sabato, 6 Giugno, 2020

Emergenza Coronavirus, tutte le novità Inps da sapere

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Emergenza Coronavirus
INPS: NUOVO CALENDARIO PAGAMENTI PENSIONI
Nei mesi di aprile, maggio e giugno il pagamento presso gli sportelli postali dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento corrisposte agli invalidi civili sarà anticipato rispetto alle normali scadenze e verrà distribuito su più giorni. Lo comunica l’Inps in una nota.
L’erogazione scaglionata delle prestazioni previdenziali segue l’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri, emanata il 19 marzo ”allo scopo di consentire a tutti i titolari delle prestazioni di recarsi presso gli uffici postali in piena sicurezza, nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus covid-19”, spiega l’Istituto.
Il pagamento avverrà secondo il seguente calendario: 26-31 marzo per la mensilità di aprile 2020; 27-30 aprile per la mensilità di maggio 2020; 26-30 maggio per la mensilità di giugno 2020. Per la prima scadenza, cioè marzo, sono stati stabiliti i seguenti scaglioni, suddivisi in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione: A-B giovedì 26 marzo; C-D venerdì’ 27 marzo; E-K sabato 28 marzo; L-O lunedì 30 marzo; P-R martedì 31 marzo; S-Z mercoledì 1 aprile.
Anche per le successive mensilità Poste italiane programmerà l’accesso agli sportelli dei titolari delle prestazioni in modo da scaglionare le presenze all’interno degli uffici postali. Il calendario, informa l’Inps, sarà comunicato in prossimità della scadenza.

Coronavirus
INPS: VIA ALL’ASSUNZIONE DEI MEDICI IN PENSIONE
Via libera alle assunzioni di medici e infermieri attualmente in quiescenza da parte delle regioni e delle province autonome: l’Inps ha pubblicato la circolare con le istruzioni operative. Gli incarichi possono essere conferiti anche in deroga ai vincoli prefigurati dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale, nei limiti delle risorse complessivamente indicate dal decreto del 9 marzo.
Medici e infermieri andati in pensione con Quota 100 potranno lavorare cumulando la pensione con l’attività lavorativa per fare fronte all’emergenza Covid 19. E’ quanto viene riportato in una circolare dell’Inps in applicazione del decreto del 9 marzo. “Nei confronti del personale medico e di quello infermieristico, già titolare di trattamento pensionistico quota 100, al quale sono stati conferiti incarichi di lavoro autonomo per fare fronte all’emergenza Covid-19, – si legge – non trovano applicazione le disposizioni in materia di incumulabilità tra pensione e reddito da lavoro autonomo”.

Coronavirus
CONCORSI PUBBLICI SOSPESI
Tutti i concorsi pubblici sono sospesi per due mesi a decorrere dall’entrata in vigore del decreto Cura Italia (17 marzo 2020).
A chiarirlo è una norma della stessa decretazione: “Lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto.”
Nessuna procedura concorsuale fino a metà maggio, dunque, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati viene effettuata unicamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica.
Restano comunque valide le procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati e la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di incarichi, anche dirigenziali, che si instaurano e si svolgono in via telematica, ivi comprese le procedure relative alle progressioni tra le aree riservate al personale di ruolo.

