martedì, 25 Febbraio, 2020

Ecco perché la fine di Quota 100 costa più del previsto

0

Le date contenute in un’apposita circolare dell’Istituto
CALENDARIO PENSIONI INPS 2020
Calendario pensioni 2020, quando saranno in riscossione? Una tabella riepilogativa con le date, scandite mese per mese, in cui vengono corrisposte le somme che spettano ai pensionati e a tutti coloro che ricevono assegni, indennità e rendite vitalizie è stata recentemente fornita dall’istituto di previdenza.
I dettagli sono contenuti nella circolare numero 147 del 2019 da poco emanata. Il documento offre una panoramica sulle prestazioni pensionistiche del nuovo anno: dall’indice di rivalutazione, fissato allo 0,4%, alla gestione fiscale delle somme erogate dall’Istituto.
Nella circolare sono elencate tutte le date
Il calendario delle pensioni 2020 segue la regole di tutti gli altri anni. Come si legge infatti nel testo diffuso dall’Inps l’undici dicembre scorso, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, e le rendite vitalizie dell’Inail vengono accreditate il primo giorno bancabile utile di ogni mese, o il giorno successivo se festivo o non bancabile. Le prestazioni arrivano con un unico mandato di pagamento. C’è un’unica eccezione: gennaio. Nel primo mese dell’anno il pagamento viene eseguito il secondo giorno bancabile. L’attesa è comunque leggermente più lunga, soltanto in alcuni mesi, per i cittadini che percepiscono le pensioni tramite gli istituti di credito.
Pagamenti semestrali
Come sottolinea la stessa circolare numero 147 dell’11 dicembre 2019, non tutti i pagamenti delle pensioni 2020 arrivano a inizio mese. In alcuni casi la periodicità può essere annuale o semestrale. Nel testo si riporta: “Come stabilito dal D.M. 25 marzo 1998 in materia di periodicità mensile di pagamento delle pensioni, i pagamenti di importo mensile fino al 2% del trattamento minimo sono effettuati in rate annuali anticipate. I pagamenti di importo mensile eccedente il 2% e fino al 15% del trattamento minimo sono effettuati in rate semestrali anticipate”.
I limiti vengono arrotondati a 5 euro per difetto. Nella apposita tabella allegata al documento dell’Istituto, sono stati opportunamente riepilogati i pagamenti semestrali delle pensioni 2020.
Nel testo integrale della circolare Inps vengono inoltre comunicati tutti i dettagli delle pensioni 2020 e l’indice definitivo di rivalutazione del 2019.

Rdc
QUANDO SCATTA LO STOP
Stop al reddito di cittadinanza per coloro che trovano un lavoro che fa superare il reddito familiare che consente di accedere all’erogazione dell’assegno, al 31 dicembre. E’ quanto prevede un emendamento al ddl bilancio, approvato dalla commissione Bilancio del Senato. La proposta di modifica stabilisce che il Rdc è sospeso, per chi supera il reddito familiare necessario per ottenere il mantenimento, ”per la durata dell’attività lavorativa che ha prodotto l’aumento del valore del reddito familiare”.
La prestazione, secondo quanto stabilisce la norma, ”decade laddove il superamento del valore del reddito familiare sussista anche dopo il 31 dicembre dell’anno in cui si è verificato”.
Al riguardo giova ricordare che Dei 704mila percettori del reddito di cittadinanza considerati lo scorso settembre “occupabili” da Anpal, Inps e ministero del Lavoro finora oltre 200mila sono stati convocati dai centri per l’impiego. Ma da questo primo screening condotto dagli operatori sul campo è emerso che la platea di soggetti che effettivamente possono aspirare ad un posto di lavoro è di gran lunga inferiore alle stime iniziali, e soprattutto il “campione” presenta forti carenze di competenze.
Sui 200mila percettori finora contattati dai centri per l’impiego può ambire a un impiego il 30-35% al Nord, circa il 30% al Centro. Al Sud non si fanno stime, ma si evidenziano ritardi nelle competenze e più bisogni sociali

