domenica, 15 Dicembre, 2019

Draghi: focus giovani e tutele uniformi per lavoratori UE

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Mario Draghi-BocconiMario Draghi, intervenendo al Trinity College di Dublino, in un convegno sul tema della disoccupazione giovanile, ha detto: “Oggi più che mai i Paesi europei devono trovare una soluzione stabile alla piaga della disoccupazione giovanile, affrontandone le cause strutturali”. Il Presidente della BCE ha aggiunto: “In alcuni Paesi dell’Eurozona sono stati  fatti passi avanti per ridurre la disoccupazione giovanile e col consolidamento della ripresa diminuirà ulteriormente. Ma per affrontare le cause strutturali della disoccupazione giovanile, sono necessarie forme di protezione omogenee tra i lavoratori, accordi di lavoro flessibili, programmi di formazione professionale efficaci, un elevato grado di apertura del commercio e sostegni per ridurre i costi sociali della mobilità. I giovani non vogliono vivere con i sussidi. Vogliono lavorare ed allargare le proprie opportunità ed oggi, dopo la crisi, i Governi sanno come rispondere alle loro richieste e come creare un ambiente in cui le loro speranze possano avere una opportunità”. Draghi ha esortato i Governi a rispondere alle richieste dei giovani, per il futuro dei loro Paesi e della loro democrazia.
Il Presidente della BCE ha proseguito: “Il Pil dell’Eurozona è in crescita da 17 trimestri consecutivi, creando nel complesso oltre 6 milioni di posti di lavoro. Dal picco del 24% nel 2013, la disoccupazione giovanile è scesa intorno al 19% nel 2016 ma è ancora di circa 4 punti percentuali più alta rispetto all’inizio della crisi nel 2007”. Poi, Mario Draghi ha anche puntualizzato: “Nel 2016 circa il 17% dei giovani tra i 20-24 anni non studia, non lavora e non fa formazione”.
Poi ha fatto riferimento al mercato del lavoro: “La segmentazione del mercato del lavoro e una scarsa formazione professionale sono tra i principali motivi dell’elevato tasso di disoccupazione giovanile persistente in diversi Paesi colpiti gravemente dalla recessione come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo. Invece, Paesi come Germania e Austria sono riusciti a mantenere bassa la disoccupazione giovanile grazie ad efficaci programmi di formazione professionale e piani mirati ai giovani più svantaggiati”.
Sui pericoli della criminalità informatica, ha detto: “La dimensione dominante per le banche centrali sono i rischi ai cyber-attacchi”. Draghi ha sottolineato che ogni innovazione tecnologica andrà affrontata da questo punto di vista. Rispondendo ad una domanda sulla piattaforma blockchain, utilizzata anche per il Bitcoin, ha affermato: “Alla Bce stiamo studiando tutto questo, e la nostra conclusione è che in questo momento la tecnologia non è ancora abbastanza matura per essere considerata dalle banche centrali per le loro politiche o per i sistemi di pagamento”.
Alla domanda di una studentessa su quali consigli volesse dare ai giovani che si apprestano ad affrontare il mondo del lavoro, Il Presidente della BCE ha risposto: “Rimanete curiosi, imparate dal mondo, la curiosità è ciò che spinge a esplorare nuove opportunità professionali e ambienti diversi e ad essere creativi. Non perdete mai il vostro coraggio”.
Poi Draghi ha aggiunto: “In diversi paesi il peso della crisi è caduto in modo sproporzionato sui giovani, lasciando un’eredità di speranze fallite, di rabbia e, infine, di sfiducia nei valori della nostra società e nell’identità della nostra democrazia”.
Dal convegno di Dublino, il Presidente della BCE ha lanciato un grande messaggio a favore dei giovani e della democrazia. Speriamo ed auspichiamo che i Governi dei Paesi della UE lo sappiano cogliere.

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