mercoledì, 1 Aprile, 2020

E MES-SIA

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C’è aria di natale con un Mes e un accordo su di lui che arriva prima nella notte tra la maggioranza, poi il via definitivo oggi alla Camera. Con 291 voti favorevoli e 222 contrari, la Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza sul Mes. Bocciate le risoluzioni del centrodestra e di +Europa, su cui il governo aveva espresso parere contrario.

“E’ paradossale – è il commento del presidente del Psi Riccardo Nencini – che un tema come quello del fondo salva-stati abbia egemonizzato un nodo della politica estera. L’insolenza e la mistificazione con le quali sono state presentate le posizioni sul Mes non possono avere diritto di cittadinanza”. Lo ha detto il senatore Riccardo Nencini intervenendo in Aula al Senato durante le dichiarazioni di voto sul Mes. “E’ certo che il vecchio governo abbia affrontato il tema ed è paradossale che si continui a discutere di questo e non del merito”- ha aggiunto.

“Il ministro Gualtieri si è dichiarato indisponibile alla ponderazione dei titoli di stato ed ha risolto la questione con una posizione netta. Quando si tratta di discutere di trattati intergovernativi europei – ha proseguito rivolgendosi a Conte – è meglio una negoziazione preventiva e trasparente che coinvolga i parlamenti nazionali fin dall’inizio. Nello scenario internazionale il nostro destino non può essere diverso da quello dell’Europa unita che però va ripensata perché non è più la stessa della sua fondazione: servono più poteri alla politica estera e della difesa – ha proseguito Nencini – insieme a principi di rappresentanza più decisivi. L’alternativa è quella di avere un ruolo di osservatori e di essere quindi più vulnerabili”- ha concluso.

La risoluzione approvata alla Camera chiede di “mantenere la logica di pacchetto (Mes, Bicc, Unione bancaria) alla quale accompagnare ogni tappa mirata ad assicurare l’equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell’Unione economica e monetaria, approfondendo i punti critici”. La risoluzione impegna il governo “in particolare” a “escludere interventi di carattere restrittivo sulla detenzione di titoli sovrani da parte di banche ed istituti finanziari e comunque la ponderazione dei rischi dei titoli di Stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale, ed escludendo le disposizioni che prevedono una contribuzione degli istituti finanziari all’Edis in base al rischio di portafoglio dei titoli di Stato. Inoltre, proporre nelle prossime tappe del negoziato sull’Unione bancaria l’introduzione (a) dello schema di assicurazione comune dei depositi (Edis), (b) di un titolo obbligazionario europeo sicuro (cosiddetto common safe asset–ad esempio eurobond) e (c) di una maggiore ponderazione di rischio delle attività di livello 2 e livello 3 (strumenti maggiormente illiquidi), che sia legata al loro grado di concentrazione sul totale degli attivi del singolo istituto di credito”.

Viene chiesto inoltre di “assicurare la coerenza della posizione del governo con gli indirizzi definiti dalle Camere, e il pieno coinvolgimento del Parlamento in tutti i passaggi del negoziato con una procedura chiara di coordinamento e di approvazione”. Dopo polemiche che si sono trascinate per settimane, il Movimento alla fine ha deciso di seguire il Premier e gli alleati di Governo sul fronte economico ed europeo.
Luigi Di Maio si dice soddisfatto dell’accordo di maggioranza sul Mes secondo “una logica di pacchetto”, ma ribadisce che, per quanto riguarda l’approvazione della riforma, “finché non avremo un quadro chiaro della situazione, non si firma e non si approva niente”. E aggiunge: “L’Italia deve essere sicura al 200% e come ministro degli Esteri mi accerterò di questo prima di qualsiasi firma”.

Mentre Conte ribadisce che “la coerenza e la trasparenza informativa hanno caratterizzato sempre l’interlocuzione tra governo e Parlamento su un tema così complesso e sensibile. Inoltre, il ministro Gualtieri e io personalmente abbiamo spiegato e dimostrato che la revisione del trattato sul meccanismo europeo di stabilità non apporta modifiche sostanziali al trattato già esistente e – in particolare – non introduce, ed è nostra ferma intenzione che questo non accada, alcun automatismo nella ristrutturazione del debito di uno Stato, ma lascia alla Commissione europea il fondamentale ruolo di valutarne la sostenibilità e di assicurare la coerenza complessiva delle analisi macroeconomiche effettuate sui Paesi membri”.

“Come ho sottolineato nella mia informativa del 2 dicembre, ‘il Mes non è indirizzato contro un particolare Paese o costruito a vantaggio di alcuni Paesi e a scapito di altri… ma è una assicurazione contro il pericolo di contagio e panico finanziario a vantaggio di tutti’. In particolare l’Italia non ha nulla da temere anche perché il suo debito è pienamente sostenibile, come dimostrano le valutazioni delle principali istituzioni internazionali, inclusa la Commissione, e come confermano i mercati”.

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