domenica, 7 Marzo, 2021
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Segreto o palese? È scontro sul voto per Berlusconi

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voto-segreto-paleseL’Aula del Senato ha respinto, per alzata di mano, la proposta dei grillini di votare la decadenza dopo la condanna definitiva di Silvio Berlusconi il 5 novembre. Hanno votato contro maggioranza e Lega Nord mentre per il sì hanno alzato la mano i grillini – guardati a vista da Beppe Grillo che stava nel palco riservato al pubblico – SEL. La questione resta dunque immutata e con un calendario, approvato a maggioranza in conferenza dei capigruppo, che non prevede voti sulla decadenza del Cavaliere almeno fino al 22 novembre.

A far alzare la tensione è tornata intanto prepotentemente la questione di come esprimersi, se con voto segreto o palese.

Il Pdl, fortemente contrario al voto palese, ha alzato il livello dello scontro, minacciando l’ostruzionismo per ottenere una sospensione dei lavori della giunta mentre i numeri continuano a ballare perché tra i componenti sei senatori, Pd, M5S e Sel sono per il voto palese e sei, Pdl, Gal, Lega e Svp per il voto segreto. L’ago della bilancia resta dunque il tredicesimo membro, Linda Lanzillotta (Scelta civica) che continua a non pronunciarsi.

Da fuori Silvio Berlusconi continua a bombardare e annuncia a Bruno Vespa che «la fiducia a Letta non può prescindere dal voto sulla decadenza. La legge Severino va cambiata, il premier dica sì o no».

Il Pd punta al voto “trasparente” e a evitare le tattiche dilatorie del Pdl. A favore del voto palese, Felice Casson del Pd porta due precedenti: «È dal ’93, con il caso Andreotti – ricorda – che si possono votare palesemente queste situazioni. Appena pochi mesi fa, nella scorsa legislatura, abbiamo votato in maniera palese la custodia cautelare del senatore Lusi per richieste di perquisizioni e di intercettazioni telefoniche». Per il voto palese anche Grillo che, in visita alla Camera, ha tuonato: «Il voto segreto sarebbe una vergogna».

Di parere opposto il senatore socialista Enrico Buemi. «La garanzia del voto segreto è il supremo momento di libertà dellindividuo. Mi spiace che sia anche il Partito democratico, in cui sono stato eletto, a non cogliere queste questioni di fondo. Questo piegare le regole ai propri obiettivi oppure al superamento delle proprie difficoltà interne. Allora perché fanno le primarie col voto segreto? Se il risultato della decadenza di Berlusconi verrà ottenuto attraverso la forzatura delle regole, noi avremmo dato qualche cassetta di munizioni in più alla campagna elettorale di Berlusconi. Continueremo a vendere illusioni come è stato fatto dal ’94 in avanti: Berlusconi, Di Pietro, Bossi, Grillo?».
“Va diffondendosi, a giustificazione della richiesta PD, di capitolare al diktat di Grillo la leggenda secondo cui già si sarebbe sancito, anche in Senato, il principio del voto
palese su guarentigie parlamentari, nella specie votando l’autorizzazione alla custodia cautelare nel caso Lusi. Al riguardo – prosegue Buemi – preciso che: 1) in tema di permanenza del titolare nel seggio (contestazione, decadenza, dimissioni etc.), il Senato
ha sempre votato segretamente. Il Presidente, nei casi di opposizione alla proposta decadenziale o di mancata convalida avanzata dalla Giunta, ha sempre precisato che si votava ai sensi dell’articolo 113 comma 3 (“Sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni comunque riguardanti persone e le elezioni mediante schede”); 2) in materia del tutto diversa, quella delle immunità parlamentari per l’arresto (sulla quale la Corte ha più volte sostenuto che si tutela l’Istituzione nel suo complesso e non il singolo “beneficiario”), dal maggio 1993 le due Camere in via interpretativa decisero che si sarebbe passati dal voto tout court segreto al voto segreto solo a richiesta del prescritto numero di parlamentari; 3) il senatore Lusi non trovò il numero minimo di parlamentari disposti a sottoscrivere la richiesta di votare segretamente sulla proposta di concessione della misura cautelare, avanzata dalla Giunta nel 2012; ecco perché, nel suo caso, si voto palesemente. È stato il Gruppo socialista al Senato – ha concluso il senatore socialista – a proporre (Doc. II n. 19: “Proposta di modificazione del Regolamento, concernente adeguamento del Regolamento del Senato alle esigenze di governabilità del Paese”) una modifica volta a spostare questo tipo di votazione – si ripete, quella in tema di permanenza del titolare nel seggio  – al comma 4 (secondo cui la votazione è svolta a scrutinio segreto solo se lo chiedono 20 senatori), ma fino a quando questa proposta non sarà accolta, ci si attende che si continui ad applicare tout court l’attuale modo di votazione segreto.”
La battaglia prosegue dunque nella giunta del Senato per il regolamento e la decisione arriverà probabilmente domani.

Armando Marchio

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