venerdì, 23 Ottobre, 2020

E così parlò Berlusconi

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Dopo alcuni giorni di rinvio, dopo registrazioni più volte revisionate, finalmente il cavaliere ha parlato. La prima notizia da evidenziare è che non ha sfrattato il governo e questa è certamente una notizia positiva per l’Italia. La seconda è che non ha annunciato le sue dimissioni da senatore. E questa è invece una notizia negativa. Avrebbe potuto risparmiare, il cavaliere, nuove tensioni e lacerazioni a fronte di un esito scontato. Non fanno invece notizia le sue accuse alla magistratura. E’ di ieri la sostanziale conferma, ad opera della Cassazione, della sentenza che lo costringe a pagare quasi cinquecento milioni di euro per il lodo Mondadori. Lo sconto è stato minimo. Giusta o sbagliata che sia, troppo esosa o equilibrata che possa configurarsi questa sentenza, si tratta di una nuova tegola sul capo del cavaliere, che lamenta ben 50 provvedimenti giudiziari nei suoi confronti da quando ha iniziato a fare politica. Resta l’interrogativo sul motivo che ha spinto Berlusconi, nonostante i tanti anni di governo, ad evitare di varare una riforma radicale del sistema giudiziario italiano, occupandosi solo dei suoi processi, tentando peraltro di risolverli con leggi ad personam. Ora Berlusconi annuncia come il rimedio di tutti i mali la formazione della nuova Forza Italia, la panacea italiana, che consentirà di evitare la catastrofe. Viene spontanea una domanda. Perché l’ha messa in soffitta proprio lui Forza Italia, per lanciare dal predellino il Pdl? Ma viene soprattutto spontanea la domanda di fondo. Il Pd adesso che farà?
Sperava che fosse Berlusconi a mettere in crisi il governo Letta. Adesso si trova, a proposito dei suoi rapporti col governo, nelle stesse condizioni del poeta latino Catullo nei confronti della sua Lesbia. Nec tecum, nec sine te vivere possum…

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