mercoledì, 20 Novembre, 2019

Draghi: “L’Italia tra i fattori che rallentano l’economia in Europa”

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“L’Italia è sicuramente tra i fattori che pesano sul rallentamento dell’economia dell’Eurozona”. Non usa mezzi termini il presidente della Bce Mario Draghi in conferenza stampa. Draghi, solitamete molto prudente del far trapelare giudizi sui singoli paesi, questa volta ha fatto capire che il suo pensiero sull’operato del governo italiano non è particolarmente positivo. “C’è un calo della fiducia – ha detto ancora – che si riflette nei vari settori e nei vari Paesi”. Tra i fattori interni, ha fatto l’esempio della crisi che ha colpito il comparto automobilistico in Germania. “Ma ci sono anche altri fattori”, ha aggiunto dicendo che “uno dei questi è certamente l’Italia”.

Draghi ha poi annunciato che resta al minimo storico il costo del denaro. Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso infatti di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%.

Si allunga inoltre la prospettiva per il primo rialzo dei tassi della Bce. Infatti, se fino alla precedente riunione del Consiglio direttivo si faceva menzione di una politica di tassi bassi almeno fino all’estate il comunicato odierno precisa come il Board “si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”. Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo conferma la politica di reinvestimento integrale del “capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della Bce, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”.

Quanto alle “operazioni di rifinanziamento della Bce continueranno a essere condotte a tasso fisso con piena assegnazione per tutto il tempo necessario e almeno fino alla fine del periodo di mantenimento delle riserve a partire dal marzo 2021″.

Come previsto, poi, la Bce lancia da settembre prossimo una nuova serie di iniezioni di liquidità attraverso operazioni trimestrali di rifinanziamento a più lungo termine, le cosiddette Tltro. Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell’Eurotower, precisando che il nuovo programma terminerà a marzo 2021. I prestiti avranno una scadenza di due anni. “Queste nuove operazioni – continua il comunicato della Bce – contribuiranno a preservare le favorevoli condizioni di prestito bancario e la regolare trasmissione della politica monetaria. Con le Tltro le controparti potranno prendere in prestito fino al 30% dello stock di prestiti idonei al 28 febbraio 2019 ad un tasso indicizzato al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali nel corso della durata di ciascuna operazione”.

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