domenica, 15 Settembre, 2019

RIAPRIRE IL DIALOGO

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Le elezioni europee ridimensionano l’entusiasmo di chi immagina di ribaltare la costruzione comunitaria e di mandare all’aria quanto costruito in tanti anni di cammino comune tra i paesi dell’unione. I partiti populisti sono ben lontani da esser maggioranza in Europa. Ma ciò non toglie che l’avanzata dei movimenti sovranisti è forte. A cominciare dal successo della Lega che è ampiamente il primo partito in Italia. Un partito che sta assumendo le caratteristiche di un partito nazionale. Non solo risulta il primo in queste elezioni europee, con il 34,33% dei consensi, ma aumenta sensibilmente anche nel centro e al Sud. Il Movimento 5 Stelle invece si ferma al 17,07% e rispetto alle politiche e in più subisce il sorpasso da parte del Pd che ottiene un 22,70%. In sintesi la Lega raddoppia e il Movmento 5 Stelle dimezza il suo consenso.

“Bisogna dirsi le cose come stanno. Le elezioni europee ci consegnano la vittoria della Lega e di Matteo Salvini. Il populismo e la demagogia hanno penalizzato i 5 stelle che sono i veri sconfitti di questa tornata elettorale. Cala Forza Italia, migliora FdI che, insieme alla Lega, può lavorare su una prospettiva di coalizione di Governo”. È l’analisi che il segretario del Psi, Enzo Maraio, affida alla sua pagina Facebook all’indomani delle elezioni europee. Maraio, proseguendo sull’analisi dei risultati elettorali, ha continuato: “Quanto al centrosinistra, bisogna saper fare autocritica e prendere atto che le continue divisioni, il non essere stati all’altezza delle sfide di Governo nazionale, l’aver distrutto la cultura della coalizione, ci consegna un quadro a tinte fosche”.
Secondo Maraio,”il Pd da solo non va da nessuna parte: se i dati delle regionali in Piemonte fossero confermati, il Pd e il centrosinistra perderebbero l’ennesima regione che hanno governato a lungo. Le altre forze di sinistra si perdono nella loro frammentazione” . “Più Europa – sottolinea Maraio – non ha raggiunto il quorum ma ha conseguito un risultato pari al 3,1%, che consente di guardare con fiducia alle prossime sfide italiane. Occorre subito che il centrosinistra riprenda a dialogare, costruisca una progettualità medio – lungo termine per recuperare la fiducia perduta tra gli italiani. Occorre costruire un polo credibile che contrasti l’avanzata delle destre populiste e illiberali”.
“Dobbiamo ringraziare le nostre cinque candidate – ha proseguito riferendosi alle candidate socialiste in Più Europa nelle cinque circoscrizioni, Simona Russo, Pietrina Putzolu, Carlotta Caponi, Rita Cinti Luciani e Maurizia Bertoncino – per l’impegno, la passione, la determinazione e l’entusiasmo che ci hanno consentito di raccogliere consensi diffusi su tutto il territorio, seppur a macchia di leopardo, che sono risultati determinanti per far crescere Più Europa”.
In conclusione, Maraio fa un passaggio sul Psi, aggiungendo: “Che sia chiaro a tutti: le urne, quando si aprono, consegnano dati numerici oggettivi che sono sempre l’esatta rappresentazione del lavoro svolto su ogni singolo territorio. In molti casi dobbiamo ricostruire l’entusiasmo, il rispetto e la voglia di credere ancora nel progetto socialista. E siamo pronti a farlo”.

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1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    Dopo la netta vittoria alle europee con il 134 per cento, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini apre subito due fronti: la flat tax e nuovi rapporti con l’Europa. “È il momento di rivedere parametri vecchi e superati, che hanno fatto male all’Europa”, afferma il leader leghista, auspicando un gruppo in Parlamento che arrivi a 150 deputati, con l’asse Orbán, Farage e Marine Le Pen. Con loro, spiega il Corriere, vuole cercare di riscrivere le regole europee. E intanto “avverte il ministro Tria: basta prudenza, le parole d’ordine sono ‘coraggio e crescita’”. Poi autonomia, sicurezza-bis, una riforma fiscale con dentro la flat tax e la Tav: i Cinque Stella sono avvisati, “è il momento di fare”. Alla definizione del segretario del Pd Zingaretti – “Salvini, leader di un governo immobile e pericoloso” – risponde che i suoi elettori “Non sono estremisti, razzisti o fascisti. Non sono stati contagiati da un virus di cattivismo”. A riguardo, Ezio Mauro sulla prima di Repubblica attacca Salvini, scrivendo che si è spinto “nel mare oscuro di un’ultradestra che nel dopoguerra non avevamo mai conosciuto: alleandosi a forze estreme e maledette dalla politica tradizionale, gemellandosi col postfascismo di Marine Le Pen, flirtando con Orbán, radunando razzismi internazionali e xenofobie continentali, nella convinzione di guidare questa massa d’urto politica e ideologica contro Bruxelles, per far saltare in prima persona gli equilibri dell’Europa”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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