venerdì, 15 Novembre, 2019

Enzo Maraio
Lettera agli amministratori socialisti

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Carissimi,
se il nostro Partito, nel tempo, è sopravvissuto agli accidenti della Storia lo deve principalmente alla grande rete di amministratori comunali socialisti. Voi!
Voi che avete dimostrato di esserci sempre in un partito non sempre pronto a raccogliere le vostre istanze.
Voi che siete stati in questi anni difficili i custodi del Socialismo, i testimoni nelle istituzioni di una continuità ideale che affonda le sue radici in una tradizione secolare attraversandola tutta.
Dalla Lega dei Comuni Socialisti fino ad arrivare alla rete di amministratori socialisti, la storia del municipalismo riformista è una storia intrisa di socialismo che ha avuto un grande ruolo nel Paese. Ancora oggi il radicamento amministrativo in gran parte delle regioni, delle province e dei comuni italiani ci consente di mantenere in vita il nostro Partito.
È una storia che voi avete contribuito a scrivere e che contribuite a scrivere sul campo ogni giorno.

Comprendo e conosco bene il ruolo che svolgete quotidianamente con attenzione e dedizione. Sono stato, come voi, amministratore per circa dieci anni di una città medio grande, ricoprendo la carica di assessore comunale, e, da qualche anno, consigliere regionale.
Capisco le difficoltà quotidiane che vivete per dare risposte alle vostre comunità, per reperire qualche finanziamento pur di realizzare una strada o migliorare la rete idrica, in un contesto storico che vede, al contrario, i bilanci comunali stressati da continui tagli nei trasferimenti statali, anche ordinari che, spesso, vi costringono ad impossibili variazioni di bilancio.

Questo governo sta dimenticando i comuni, soprattutto i medio-piccoli. In quasi un anno di legislatura, l’unico finanziamento messo in campo è stata la mancia elettorale messa a disposizione da Salvini in materia di sicurezza. Dopo niente o poco più.
Il 70% dei comuni italiani ha meno di 5000 abitanti, quasi 10.000.000 di italiani vivono in borghi e piccoli comuni, alcuni dei quali rischiano di scomparire; negli ultimi anni i piccoli comuni hanno perso oltre 100.000 residenti, a volte se ne sono andate intere comunità, pezzi di storia.

Non c’è una seria programmazione su come creare una rete infrastrutturale intercomunale, manca la visione, da parte di questo governo, di come creare sviluppo e occupazione con investimenti pubblici attuati attraverso i municipi, nessuna politica di contrasto allo spopolamento è stata neppure annunciata.

Per le città dobbiamo ripartire da una nuova idea di urbanizzazione che guardi al social housing per rispondere alla grave esigenza abitativa delle fasce deboli della nostra nazione.

Dobbiamo rilanciare con forza e dai nostri territori, la modifica della legge Delrio affinché si ritorni al voto diretto del Presidente e dei consigli provinciali, affidando competenze definite e fondi adeguati e strutturati per far fronte alle gravi carenze subite dai nostri territori negli ultimi anni. Queste ed altre le sfide che ci troveremo ad affrontare insieme nel prossimo futuro.

Un nuovo corso socialista non può prescindere da chi opera sul campo avendo le persone in carne ed ossa al centro del proprio lavoro.
Mi sono candidato alla segreteria nazionale forte della mia esperienza locale, come voi, convinto della prateria politica che abbiamo davanti nel contrasto alla demagogia e al populismo del governo centrale, cosciente anche degli errori che noi e il centrosinistra abbiamo commesso, ma soprattutto consapevole che la nostra storia dalle radici profonde ha tutte le condizioni per guardare avanti.

Ecco perché sono orgoglioso di avere al mio fianco, in questa sfida entusiasmante, compagni che hanno contribuito a scrivere la storia del Psi e dell’Italia, come Ugo Intini, Luigi Covatta e Gennaro Acquaviva, il nostro segretario nazionale Riccardo Nencini, tanti segretari provinciali e regionali fino ad arrivare alla stragrande maggioranza dei nostri giovani della Fgs, a partire dal segretario nazionale Enrico Maria Pedrelli.

Tutti uniti dalla stessa convinzione che alla nostra gloriosa storia vada data una prospettiva nuova, rinnovata che proietti le idee socialiste nel ventunesimo secolo, anticipando i processi e non subendoli.
Il risultato delle primarie del Pd non cambia il nostro obiettivo. Bisogna lavorare tutti insieme per rilanciare un nuovo centrosinistra unito, plurale ed omogeneo, che, nel rispetto della autonomia delle varie anime e dei vari partiti, trovi le motivazioni per ripartire da nuove idee che rispondano agli interessi e alla speranza della gente.

Quindi, vi sarei grato per il contributo di idee e proposte che vorrete, già da subito, trasferirmi per arricchire il nostro impegno congressuale e futuro.
Fraterni saluti.

Enzo Maraio

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