Inps
CONTRIBUTI VOLONTARI: IMPORTI 2020
Nel 2020 (come già accaduto nel 2019), per coprire un anno di contribuzione volontaria occorre una spesa minima di 3.538,90 euro. E se si è stati autorizzati dopo il 31 dicembre del 1995 si dovrà spendere 550,14 euro in più (in totale 2.988,76 euro). Il 30 giugno prossimo scade il termine per il pagamento relativo al trimestre gennaio-marzo, primo dei quattro appuntamenti di quest’anno (gli altri tre sono fissati al 30 settembre, 31 dicembre e 31 marzo 2021). L’aumento, pari all’0,5%, rispetto al 2019, è dovuto alla nuova lievitazione delle retribuzioni di riferimento, aggiornate allo 0,20% per via dell’inflazione. La circolare Inps n. 33 pubblicata il 06 marzo 2020, ha pertanto aggiornato gli importi per i versamenti volontari dovuti per il 2020, alla luce della rivalutazione delle pensioni intervenuta a gennaio 2020 con il quale, ricordiamo l’importo dei trattamenti di quiescenza e assistenziali è stato adeguato al tasso di inflazione pari all’0,5% per il 2019. Lo stesso è stato fatto per il calcolo dell’importo dei contributi volontari
La «volontaria» coinvolge numerosi ex lavoratori (soprattutto donne) che hanno scelto di continuare l’assicurazione pagando in proprio, con lo scopo di maturare comunque il diritto alla pensione.
La contribuzione volontaria infatti rappresenta uno strumento molto utile per chi vuole andare in quiescenza; con il versamento dei contributi volontari, difatti, coloro che hanno cessato – o comunque interrotto – un’attività di lavoro, possono assicurarsi il perfezionamento dei requisiti necessari ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione, o anche per incrementare il montante contributivo e – di conseguenza – l’importo dell’assegno previdenziale.
A differenza dei contributi figurativi, accreditati gratuitamente dall’Inps su richiesta dell’interessato, per il versamento dei contributi volontari c’è un onere da corrispondere che dipende dalla retribuzione del lavoratore, nonché dal settore di appartenenza.
Da un’occhiata sommaria alle tabelle, i cui nuovi parametri sono indicati nella predetta apposita circolare Inps, (la n.33 dello 06 marzo 2020), si nota facilmente come costa sempre di più «farsi» una pensione da soli, per chi si è ritirato prima del tempo dall’attività lavorativa. Non solo, ma in passato la sola autorizzazione al versamento ha costituito un ottimo scudo per difendersi dalle novità in materia di requisiti pensionistici. Dopo la riforma Monti-Fornero, ora non è più così.
Valori 2020. Le somme da versare differiscono a seconda della decorrenza dell’autorizzazione: prima o dopo dicembre 1995. L’ammontare del contributo volontario si ottiene, infatti, applicando alla retribuzione di riferimento (quella dell’ultimo anno di lavoro) l’aliquota contributiva vigente che per gli ex dipendenti è pari al 27,87%, se autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 33% per tutti gli altri autorizzati successivamente.
Esiste anche una retribuzione base (minimale), pari al 40% del minimo di pensione mensile. In altri termini, per il 2020, con un minimale di retribuzione settimanale pari a 206,23 euro, il contributo non può essere inferiore a 57,47 euro per i soggetti autorizzati fino al 31 dicembre 1995 e a 68,05 euro per le autorizzazioni successive. Questi importi sono da intendere per il riscatto di una settimana lavorativa. Il pagamento dei contributi volontari può avvenire in tre modi diversi:

1) utilizzando il bollettino Mav (pagamento mediante avviso);
2) online, sul sito internet www.inps.it;
3) telefonando al numero verde gratuito 803.164, utilizzando la carta di credito;


Uno scudo perforato.
La possibilità di versare volontariamente in occasione delle precedenti riforme ha sempre costituito una vera e propria polizza assicurativa. A cominciare dall’elevazione del minimo di contributi richiesto per la vecchiaia, innalzato da 15 a 20 anni dalla riforma Amato del 1993, dove è prevista la conservazione dei «vecchi» 15 anni in favore dei soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria entro il 31 dicembre 1992. Per non parlare dei famosi «blocchi» temporanei delle pensioni di anzianità, avvenuti più volte tra il 1994 e il 1998, che in questi casi non hanno trovato applicazione,

Ora la musica è cambiata.
Solo un ristretto numero di contribuenti volontari è infatti riuscito a rientrare nella schiera dei cosiddetti “salvaguardati” dall’inasprimento dei requisiti pensionistici della riforma Fornero. Ciò non toglie che la richiesta di autorizzazione alla volontaria, alla cessazione o sospensione dell’attività lavorativa, sia inutile. Non costa nulla e non è comunque impegnativa.


Carlo Pareto

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