mercoledì, 22 Maggio, 2019

Due mesi di morti della guerra civile

0

Dalla Grande Guerra alla guerra civile. Parte 23

Molti si illusero che, con il trionfo di Mussolini in seguito alla marcia su Roma, le violenze che andavano avanti ormai da tre anni si sarebbero finalmente concluse. Ma furono ben presto destinati a ricredersi, esse infatti non solo non cessarono per almeno altri due anni, culminando, come vederemo con l’uccisione di Giacomo Matteotti, ma aumentarono in vari casi persino di intensità. Lo stesso deputato socialista le documentò con grande minuzia, giorno dopo giorno, dal novembre 1922 fino alla fine del 1923, nel suo libro che più volte abbiamo menzionato. Sarebbe però fare torto allo stesso titolo di questa narrazione che focalizza appunto lo svolgersi di una guerra civile, se non menzionassimo anche le altre che vennero compiute contro i fascisti o contro i loro sostenitori.

Non quindi in nome del “politicamente corretto”, ma nel rispetto di una storia che sia in maniera documentata la vera immagine dei fatti trascorsi, vogliamo, non potendo dilungarci oltre perché ci vorrebbe troppo spazio, ricordare almeno tutte le morti immediatamente successive alla Marcia su Roma, della fine del 1922, da ambo le parti. Non vogliamo metterle sullo stesso piano, perché la storia dà sempre lezioni di verità e mai di politica e di ideologia, quelle ciascuno le trae dalla sua coscienza proprio analizzando i fatti, se essi vengono presentati nella loro interezza e senza indulgere su alcuni e trascurando gli altri. Se i morti quindi non sono tutti uguali, perché ognuno lascia un ricordo diverso a seconda della coscienza che trova ad accoglierlo, tutti, in ogni caso, meritano pietà e misericordia, se non altro perché ognuno che subì la violenza voleva sicuramente vivere e avrebbe voluto in ogni caso essere ricordato, ci scusiamo dunque in primo luogo con quelli che non potremo ricordare, perché purtroppo l’elenco è troppo lungo.

Novembre 1922 Morti degli oppositori al fascismo
Spezia Achille Vallelunga, e Arturo Micheli, trovati uccisi nei giardini pubblici da arma da fuoco Spello Il figlio del capolega, Bonci Guerrino è pugnalato nel buio della notte Castelvisonti (Cremona) due automobili di fascisti si presentano a una casa cercando due fratelli socialisti. Presentandosi il padre lo uccidono con un colpo di fucile. Scandiano (Reggio Emilia) Il socialista Romoli Umberto, venuto a diverbio con alcuni fascisti, è colpito da un proiettile di rivoltella che gli spacca il cuore. Mantova Sono assolti sette fascisti accusati di complicità in omicidio e di lesioni di Bini Pietro, Alberto, Giovanni e Carlo, di Ponteterra Sabbioneta Paganica E’ ucciso dai fascisti Evangelisti Gilberto Gavasseto (Reggio Emilia) Il segretario del Partito Popolare Antonio Denti è ucciso di notte mentre torna a casa in bicicletta Pisa Sono assolti gli imputati di avere ucciso Carlo Cammeo, segretario della Camera del Lavoro Fontanellato (Parma) Un operaio socialista, Pancolini Sante è aggredito ed ucciso dai fascisti. Prima di morire l’ucciso ha fatto i nomi dei suoi assassini che rimangono però ignorati dalle autorità. S.Alberto di Ravenna Fascisti di notte, assalgono la casa di Umberto Cortesi. Il padre Giovanni uscito fuori a difendere il padre è sopraffatto e ucciso a colpi di bastone. Turrita (Massa Carrara) I fascisti uccidono il contadino Giuseppe Fiori e feriscono gravemente i di lui figlio Amerigo Guastalla Muore il popolare Mariotti Pietro in seguito a bastonate dategli dai fascisti la domenica prima, mentre si accingeva ad esercitare il proprio diritto al voto. Torino Dei fascisti alla ricerca di un certo Longo, non trovandolo in casa, uccidono a colpi di baionetta il vecchio padre. Dicembre 1922 Grana Monferrato 20 fascisti mascherati, irrompono di notte nella casa di Beso e dell’ex sindaco socialista Avezzano, uccidendo due socialisti e ferendone otto Quagliano I fascisti sparano colpi di fucile sui nazionalisti, feriscono a morte Fruttante e più lievemente altri tre. Framura (Spezia) Rissa tra fascisti e comunisti, un fascista è ferito; il comunista Grancelli rimane ucciso. Salbero di Padova Da un fascista col moschetto è ucciso il socialista Giovanni Caltarossa e il suo stesso fratello Rescaldina e Cerro Maggiore (Milano) I fascisti compiono rappresaglie: molti cittadini bastonati, il socialista Angelo Della Vedova rimane ucciso da una pallottola di rivoltella. Curtarolo (Padova) Alcuni fascisti penetrano in un circolo frequentato da operai, provocano un conflitto, feriscono gravemente Luigi Reffo, e la madre ritrova in un fossato il cadavere del figlio, Silvio Todato, colpito da rivoltella.

