due ore e mezza con una coda finale su Alitalia, e al centro il dossier conti pubblici, al fine di evitare la procedura di infrazione, è stato interrotto da Salvini che ha ribadito che la Flat tax dovrà esserci nella nuova manovra. Altri miliardi di spesa non produttiva da aggiungere a quella montagna di debito per il quale l’Europa già ci sta accusando.
Intanto l’Europa aspetta la risposta Italiana sulla procedura di infrazione. Una risposta che dovrebbe giungere giovedì alla Commissione. La lettera è quasi pronta, ha assicurato Conte. Tra i sostenitori del dialogo il Ministro Tria: “Dobbiamo evitare in tutti i modi” la procedura che “farebbe male all’Italia ma lo può fare all’Europa”.”Dobbiamo arrivare assolutamente – ha detto ancora Tria – a un compromesso, con una trattativa e un dialogo costruttivo E’ nell’interesse nostro e dell’Europa” Alla Commissione,”si tratterà di vedere come spiegare” ma “nessuna manovra aggiuntiva”. Nelle stime del governo, un risultato che va “verso il 2,2 o 2,1%. Siamo grosso modo nel braccio preventivo del patto di stabilità”.

Di segno del tutto opposto Salvini che si dice indisponibile a trattare con una Europa “vecchia e delegittimata”. Delegittimata da cosa non si capisce soprattutto dopo che le elezioni europee di maggio hanno riconfermato il sostanziale impianto e sconfitto quello proposto da Salvini e dai suoi amici sovranisti. Sul proseguimento dell’iter della procura nei confronti dell’Italia ha fatto il punto il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici, in conferenza stampa a Bruxelles. Nella scelta dei tempi della procedura per debito nei confronti dell’Italia, ha detto, è “di gran lunga preferibile” propendere per la “rapidità”. “La nostra porta – ha aggiunto il commissario – resta aperta per discutere con le autorità italiane. L’ho detto in italiano, in francese e ora in inglese. Questo non è cambiato: ho avuto un utile scambio con Giovanni Tria a Fukuoka al G20 dei ministri delle Finanze e non ho alcun dubbio che discuteremo ancora nei prossimi giorni”. Moscovici ha poi ricordato i motivi per quali siamo a questo punto: “Il debito pubblico italiano è salito al 132,2% del Pil nel 2018 ed è previsto raggiungere il 135% l’anno prossimo. Il debito dell’Italia è uno dei più alti del mondo. La spesa per interessi ammonta a 65 mld di euro l’anno, equivale alla spesa per l’educazione. Soldi che potrebbero essere investiti in altri campi, più produttivi”. “Il debito elevato – ha aggiunto Moscovici – è una grande vulnerabilità per l’Italia ed è nell’interesse dell’Italia ridurlo. Per questo la Commissione insiste per ridurlo. E siamo molto seri su questo. Quindi, avanziamo con i passi procedurali necessari, né più né meno”.

Ma la strada della procedura non è segnata. Salvini, in perenne campagna elettorale, mantiene alti i toni. Ma il dato è che la Commissione europea è più che disponibile ad evitare che la procedura per debito vada avanti già dal 9 luglio, data della riunione dell’Ecofin. La l’Italia deve adottare “misure”, visto che “nuovi dati non sono sufficienti per aspettare”. È quanto chiarisce un alto funzionario Ue. L’opinione del Comitato Economico e Finanziario approvata ieri invita appunto l’Italia “ad adottare le misure necessarie ad assicurare il rispetto delle disposizioni del patto di stabilità”.

Una risposta indiretta, che mette in chiaro che nel governo coesistono due linee opposte, la ha già data il presidente del Consiglio “L’Italia – ha evidenziato Conte – è ben lieta che la porta dell’Ue sia aperta, siamo sempre disponibili a confrontarci con Bruxelles,non è interesse dell’Italia subire una procedura d’infrazione, non è una prova di muscolare”.

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