mercoledì, 3 Marzo, 2021
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Enrico Rossi e le proposte socialiste… da Sanders

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rossi-rivoluzionarioEnrico Rossi, Presidente della Regione Toscana ha lanciato la sua candidatura alla segreteria del Pd già da tempo. Vuole andare al prossimo congresso con un’offerta e delle idee. Ieri, con le Fondazioni Nenni, Buozzi e Einaudi, ha presentato il suo libro-intervista Rivoluzione socialista (Castelvecchi, 128 pagine, 15 euro), scritto con Peppino Caldarola, al nuovo spazio “Mercato Centrale”. Un luogo nuovo, inaugurato da poco – quello di ieri era il primo evento nello spazio conferenze – a Roma (già aperto a Firenze da tempo) che vuole conciliare la cultura con il cibo tradizionale, nell’ex Dopolavoro della Stazione Termini. C’è una stazione anche nella sfida di Rossi al suo partito.

Rossi è convinto che si debba ricominciare dai valori del socialismo classico all’interno della Sinistra in Italia e in Europa. L’esperienza di Bernie Sanders negli Stati Uniti lo ha spronato ancora di più per la sua sfida. Il Movimento socialista attualizzato è al centro delle sue proposte: una critica radicale al capitalismo così com’è, regolazione del mercato, cercare di raggiungere il più possibile la piena occupazione, servizi che siano graduali e gratuiti. Ha portato alla platea esempi concreti, e esperienze personali, legate alla sua esperienza di sindaco di Pontedera, prima, e poi di assessore e di Presidente – non vuole che lo si chiami “governatore – toscano: l’industria, l’agricoltura, la sanità.

Hanno parlato insieme a Rossi il Presidente della Fondazione Einaudi, l’Avvocato Giuseppe Benedetto, e il nostro Presidente Giorgio Benvenuto. Moderava l’evento il direttore di Radio Radicale Alessio Falconio. Ci sono stati anche tre interventi dal pubblico su tematiche d’interesse sociale (il reddito minimo, l’autosufficienza) e sul referendum del 4 dicembre. È stato un dialogo aperto tra socialisti e idee liberali classiche, rappresentate dall’Avvocato Benedetto, che si è soffermato sul tema della giustizia. Benedetto è convinto che il garantismo e il primato della politica debbano essere difesi da lui come liberale e da Rossi come socialista. Il Presidente ha ripetuto che secondo lui “un avviso di garanzia è un avviso di garanzia. L’ho avuto anch’io”. Poi “c’è anche il rinvio a giudizio. Il cittadino finché è in corso l’indagine deve essere tutelato. Facendo il contrario abbiamo distrutto persone e intere carriere”. Secondo Rossi le ferite della crisi della Prima Repubblica sul tema non si sono ancora rimarginate, con una magistratura che è troppo protagonista. Giorgio Benvenuto e Rossi si trovano d’accordo su una politica che legittimi i corpi intermedi. “Sono nel sistema” secondo Benvenuto, “delegittimandoli si regalano voti a forze politiche che sono contro il sistema”.

Il Presidente Rossi è contrario a un prossimo congresso del PD anticipato o “breve e pasticciato”. Dovrà essere un congresso su idee, tesi, documenti per riunificare il PD, dilaniato dalla campagna referendaria. Ha, poi, ribadito che il 4 dicembre voterà Sì. La riforma non lo convince l’ha chiamata “riformetta” e dice: “Renzi ha sbagliato tutta la campagna elettorale”. Il regionalismo degli ultimi anni è stato un fallimento secondo Rossi, un “Federalismo di abbandono”. Una “tribuna nazionale” per le regioni e il nuovi rapporti con lo Stato possono migliorare la situazione.

Mauro Milano
Blog Fondazione Nenni

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