martedì, 23 Aprile, 2019

Edith Piaf, il dolore senza pietismo che nessuno racconta

0

Edith Piaf, l’usignolo di Parigi sale sul palco sotto una nuova veste, quella della donna ormai consumata dall’alcol e dal dolore, ma senza pietismo, ne risvolti ipocritamente accondiscendenti verso la donna che non appare affatto un piccolo uccellino fragile, ma una persona forte anche se provata dagli acciacchi e da una vita di perdite e sacrifici. La povertà come condizione umana da rispettare e non solo da raccontare come una favoletta per i ricchi davanti al camino e infine il finale positivo di riscatto della cantante ‘dalle braccia e dalle gambe da passerotto’.
È la storia che ci porta il regista Daniele Salvo in ÉDITH PIAF – L’usignolo non canta più, in cui la cantante viene magistralmente interpretata da Melania Giglio, affiancata da Martino Duane nel ruolo dell’impresario e direttore dell’Olympia di Parigi e amico fraterno della cantante, Bruno Coquatrix.
Lo spettacolo si apre infatti con Bruno l’impresario che sembra essere uno dei tanti sfruttatori e scrocconi della Piaf e invece si scopre essere tra i pochi che conoscono la donna nella sua essenza di artista di strada che ha conosciuto la fame e il freddo e ora non è più l’usignolo libero che rallegrava gli ubriaconi, ma un uccellino in gabbia che non riesce a uscire da un appartamentino e da un dolore fisico e mentale (come la perdita del suo grande amore, il campione Cerdan) che la sta distruggendo lentamente. Durante l’esibizione si mostra tutto il talento della Giglio non solo nel recitare, ma anche nel cantare, ma soprattutto il regista mostra una visione tutta nuova e poco edulcorata della cantante più famosa della Francia.
Edith Piaf non è la povera donna da compatire, ne la femmina piccola e fragile da accudire, ma una donna forte, ironica, divertente e perfida con le altre donne, la maggior parte delle quali considerate dalla Piaf “stupide galline da torturare”.

Uno spettacolo da non perdere al Teatro della Cometa fino al 3 febbraio

con Melania Giglio, Martino Duane
Regia: Daniele Salvo
Scene: Fabiana Di Marco
Costumi: Giovanni Ciacci

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply