martedì, 11 Agosto, 2020

Emanuele Trevi, la vita delle persone senza un intreccio

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“Più ti avvicini a un individuo, più assomiglia a un quadro impressionista, o a un muro scorticato dal tempo e dalle intemperie: diventa insomma un coagulo di macchie insensate, di grumi, di tracce indecifrabili. Ti allontani, viceversa, e quello stesso individuo comincia ad assomigliare troppo agli altri. L’unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti è cercare la distanza giusta, che è lo stile dell’unicità”.
Così scrive Emanuele Trevi nel suo Due vite, dove tratteggia la vita degli scrittori Pia Pera e Rocco Carbone. La distanza in questo memoir oltre che giusta e anche baciata da quell’ineffabile luce con cui l’amicizia tinge le persone. Quindi aver letto i libri di Carbone e Pera è ininfluente perché Trevi non vuole ricordare l’opera – non solo – ma la vita di due persone conosciute intimamente. Il risultato è tutto giocato sul chiaroscuro e sull’effimero peso dei ricordi, come già nel suo precedente Sogni e favole. Ma se lì l’infinita vanità del tutto era presa in carico dai protagonisti, scorciati dalla traiettoria tragica della memoria, in Due vite questo controcanto leopardiano è tutto nella voce del narratore che chiama in correità più di una volta il lettore, ricordandogli “che non esiste nessuna parola adeguata al casino indecifrabile della vita umana, al suo perenne fallimento”. Non si tiene mai abbastanza conto del fatto che uno scrittore che racconta la vita di altri scrittori, rischia di confondere la corporazione col fulcro del racconto. Ma qui anche la critica letteraria più specialistica s’illumina di universale passando per la biografia e l’autobiografia, ovviamente. La fortunata miscela che ha trovato Trevi in questi anni è fatta in egual misura di memoriale e sguardo appassionato sull’intreccio: la vita di una persona senza intreccio – senza letteratura verrebbe da dire – sembra un cifrario. Sarà lo spirito del tempo, forse sentiamo di non poter più ambire davvero alla conoscenza, possiamo soltanto decifrare, e ai bei libri come Due vite è rimasta quest’ultima consolazione.


Due vite, Emanuele Trevi.
Neri Pozza, (Collana: Piccola biblioteca Neri Pozza)
Anno 2020
Pagine: 128


Luigi Loi

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