lunedì, 17 Giugno, 2019

A febbraio è boom di cassa integrazione

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È boom di richiesta di cassa integrazione. A febbraio 2019, secondo quanto comunicato dall’Osservatorio dell’Inps, le aziende italiane hanno chiesto quasi 29 milioni di ore di casssa integrazione: un aumento del 91,1 per cento su gennazio 2019 e del 25,6 per cento su febbraio 2018. Nei primi mesi dell’anno sono stati chiesti 44 milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 9,38 per cento sullo stesso periodo del 2018.

L’Inps, inoltre, ha rilevato anche la percentuale di tiraggio – ossia l’utilizzo effettivo della cassa integrazione chiesta – nell’intero 2018 che è ancora in calo al 37,7 per cento. Praticamente, a fronte di 217,71 milioni di ore chieste nell’intero anno, ne sono state utilizzate effettivamente meno di 82 milioni. La regione con il tiraggio più basso, ossia con le aziende che hanno chiesto molte più ore di quelle effettivamente necessarie, è stato l’Abruzzo (tiraggio al 20 per cento), seguito dalla Lombardia (28 per cento). Le regioni nelle quali il tiraggio è stato più alto sono la Valle D’Aosta (85 per cento) e il Trentino Alto Adige (78 per cento). Su 28,95 milioni di ore richieste a febbraio, oltre 20,3 milioni si riferiscono alla cassa inetgrazione straordinaria (+60 per cento su febbraio 2018), oltre la metà delle quali per solidarietà (+93,4 per cento). Circa 8,5 mlioni sono stati chiesti per la cassa ordinaria (-11,7 per cento), mentre la cig in deroga è ormai residuale con 15.500 ore a febbraio.

“Con un aumento complessivo del 91,1% di richieste di cassa integrazione a febbraio rispetto a gennaio – ha dichiarato in una nota Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL – anche in questo secondo mese dell’anno assistiamo ad un’ascesa delle ore richieste di cassa integrazione ordinaria che aumentano del 18,9%. A preoccupare maggiormente, però, è il considerevole incremento che, anche in questo mese, hanno registrato le richieste di cassa integrazione straordinaria (+160,8%). Una gestione, quest’ultima, che evidenzia il persistere di una sofferenza di una parte del tessuto produttivo, testimoniata dall’aumento del 24,3% delle ore di cassa integrazione nel I bimestre 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018.

Siamo in presenza di una stima di 130 mila posti di lavoro salvaguardati da uno strumento che, potrebbe, se migliorato e adattato alle esigenze specifiche e nuove dei diversi settori, garantire la conservazione di un più alto numero di posti di lavoro scongiurando l’uscita di un’occupazione non sempre facilmente ricollocabile in un mercato del lavoro ancora statico. I dati sulle domande di Naspi e DisColl presentate a gennaio di quest’anno inoltre– ha concluso la sindacalista – mostrano aumenti congiunturali e tendenziali che devono farci riflettere sia sulla necessità di investire fortemente in politiche attive efficaci sia, contemporaneamente, di creare le condizioni di un lavoro meno precario.

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