Torino Occupazione della Camera del Lavoro, ferimento del deputato Pagella e del ferroviere Arturo Cozza, bastonati ferocemente socialisti e comunisti. Sequestrato un camion, si presenta alla porta di ingresso degli uffici delle Ferrovie dello Stato, sono sequestrati il ragionier Carlo Berruti e Ferdinando Fanti, il quale, dopo un processo sommario, viene lasciato libero, mentre il Berruti viene portato fuori e ucciso con numerosi colpi di pistola. Le violenze proseguono, in corso Vittorio viene sfregiato orribilmente Pietro Ferrero, segretario dei metallurgici, in via Binelli viene assassinato l’operaio Chiomo, nei sobborghi della città sono identificati i cadaveri assassinati degli operai Erminio Andreone, Giovanni Massaro e Matteo Tarizzo. Mentre sta cenando con la famiglia, viene assalito nella propria casa il tranviere Chialoro Matteo. Viene ucciso a colpi di rivoltella alla presenza della moglie e dei figli. Indi gli assalitori incendiano il piccolo alloggio ed urlano alla moglie quasi pazza di dolore: “Dovrai chiedere l’elemosina per tutta la vita!”. Un gruppo di fascisti si presenta agli uffici delle F.S. Ed uccide l’usciere Angelo Quintaglio colpevole di avere disapprovato l’uccisione del rag. Berruti. Sulla collina di Torino vengono trovati assassinati, in un burrone di Val Selice, gli operai Pietro Pochettino e Stefano Zurletti, fucilati dai fascisti. Fascisti caricano Evasio Becchio su una automobile e, portatolo in una località isolata sul Po, lo uccidono con quattro colpi. L’operaio Ernesto Arnaldo è portato su un prato, ferito tre volte e pugnalato. Villa Santerno (Ravenna) E’ assassinato mentre rincasa l’operaio Cuffiani Eduardo Bari, Andria, Tuglie (Lecce), Acquaviva delle Fonti. Spedizioni punitive fasciste, con bastonature, rivoltellate ecc. Un socialista è ucciso, alcuni circoli sono devastati Noale In una spedizione punitiva i fascisti incendiano la casa dei Famengo, popolari, abbattono il bestiame, uccidono Natale Famengo e lo gettano nel letamaio della casa Cambiago (Milano) Fascisti arrivati in automobile, penetrano nel Circolo famigliare e per rappresaglia uccidono il socio Gabellini, gettandolo in un torrente. Livorno Per rappresaglia i fascisti incendiano un circolo di mutuo soccorso, bastonano molti cittadini e uccidono con una rivoltellata un certo Chiasso, vecchio paralitico. Afragola In un conflitto tra nazionalisti e fascisti dieci persone rimangono ferite da colpi di arma da fuoco; è ucciso il contadino Vincenzo Palma che tornava dai campi.

Se vogliamo attenerci ai numeri, bisognerà ricordare che dal 1 novembre 1922 al marzo 1923, furono 118 le persone uccise dai fascisti, secondo le fonti che abbiamo a disposizione, quasi tutti i responsabili restarono impuniti.

