domenica, 8 Dicembre, 2019

Elezioni Tunisia, instabilità in arrivo governabilità a rischio

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Non ci sono ancora i risultati definitivi, si annunciano  molti ricorsi per irregolarità ai seggi, ma una cosa è certa qualche giorno dopo lo svolgimento delle elezioni politiche in Tunisia: il prossimo Parlamento sarà composto da un numero molto alto di partiti grandi e piccoli e la polverizzzazione renderà problematica la governabilità del Paese. I due partiti che hanno ottenuto più voti stando agli exit pool e ai dati ancora provvisori  sono Ennahda rappresentante gli islamici moderati e “La Tunisia nel cuore” del populista Nabli Karoui distanziati di pochi consensi e che ancora  si attribuiscono a vicenda la vittoria ma sicuramente non in grado da soli di formare una maggioranza avendo una cinquantina di seggi su 214.

La Tunisia ha un sistema bicamerale con una Camera eletta in questa tornata e una con rappresentanti delle regioni e delle professioni. Duecento i partiti in lizza con 16.000 candidati che però non hanno portato a un aumento dell’affluenza che si è fermata a poco più del 41%. Dopo i due partiti più votati, con una percentuale tra il 7 e il 6 %, si sono classificati il Partito Destouriano Libero, vicino all’ex dittatore Ben Alì, Al Karama movimento dei populisti islamici e il partito laico del Premier uscente Chahed.

Ma nel nuovo Parlamento saranno presenti anche una miriade di piccoli partiti, spesso a livello territoriale, con pochi seggi ciascuno. Inizia ora il difficile periodo della formazione delle alleanze a cui non sarà estraneo il risultato del ballottaggio delle presidenziali che vedrà il prossimo 15 ottobre di fronte il conservatore Kais Saied, dato per favorito, e il populista Nabli Karoui, appena rilasciato dal carcere accusato per riciclaggio e frode fiscale che ha già presentato ricorso sui voti assegnati al primo turno e che contesta la decisione che lo ha visto dietro le sbarre e che gli ha impedito di svolgere la campagna elettorale. Sulle alleanze che si stanno costruendo per il ballottaggio si costruirà probabilmente anche il prossimo Governo della giovane democrazia tunisina.

Governo sul quale saranno puntati gli occhi dell’Unione europea sia per verificare la continuità delle conquiste democratiche della rivoluzione dei gelsomini del 2011 sia per ribadire la collaborazione nel settore delle migrazioni clandestine e incontrollate che hanno prodotto un forte aumento degli sbarchi soprattutto sulle coste italiane.

Alessandro Perelli

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