Casse di previdenza private
ADEPP: PIU’ WELFARE E ISCRITTI IN AUMENTO
Iscritti in aumento e più welfare, pensionati attivi e donne in crescita come anche il patrimonio che oltrepassa gli 87 miliardi di euro. Sono alcuni dei dati che emergono dal IX Rapporto sulla previdenza privata, presentato recentemente a Roma dall’Adepp, l’Associazione degli enti di previdenza privati.
Secondo l’indagine dell’Associazione guidata da Alberto Oliveti, più del 50% degli iscritti alle Casse previdenziali private ha un’età compresa tra i 40 e i 60 anni. Secondo il Rapporto, la classe d’età più popolata all’interno delle Casse dei professionisti è quella compresa tra i 40 e i 50 anni, di seguito la classe d’età tra i 50 e i 60 anni. E dall’indagine affiora anche come la platea di riferimento abbia subito un invecchiamento nel corso degli anni. Le maggiori variazioni riguardano la fascia degli iscritti compresa tra i 30 e i 40 anni, che nel 2005 rappresentava il 33,6% del totale degli iscritti ed è passata al 21,5%, e quella tra i 50 e i 60 anni passata dal 18% del totale al 25%.
Gli under 40 rappresentavano nel 2005 quasi il 41% del totale degli iscritti ma questa quota è scesa costantemente negli anni arrivando ai circa 28,3 punti percentuali del 2018. Le cause? Per il Rapporto diversi fattori: l’innalzamento dell’età pensionabile e la sempre maggiore proporzionalità delle prestazioni pensionistiche ai versamenti effettuati (contributivo) e non più al reddito (retributivo). Altri fattori vanno ricercati, per l’Adepp, nell’invecchiamento della popolazione italiana e nella diminuzione degli iscritti alle università.
Diretta conseguenza della diminuzione della quota di iscritti sotto i 40 anni a favore di quella degli over 40 è l’invecchiamento della popolazione degli iscritti. E per l’Adepp l’invecchiamento degli iscritti è del tutto evidente e segue esattamente l’invecchiamento dei lavoratori italiani. La differenza è dovuta soprattutto all’alta qualificazione dei professionisti che per accedere agli Ordini professionali devono superare un esame di abilitazione che prevede, in molti casi, l’aver già conseguito una laurea. Quindi, i professionisti entrano nel mercato del lavoro ad una età maggiore in confronto alla media degli altri lavoratori italiani.
Il Rapporto segnala poi una decrescita costante dei redditi medi dei professionisti italiani tra il 2010 e il 2016, con una flessione di circa il 12%, anche se la variazione è tornata positiva nel 2017, con un progresso per il 2018 del 3%.
Secondo i dati del Rapporto si contano un totale di 1.649.263 contribuenti iscritti al 31 dicembre 2018 alle Casse di previdenza private (+1,34% rispetto al 2017) di cui 1.563.580 attivi e 85.683 attivi pensionati. Stando sempre all’analisi elaborata dall’Associazione guidata da Alberto Oliveti, il numero dei contribuenti è salito del 26,07% al 2018 in confronto al 2005, con un +23,51% degli attivi e un boom del 102,41% dei pensionati attivi. Secondo il Rapporto, “è chiaro che le riforme, le quali stanno gradualmente, ma costantemente, incrementando l’importanza della componente contributiva personale nel computo della misura dei trattamenti pensionistici, hanno incentivato la prosecuzione del versamento dei contributi anche dopo la pensione”.
“Nonostante, in termini assoluti, essi non rappresentino una componente rilevante del numero degli iscritti, l’incremento percentuale cumulato dal 2005 è pari a circa 100 punti percentuali. Nello stesso periodo l’incremento percentuale degli iscritti attivi è stato pari al 23,51%”, spiega.
E l’indagine segnala altresì “una crescita pressoché costante negli anni della rappresentanza femminile all’interno delle Casse previdenziali private, con le donne professioniste che sono passate, infatti, nel periodo 2007-2018, dal 30% a quasi il 40% degli iscritti”. Secondo il Rapporto, le donne iscritte sono mediamente più giovani degli uomini (l’età media delle donne è di circa 45 anni, contro i 50 degli uomini). Le donne under 40 iscritte alle Casse sono circa il 37,7% del totale contro il 22,1% degli uomini.
Stando ancora al Rapporto, tra i professionisti sotto i 40 anni vi è una prevalenza della componente femminile, infatti queste ultime rappresentano circa il 54% del totale degli iscritti under 40. Le proporzioni si invertono con l’aumentare dell’età degli iscritti. Infatti, tra i 50 e 60 anni le donne rappresentano soltanto il 33% degli iscritti in questa fascia d’età e le proporzioni si riducono ulteriormente con l’avanzare dell’età.

Pensioni
PERCHE’ LA FINE DI QUOTA 100 PUO’ COSTARE PIU’ DEL PREVISTO
Secondo l’Ufficio parlamentare di Bilancio negli ultimi mesi del 2021 potrebbe scattare una corsa agli sportelli Inps di chi non ha colto prima l’opzione sperimentale. I risparmi stimati per quell’anno in 1,3 miliardi potrebbero scendere a 600 milioni. Cruciale il tasso di rifiuto delle domande, la propensione dei lavoratori al ritiro e l’incertezza sul dopo. Resta ancora incerto il nodo dei lavoratori “silenti”

Osservatorio Consulenti
LA TREDICESIMA 2019 VALE 12,5 MILIARDI
Per i 13,1 milioni di dipendenti del settore privato (extra agricolo), le tredicesime di fine anno saranno pari a 12,5 miliardi di euro netti (20,9 lordi), con un “importo medio di 956 euro”, sebbene vi sia un’ampia ‘forbice’ fra addetti part time (529 euro) e a tempo pieno (1.192). A calcolarlo l’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa.
La variazione degli stipendi a livello territoriale, nella nostra Penisola, e “la maggiore diffusione del part time nel Meridione” (appannaggio, spiegano i consulenti, in buona parte della platea di occupate, giacché tale “forma di lavoro caratterizza quasi la metà del lavoro femminile, il 46,4%, mentre è pari al 16,2% fra gli uomini”), comportano che la tredicesima media percepita da un dipendente sardo, o da un siciliano (pari a 746 euro) sia inferiore di 210 euro rispetto alla media italiana (-28%), e di 331 euro al confronto con i lavoratori del Nord-Ovest (-44%). La tredicesima mensilità, si ricorda nel rapporto, “è stata introdotta nel 1936 per i soli impiegati del settore industriale, ma si è dovuto attendere il decreto del presidente della Repubblica del 28 luglio 1960 n. 1070 perché il beneficio venisse esteso a tutti i lavoratori”.

Carlo Pareto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply