sabato, 19 Ottobre, 2019

Draghi: “Riduzione del debito italiano deve essere credibile”

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La Banca centrale europea ha reagito al quadro di debolezza dell’inflazione annunciando una nuova serie di misure in senso espansivo, tra cui alcuni provvedimenti tecnici che puntano a favorire l’afflusso di credito all’economia reale. Innanzitutto, sono stati confermati tutti i livelli dei tassi di interesse, l’istituzione ha anche deciso di prolungare il periodo in cui non verrebbero effettuati rialzi, che è slittato dalla fine del 2019 alla prima metà del 2020. A Vilnius, la Bce ha poi stabilito che i nuovi maxi finanziamenti agevolati alle banche (Tltro) verranno effettuati ad “un tasso di interesse superiore di 10 punti base rispetto al tasso medio applicato alle operazioni di rifinanziamento principali”. Ma ha aggiunto che “concedendo prestiti netti idonei superiori a un valore di riferimento, le banche beneficeranno di un tasso di interesse inferiore, che potrà essere ridotto fino a raggiungere un livello pari al tasso medio applicato ai depositi presso la banca centrale (-0,40%) per la durata dell’operazione con l’aggiunta di 10 punti base”.

La proroga del periodo di non rialzo dei tassi e i dettagli sui Tltro non erano anticipati dai mercati, anche se il quadro di indebolimento dell’inflazione aveva alimentato aspettative di possibili nuovi segnali espansivi.

La Bce ha confermato l’orientamento a reinvestire integralmente il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività, il Quantitative easing “per un prolungato periodo di tempo” dopo l’ipotetico futuro rialzo dei tassi. “E in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”.
Così il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali è rimasto a zero, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali è rimasto a meno 0,25 per cento e il tasso sui depositi presso la stessa Banca centrale è rimasto invariato a meno 0,40%.
La Bce ha continuato la politica monetaria già tracciata anche se recentemente la Federal Reserve sta tornando alla riduzione dei tassi per favorire l’economia. La riunione odierna della BCE, è uno dei più importanti appuntamenti dell’anno per i mercati e per l’economia dell’area euro. Oggi, il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea si è riunito per fare il punto sulla situazione economica della zona Euro ed annunciare le decisioni di politica monetaria.
Sono state rispettate le attese degli analisti secondo i quali i tassi sarebbero rimasti bassi ancora a lungo.

L’attenzione degli operatori soprattutto si è concentrata sui dettagli delle TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operations), operazioni di rifinanziamento a lungo termine mirate che consentiranno alle banche di accedere a un prestito agevolato per finanziare l’economia reale. Il meeting odierno della BCE  è risultato il meeting più interessante per una banca centrale da un po’ di tempo a questa parte.
L’attenzione si è concentrata anche sulle stime del PIL ed inflazione, specie dopo la delusione di quest’ultima attestatasi a maggio solo all’1,2% dopo il +1,7% di aprile, allontanandosi dal target della BCE del 2%. Restano poi i rischi legati soprattutto al protezionismo e alla volatilità dei mercati finanziari.

In attesa della conferenza stampa, sui mercati valutari l’euro ha aperto le contrattazioni in rialzo. La moneta unica è salita dello 0,1% a 1,123 dollari. In Asia lo yen avanza dello 0,3% a 108,21 dollari, ma si tratterebbe più dell’effetto prodotto dalla decisione della Fed di abbassare i tassi. Mario Draghi è tornato in campo una situazione globale che sembrerebbe completamente rovesciata rispetto a pochi mesi fa. Mentre, relativamente poco tempo addietro, si discuteva del piano di rialzi dei tassi della Federal reserve e dell’orizzonte della prima mossa da parte della Bce, ora il mercato dei bond sconta alcuni tagli da parte della Banca centrale Usa, mentre tra gli analisti alcuni avevano azzardato una ripresa del Quantitative easing nel Vecchio continente.

Alle ultime battute del suo mandato, che scade a ottobre, il governatore italiano si è trovato stretto dai dati sull’inflazione che non decollano, dalla necessità di rimetter mano all’armamentario dei possibili interventi a supporto dei prezzi e dalle inevitabili domande che riguarderanno la tenuta finanziaria di alcuni Paesi, Italia in testa, con un nuovo braccio di ferro Roma-Europa appena avviato. Il Consiglio Direttivo della Bce che si è riunito a Vilnius, in Lituania, secondo le attese degli analisti ha avuto come piatto forte il nuovo maxi-prestito alle banche chiamato Tltro-3, sui quali si attendono i dettagli tecnici.

Nella conferenza stampa, il presidente della Bce, Mario Draghi, in risposta ad una domanda sul braccio di ferro fra Roma e Bruxelles con l’avvio della procedura per debito eccessivo, ha detto: “La commissione europea ha concluso che deve ridurre il rapporto debito/Pil e l’Italia produrrà un programma di riduzione di medio termine. Non credo che verrà chiesto un rapido calo, sarà un piano di medio termine che però deve essere credibile: quello che tutti si aspettano”.
A proposito di emettere minibond per rimborsare i debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, approvata all’unanimità in una mozione alla Camera dei Deputati in Italia, Draghi ha commentato: “I minibot o sono valuta, e quindi sono illegali, oppure sono debito, e dunque lo stock del debito sale”.
La Banca centrale europea sta continuando il suo lodevole impegno con una politica monetaria a sostegno dell’economia in un difficile quadro congiunturale.

Salvatore Rondello

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