lunedì, 1 Giugno, 2020

Emergenza coronavirus. Le nuove misure decise dal governo

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E’ stato approvato dal Cdm l’atteso maxi decreto “Cura Italia” varato espressamente per fronteggiare l’emergenza Covid-19, una decretazione d’urto scritta in pochi giorni, con tutte le difficoltà del caso.
Tra le misure approvate: aumento di circa 1 miliardo sul Fondo sanitario e più di un miliardo per la Protezione civile. Cassa integrazione in deroga per tutti, anche a chi ha solo un dipendente. Per i lavoratori autonomi 500 euro di ristoro, come una tantum. Differimento delle scadenze fiscali di Iva e Irpef (la data era quella del 16 marzo). E poi ancora: aiuti a famiglie e lavoratori, come la sospensione della rata del mutuo sulla prima casa per chi non percepisce lo stipendio in questi giorni.

Il decreto mette in campo subito tutti i 25 miliardi di euro di cui si era parlato per fare fronte, sia sotto il profilo sanitario che economico, alle micidiali ricadute della pandemia del Covid-19 su imprese e famiglie. Ma a questo, si aggiunge un’immissione di “flussi per complessivi 350 miliardi” di euro, ha detto il premier Giuseppe Conte.

“Nei prossimi 20 giorni ci sarà un ulteriore decreto basato sugli sviluppi della situazione”, come ha precisato il viceministro all’Economia Laura Castelli, spiegando che alcuni provvedimenti hanno ora delle scadenze, come le sospensioni fiscali per autonomi e partite Iva, che potranno subire “nuove valutazioni nei prossimi decreti”.

Il decreto introduce inoltre congedi parentali straordinari pari al 50% della retribuzione e, in alternativa, voucher baby sitter per i genitori lavoratori, dipendenti o autonomi, con figli minorenni a casa da scuola per le limitazioni imposte dall’emergenza. Queste disposizioni non hanno limitazioni di età nel caso di famiglie con un disabile.

Tra le misure più propriamente economiche, spicca la sospensione dei contributi disposta a favore delle imprese sotto ai 2 milioni di euro di fatturato. Ma c’è pure lo stop alle cartelle esattoriali, ai controlli fiscali, ed ai contributi previdenziali fino a giugno 2020 almeno. Non mancano nemmeno nove settimane di integrazione salariale appositamente prefigurate per chi sta perdendo il lavoro.
Seicento milioni di euro vanno invece al settore aereo per tamponare i danni iniziali subiti dall’emergenza. E, si autorizza anche per Alitalia “la costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle Finanze ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta”.

Per rafforzare poi i controlli anti-virus in porti e aeroporti, arriva più personale al ministero della Salute. Uno stanziamento ad hoc consente allo stesso dicastero di assumere 40 medici, 18 veterinari e 29 tecnici per «potenziare le attività di vigilanza, di controllo igienico-sanitario e profilassi svolte presso i principali porti e aeroporti». Per il personale medico previsto un pagamento maggiorato dello straordinario.

Per far fronte alle ripercussioni generate dal coronavirus covid-19, il governo ha deciso di liberare 600 milioni di euro di risorse per gli enti locali, con molte risoluzioni a partire dalla possibilità, limitata al 2020, di utilizzare gli avanzi di bilancio per finanziare spese correnti connesse all’epidemia. Si potranno usare integralmente, si legge nel decreto, anche i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni. Per le Regioni, inoltre, è ipotizzata la sospensione dei mutui per il 2020 e la possibilità di impiegare i risparmi per il rilancio dell’economia e per il sostegno alle aziende. Interrotti anche i pagamenti delle quote capitale in scadenza quest’anno per i Comuni, che potranno usare le risorse, circa 276 milioni, per combattere l’emergenza. Previsto anche un fondo di 80 milioni per la sanificazione e la disinfezione degli uffici, degli ambienti e dei mezzi pubblici per Comuni, Province e città metropolitane, che potranno anche pagare gli straordinari alla polizia municipale senza soglie di spesa.

Carlo Pareto

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