Vittime tra i fascisti tra il novembre e il dicembre del 1922
Catania Carlo Emanuele Amato, studente liceale, ucciso a Catania il 2 novembre del 22 in un agguato tenutogli da elementi comunisti Balengero (Torino) Luigi Origlia un operaio di Settimo Torinese è ucciso dai comunisti presso la Camera del Lavoro di Balengero il 2 novembre Milano Attilio Rigioni è ucciso da una scarica di fucile sparatagli da un gruppo di socialisti, il 2 novembre Crotone Antonio Cosentino, ferito dai comunisti a colpi di pistola, muore il 4 novembre. Ginosa (Taranto) Vito D’Apolio ex combattente, due volte ferito e decorato di medaglia di bronzo al valore militare. esercitava il mestiere di carpentiere, fu ucciso colpito alle spalle, nei disordini provocati da elementi antifascisti il 4 novembre durante la celebrazione della vittoria. Calosso d’Asti Giuseppe Giorcelli, colpito in pieno da numerosi colpi di fucile sparati dai comunisti in agguato la sera del 5 novembre Muggia (Trieste) Vito Campanella, caduto in una delle tante imboscate il 13 novembre Cabiate Pietro Caronni, diciottenne iscritto al Fascio di Meda ucciso dai comunisti mentre ritornava dalla cerimonia di inaugurazione del monumento ai Caduti Gussago (Brescia) Pietro Andreoli, operaio e mutilato di guerra, fu ucciso da un comunista con il quale era venuto a diverbio e che improvvisamente gli vibrò una coltellata alla gola San Lazzaro di Savena (Bologna) Gino Mori fervente nazionalista medico condotto a San Lazzaro, ucciso in una imboscata da tre comunisti, mentre si recava a visitare un malato, il 24 novembre. Sezze (Latina) Gaetano Stirpe, contadino fascista, caduto vittima di un agguato il 24 novembre Padova Guglielmo Ferro, figlio di contadini, ucciso da elementi antifascisti il 19 dicembre Grottello (Avellino) Gennaro Fricchione, ucciso insieme al fascista Dal Grosso da un comunista con ripetuti colpi di trincetto Comune di Sorso Raffaele Rais, marinaio di porto Torres, ucciso l’8 dicembre quando si era recato lì per sostenere con altri squadristi il segretario provinciale che vi teneva una conferenza; fu colpito al capo da una sassata lanciata da un antifascista confuso nella folla. Bracciano (Roma) Mariano Catena, ucciso da antifascisti la vigilia di Natale Torino Chiudono infine questa lunga scia di sangue Giovanni Dresda, ferroviere e il giovanissimo studente di ingegneria Lucio Bazzani, assassinati a Torino la sera del 18 novembre, nei pressi della barriera di Nizza, da antifascisti che fecero fuoco ripetutamente sul loro gruppetto di fascisti che stava rincasando. Tale fatto originò la rappresaglia in cui vi furono i morti di cui abbiamo parlato a proposito delle vittime dei fascisti a Torino.

Anche in questo caso, restando ai numeri delle morti note secondo le fonti disponibili, dilatando il periodo dal 1923 al 1924 i fascisti uccisi dagli antifascisti furono 106. Questa lista quindi è solo un resoconto parziale di soli due mesi di guerra civile.

Mussolini in quello stesso periodo si ergeva a paladino dell’ordine e della pace sociale, ma tutto garantiva fuorché essa stessa, tenendo sempre i piedi su due staffe. Una per sobillare le sue squadracce, che stava inquadrando in una vera e propria Milizia che gli doveva giurare fedeltà assoluta, ed un’altra nel Parlamento in cui continuava sia a rimarcare l’incapacità e l’impotenza di quella istituzione, sia a lanciare segnali rassicuranti e pacificanti alle opposizioni, in special modo alla CGL. Era una strategia ben precisa, più cercava di blandire l’opposizione e più i suoi si incarognivano e si lanciavano in rappresaglie, più lui diceva a tutti di essere l’unico a poter tenerli a bada. In tal modo si ergeva sempre di più ad unico candidato a mantenere l’ordine, la stabilità e la sicurezza, lasciando credere che se non ci fosse stato lui tutto sarebbe degenerato in caos ed in lotte sempre più sanguinose.
Una tattica che avrebbe dovuto portarlo, attraverso alcuni necessari passaggi, verso la dittatura ed il potere assoluto, già dal gennaio del 1925, e non a caso le violenze dopo quell’anno cessarono di molto, così come le provocazioni. Mussolini aveva un solo scopo: la conquista del potere, a tutti i costi. Le elezioni gli dovevano servire a questo, se esse non bastavano, potevano aggiungersi anche gli omicidi mirati ed eccellenti, come vedremo tra breve.

Carlo Felici

© 23 continua

Parte prima
Parte seconda
Parte terza
Parte quarta
Parte quinta
Parte sesta
Parte settima
Parte ottava
Parte nona
Parte decima
Parte undicesima
Parte dodicesima
Parte tredicesima
Parte quattordicesima
Parte quidicesima
Parte sedicesima
Parte diciasettesima
Parte diciottesima
Parte diciannovesima
Parte ventesima
Parte ventunesima
Parte ventiduesima

 

 

 

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply