lunedì, 28 Settembre, 2020

Draghi e l’Europa fuori dalla crisi

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Mario Draghi-BCEMario Draghi ha ricevuto ieri la laurea “honoris causa” conferitagli dall’Università di Tel Aviv. Il Presidente della Bce, nel suo intervento, ha affermato: “L’Europa è finalmente riuscita a mettersi la crisi alle spalle, ora, servono riforme strutturali per consolidare crescita e benessere, ma bisogna anche ritrovare il senso del progetto dell’Unione europea. La ripresa nell’area euro è resiliente ed è sempre più ampiamente distribuita tra settori e Paesi. La domanda interna, sostenuta dalla politica monetaria della Bce, è il motore principale della ripresa”.

Poi, proseguendo, ha anche detto: “Oggi ci sono cinque milioni di occupati in più che nel 2013 e la disoccupazione, sebbene resti troppo alta, è ai minimi da otto anni. A livello globale, il sistema finanziario è più resiliente. Le prospettive economiche mondiali stanno a loro volta migliorando e i rischi di indebolimento stanno diminuendo”.

Concludendo il suo intervento all’Università di Tel Aviv, Draghi ha detto: “Tuttavia quel che ci serve in Europa, per assicurare che la crescita economica e la maggiore prosperità siano sostenute nel corso del tempo, sono le riforme strutturali”.

Oggi la Bce ha pubblicato il “Rapporto sull’integrazione finanziaria in Europa”. Nel Rapporto della Bce si legge: “Nel 2015 il processo di integrazione finanziaria dell’Eurozona è entrato in stallo. Dopo alcuni anni di integrazione conseguenti la crisi finanziaria, il processo è rallentato, una frenata su cui hanno pesato gli scenari economici differenti tra i diversi Paesi, l’avversione globale al rischio e le incertezze politiche”.

Come sostiene l’Eurotower, “per la Bce servono progressi tangibili e tempestivi nel processo di revisione delle due direttive chiave dell’unione bancaria: quella sull’adeguatezza del capitale bancario (Crd) e quella sulla risoluzione delle banche in crisi (Brrd) armonizzandone gli aspetti discrezionali in capo ai singoli paesi”.

Nonostante i progressi sull’unione bancaria resta limitata la costruzione di gruppi bancari pan-europei che potrebbe aiutare i processi di integrazione.

Permane la necessità, di armonizzare le leggi fallimentari rimuovendo gli ulteriori ostacoli all’integrazione, tra questi la questione dei crediti deteriorati, l’armonizzazione delle norme a protezione dei consumatori considerando l’Eurozona una singola giurisdizione per calcolare i cuscinetti di capitale aggiuntivo richiesti da Basilea per le banche sistemiche.

Dall’Eurotower arrivano le spinte necessarie per rafforzare l’Unione Europea. In una realtà velocizzata, in cui il progresso scientifico ed i nuovi prodotti rivoluzionano i rapporti economici, è sempre più necessario accelerare i processi di integrazione Europea.

I principi di solidarietà umana tra i popoli dovrebbero essere considerati, sempre più, la base del progetto dell’Unione Europea. Di pari passo con l’integrazione pan-finanziaria si dovrebbe procedere con l’integrazione della politica fiscale, del lavoro, del welfare, della politica estera, militare, etc….. Insomma, fare quanto è necessario per la realizzazione di uno stato federale o di una confederazione di stati. Dopo settanta anni, l’Unione Europea è ancora un progetto incompiuto che sarebbe utile portare avanti.

Salvatore Rondello

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