giovedì, 28 Maggio, 2020

Emergenza Coronavirus, la gara ad uscirne per primi

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Il Paese che supererà per primo l’emergenza del coronavirus si troverà economicamente avvantaggiato. La Bbc ha pubblicato una classifica dei Paesi in grado di riemergere più velocemente dalla crisi economica provocata dalla pandemia del Covid-19. Più dettagliatamente, la Bbc ha utilizzato l’indice di resilienza globale 2019 della compagnia assicurativa FM Global, che classifica la capacità di resilienza delle aziende in 130 paesi, sulla base di fattori quali stabilità politica, governo societario, ambiente di rischio, logistica e trasparenza della catena di approvvigionamento.

Associando questi fattori la classifica dei Paesi in grado di riemergere più velocemente dalla crisi vede al primo posto la Norvegia, con 100 punti, al secondo posto la Danimarca (97,2), al terzo la Svizzera (97), al quarto la Germania (96,6), seguita da Finlandia (94,3), Svezia (94,1), Lussemburgo, Austria, Usa (92,4)e Gran Bretagna (91). L’Italia è al 31esimo posto (72,2), mentre la Francia è 14esima (90,1) e la Spagna 23esima (84,2). Agli ultimi tre posti Haiti, la peggiore, seguita da Venezuela ed Etiopia.

Ma non è ancora prevedibile con certezza quando avverrà l’inizio del post coronavirus e non sappiamo se le valutazioni fatte dalla Bbc corrisponderanno alla realtà. Indubbiamente, superare l’emergenza tornando alla normalità prima possibile, è un vantaggio.
In Cina e nella Corea del Sud il trend dei contagi è in discesa, in Italia sembra essersi stabilizzato e si prospetta una diminuzione. In altri Paesi come gli Stati Uniti, la Spagna, e l’Inghilterra i contagi sono ancora in aumento.
Il premier giapponese Shinzo Abe ha proclamato lo stato d’emergenza per la regione di Tokyo e tutte le altre sei del Paese per contrastare la pandemia di Covid-19. L’emergenza è prevista per un mese. Shinzo Abe ha detto: “Ho deciso che la situazione fa temere per la vita delle persone e per l’economia. Sto dichiarando lo stato d’emergenza”.
I provvedimenti adottati in Giappone sono più deboli rispetto a quelli decisi da altri Paesi del mondo, ma dà ai governatori locali il potere di imporre ai cittadini di rimanere a casa e a chiudere le aziende.

In Cina sta per finire l’isolamento per Wuhan, dopo oltre due mesi di misure draconiane di chiusura. Nella città dell’Hubei, nella Cina interna, da cui si e’ diffusa l’epidemia di coronavirus saranno revocate a partire da domani le restrizioni agli spostamenti esterni e i cittadini muniti di codice verde sanitario potranno lasciare la città e la provincia dello Hubei. In totale, saranno 75 i punti di controllo del traffico che saranno smantellati.
Wuhan, assieme ad altre città della provincia dello Hubei, è stata sottoposta a cordone sanitario il 23 gennaio scorso, dopo l’impennarsi di casi dei contagi e già nei giorni scorsi erano emersi i primi segnali di ritorno alla normalità, dietro stretto controllo sanitario. A fine mese, le autorità avevano permesso i primi arrivi nella città, continuando a vietare però le uscite. Adesso, nonostante l’allentamento annunciato il mese scorso, e già in vigore per altre località dello Hubei. Le autorità di Wuhan hanno lanciato un avvertimento ai residenti la settimana scorsa, chiedendo di non abbassare la guardia sull’epidemia e di evitare spostamenti non essenziali perché la situazione è ancora grave nonostante i progressi sul piano economico e sociale.
La fine dell’isolamento giunge mentre la Cina conta per la prima volta zero casi di decesso da coronavirus dall’inizio dell’epidemia e l’attenzione delle autorità è focalizzata sui casi di contagio di ritorno nel Paese e sugli asintomatici. La Cina ha registrato 81.470 casi di contagio dall’inizio dell’epidemia di coronavirus e 3.331 morti.
In Svizzera sta continuando la crescita dei casi di coronavirus anche se i nuovi casi sono in diminuzione. In totale, la confederazione conta almeno 21.652 contagi accertati con 584 casi di mortalità. La Svizzera ha circa 8,5 milioni di abitanti, al momento registra 252 contagiati ogni 100 mila abitanti.

Pier Paolo Sileri, viceministro della salute, a Circo Massimo su Radio Capital, ha detto: “Torneremo alla vera normalità, ad abbracciarci e baciarci, quando ci sarà il vaccino, e su questo non c’è ombra di dubbio”. Secondo Pierpaolo Sileri non ci saranno le restrizioni per un anno abbondante. Il viceministro ha affermato: “No, avremo accuratezza nei contatti e senso di responsabilità che dovrà guidare la ripresa, garantendo la distanza di sicurezza e un utilizzo consapevole delle mascherine”.
Sarà possibile andare in spiaggia a luglio? A questa domanda ha risposto l’epidemiologo dell’Università di Pisa, Pier Luigi Lo Palco intervenendo alla trasmissione ‘Agorà’ su Rai3: “Immagino per questa estate abbronzature un pò particolari, perché l’effetto mascherina sull’abbronzatura ve lo potete immaginare. Del resto, se non saremo in grado di tenere la distanza di sicurezza di un metro, la mascherina da oggi in poi sarà un gesto di buona educazione. Sarà come negli anni ’20 quando si evitava di sputare per terra per evitare la tubercolosi”.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha affermato: “Stiamo lavorando anche per provvedimenti di più ampia prospettiva, non ci illudiamo che cambierà tutto ma vogliamo confidare che la Pasqua possa essere il momento in cui la curva epidemica possa essere sotto controllo se non discendente e ci consenta di programmare una fase successiva, in cui cercheremo di raccogliere le forze e proiettarci verso una nuova primavera. Già ora stiamo predisponendo misure che consentiranno al nostro Paese di ripartire con forza e recuperare il terreno perduto e reagire nel migliore dei modi. Pasqua significa passaggio, è una festa di libertà e riscatto e noi speriamo che la Pasqua possa portarci anche questo riscatto, questa libertà. Il passaggio verso una prospettiva migliore, di completo riscatto. Tutti i leader europei esprimono ammirazione per la forza e la resilienza del nostro paese. Agli italiani tutti voglio dire: state dando un contributo fondamentale in questa battaglia al virus. Presto raccoglieremo il frutto di questi sacrifici, presto quando sarà tutto superato ci sarà una nuova primavera per l’Italia”.
Il presidente del Consiglio allievo del cardinale Silvestrini, ha concluso: “Vivremo a casa questi giorni di festa, sarebbe irresponsabile allentare le misure e il rispetto delle regole”.

Nonostante i messaggi rassicuranti e le raccomandazioni del presidente Giuseppe Conte, la realtà vissuta dagli italiani è molto amara. Le incertezze sul futuro sono molteplici e molto preoccupanti su un piano esistenziale, dove il diritto alla salute e la giustizia sociale sembrano contrastanti per effetto dell’epidemia, ma entrambi sono un’esigenza dell’umanità da realizzare.

Salvatore Rondello

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