domenica, 22 Settembre, 2019

Draghi: l’Italia cresce meno di prima

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Il presidente della BCE, Mario Draghi, davanti al Parlamento dell’Unone Europea, ha detto: “Grazie agli sforzi di tutti i cittadini Ue, l’Eurozona è uscita dalla crisi, con risultati tangibili come i 22 trimestri consecutivi di crescita e la disoccupazione al minimo da ottobre 2008. Ma negli ultimi mesi arrivano informazioni più deboli dell’atteso, e la persistenza delle incertezze, in particolare collegate a fattori geopolitici e alla minaccia di protezionismo pesa sul sentimento economico. L’ambiente esterno è meno vivace del passato e l’Italia cresce meno di prima e significativamente meno delle attese, ma è troppo presto per dire se servirà una manovra correttiva, bisogna prima vedere quali saranno le uscite e le entrate fiscali. In ogni caso l’accordo con la Commissione Ue sulla manovra è stata una notizia positiva.

Un Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto, perché a quel punto sono i mercati che decidono, e ogni decisione di policy deve essere scrutinata dai mercati, cioè da persone che non votano e che sono fuori dal processo di controllo democratico. Il debito viene prodotto da decisioni politiche dei Governi, e la sovranità viene persa a causa di politiche sbagliate”.

L’Italia è ancora al centro delle preoccupazioni della Banca Centrale Europea, perché molto probabilmente resterà il fanalino di coda della crescita dell’Eurozona. Molto prudentemente, l’ipotesi di una manovra aggiuntiva è stata rinviata alla verifica tra entrate tributarie e spese che avverranno durante il 2019.

Critiche sono arrivate anche dal Governatore Ignazio Visco che, presentando alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa il suo ultimo libro, ha detto: “L’Italia ha bisogno di una vera riforma fiscale che manca da 20 anni, invece c’è stato un insieme di interventi che non ha la stessa efficacia. Non si è mutata la distribuzione del reddito come è avvenuto altrove, ha avuto invece uno spostamento verso il basso legata all’economia reale. Nei miei incontri pubblici ormai mi sono convinto che l’Italia ha bisogno di una riforma fiscale ampia non di una serie di interventi fiscali legati ad esempio agli 80 euro. L’Italia ha una difficoltà di crescita soprattutto sul piano ciclico, sul piano dell’economia reale e per questo bisogna mantenendo la politica monetaria sostanzialmente accomodante con interventi però anche di struttura. L’austerità in Italia è stata necessaria e non una scelta a causa dell’elevato debito pubblico”.

Salvatore Rondello

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