mercoledì, 18 Settembre, 2019

Draghi: “Dal QE Europa in crescita del 3,6%”

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draghi-6“Tutti i segnali ora indicano un rafforzamento e un ampliamento della ripresa nell’area Euro. Le forze deflazionistiche sono state sostituite da quelle reflazionarie”, ha osservato Draghi aprendo il “Forum on Central Banking” a Sintra, in Portogallo. “Un considerevole grado di accomodamento monetario è ancora necessario per far sì che le dinamiche dell’inflazione diventino durature e indipendenti”.
Dall’inizio del Quantitative easing, il programma di acquisto di titoli di Stato, nel gennaio 2015, il Prodotto interno lordo dell’Eurozona è cresciuto del 3,6%. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, intervenendo nel corso del forum della banche centrali a Sintra, in Portogallo. Draghi ha sottolineato anche che la crescita della zona euro è stata superiore a quella degli Stati Uniti “dopo il Qe1 e il Qe2 nello stesso periodo”. Dal gennaio 2015, “l’occupazione è cresciuta di oltre quattro milioni”, ha concluso.

“L’economia migliora, ma prudenza sul rientro del Qe” 
La ripresa nell’Eurozona è “al di sopra del trend e ben distribuita, ma dobbiamo persistere nella nostra politica monetaria”, ha proseguito Draghi. “Serve prudenza” con un aggiustamento graduale dello stimolo della Banca centrale europea.

“Il vento è cambiato a favore delle riforme Ue” 
Nell’Eurozona “c’è una ritrovata fiducia nel processo di riforma e nel sostegno alla coesione che potrebbero aiutare a liberare domanda e investimenti”, ha affermato ancora il presidente della Bce. “Per anni l’Eurozona è stata avvolta in una nube d’incertezza sulla possibilità di realizzare le necessarie riforme sia a livello nazionale che dell’Unione, ma oggi le cose sono cambiate e sul versante politico spirano venti a favore”.

Nell’Eurozona “c’è una ritrovata fiducia nel processo di riforma e nel sostegno alla coesione, che potrebbero aiutare a liberare domanda e investimenti”. “Per anni – ha detto Draghi – l’Eurozona è stata avvolta in una nube d’incertezza sulla possibilità di realizzare le necessarie riforme sia a livello nazionale che dell’Unione”, un freno alla fiducia e agli investimenti. “Oggi le cose sono cambiate” e sul versante politico “spirano venti a favore”.
Il Presidente della Bce, insomma, difende l’impatto delle politiche di stimolo adottate dalla banca centrale nei confronti dei giovani cittadini europei sostenendo che i bassi tassi di interesse hanno contribuito a creare posti di lavoro e, a ridurre la disuguaglianza: “Lo scenario economico è migliorato e la politica monetaria ha giocato il suo ruolo”.

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