martedì, 29 Settembre, 2020

Nencini: “Election day illegittimo governo non può consentirlo”

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La Camera voterà lunedì il decreto elezioni, che fissa in autunno il voto per regionali e comunali rimandato causa covid, accorpandolo con il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Sarebbe la prima volta che ad un voto regionale e ad uno amministrativo si sommi anche uno referendario ossia un voto di tipo completamente diverso. L’election day dovrebbe tenersi il 20 e 21 settembre, ma sulla data non c’è ancora accordo, con le regioni che premono per anticiparla e alcuni partiti favorevoli ad un ulteriore slittamento.

“È auspicabile una data che rappresenti un punto di equilibrio tra le varie richieste – ha detto in aula la ministra dell’Interno Lamorgese, intervenuta su richiesta delle opposizioni – serve una data unitaria al fine di conciliare l’esigenza della tutela della salute e della ripresa economica”.

Una eventualità che il senatore socialista Riccardo Nencini definisce sbagliata: “Tenere lo stesso giorno il referendum per il taglio dei parlamentari e le elezioni regionali e comunali è costituzionalmente illegittimo e politicamente sbagliato”. “La stessa legge sull’election day – ha aggiunto Nenicni – lo esclude. Se poi l’accorpamento serve a trainare le liste dei grillini alle regionali e nelle amministrative lo si dica con chiarezza. Resta il fatto che l’incostituzionalità è palese e il governo non può consentirla”.

Contrari al taglio dei parlamentari anche il Partito Radicale. “In più occasioni – si legge in una nota – abbiamo ribadito che il taglio dei parlamentari, oltre a rappresentare un vero e proprio danno per la democrazia e per i cittadini italiani, favorisce alcune Regioni a discapito di altre. Per questo, siamo intervenuti con due ricorsi, il primo al Tar Lazio per portare davanti alla Corte costituzionale il taglio”. Tra i ricorrenti i professori Pasquale Costanzo e Nicola Colaianni, il segretario e il tesoriere del Partito radicale Maurizio Turco e Irene Testa. Il secondo è un ricorso presentato in 10 regioni, tra cui 5 di quelle chiamate al voto. I ricorsi sono coordinati dall’avvocato Felice Besostri contro l’accorpamento di elezioni regionali, comunali e suppletive per il Senato con il referendum costituzionale.

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