martedì, 7 Aprile, 2020

ERGASTOLO PROCESSUALE

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“Bisogna raccontare la verità su una legge intrisa di giustizialismo e populismo. Ed è profondamente irresponsabile convincere l’opinione pubblica che sia ‘normale’ avere una visione rabbiosa e distorta della giustizia”. Lo ha detto il segretario del Psi, Enzo Maraio, intervenendo sulla legge che abolisce la prescrizione voluta dal Ministro Bonafede. “La conseguenza è l’aumento spropositato dei tempi del processo – ha aggiunto Maraio – che non solo rischia di condannare a priori anche un innocente, ma di depotenziare e inceppare la macchina giudiziaria del Paese”. Riccardo Nencini, senatore e Presidente del Psi, firmatario della mozione in Senato che intende modificare la legge-Bonafede, ha aggiunto: “la legge sulla prescrizione è figlia del demone dell’antipolitica. Una legge – ha proseguito – mai supportata da argomenti tecnici da chi l’ha promossa. Quando sono in gioco i diritti fondamentali delle persone, bisogna giocare in un campo ‘largo’ – ha specificato – “e l’auspicio è che la modifica della legge sia condivisa da un arco parlamentare vasto. Con questa legge – ha concluso – si rischia di creare un ‘ergastolo processuale’”.
Non sono solo i socialisti ad essersi accorti che si tratta di una deriva pericolosa per il nostro Paese, Emma Bonino, leader di Più Europa ha organizzato una conferenza con il Presidente dell’Unione delle Camere Penali insieme a Riccardo Nencini, Enrico Costa e ad altri parlamentari, a pochi giorni dalla decorrenza della nuova misura sulla prescrizione.
“Non c’è nulla delle cose peggiori fatte dalla maggioranza giallo-verde che sia stato disfatto dalla maggioranza giallo-rossa”, dice Emma Bonino in un articolo su Il Riformista. “Né le misure imposte dalla Lega e da Salvini, come sulla cosiddetta “sicurezza” o sulle pensioni, né le misure imposte dal M5S e da Di Maio (e dalla vasta schiera di quelli che Massimo Bordin chiamava i suoi “gerarchi minori”), come sul reddito di cittadinanza e sulla giustizia. Per non parlare degli interventi richiesti all’unisono da leghisti e grillini, in particolare sul deficit spending e sulla guerra alle istituzioni e alle politiche europee, di cui troviamo abbondanti tracce nella discussione surreale sul Mes. Il Governo Conte II è una sorta di illusione ottica”, spiega la senatrice che aggiunge: “È il governo Conte I con un soccorso rosso e con una compagine ministeriale mezza interna e mezza esterna alla sua mutata maggioranza parlamentare. È come se il ministro dell’Interno fosse sempre Salvini e il ministro dell’(anti)Europa Savona. Il ministro della Giustizia è invece ancora, anche ufficialmente, Bonafede”.
Una constatazione ormai chiara anche agli stessi alleati dem che iniziano a sentire forte la pressione di un Governo in cui contano meno dei 5s, questi ultimi hanno ricominciato ad attaccare il Pd. “È opportuno, invece – dicono dal M5S riferendosi alla riunione mattutina dei dem per trovare un’alternativa alla prescrizione – dimostrare chiaramente di essere leali e andare avanti in maniera compatta. Con la riforma della prescrizione abbiamo la possibilità di mettere la parola fine all’era Berlusconi che ha fatto solo del male al nostro Paese. Siamo certi che il Pd farà la scelta giusta pensando all’interesse dei cittadini”. Insomma, viene evocato un parallelo con l’epoca delle leggi berlusconiane sulla giustizia.
Il Pd ha risposto per le rime: “L’era Berlusconi si è conclusa da tempo proprio grazie alla riforma realizzata da Orlando quando era ministro della Giustizia”, dice il vicecapogruppo Pd alla Camera Michele Bordo. E parlano i presidenti dei gruppi Pd al Senato e alla Camera. “La riforma della prescrizione è nelle mani del presidente Conte, non certo delle veline del m5s. Serve un intervento correttivo, decida Di Maio se vuole condividerlo con la maggioranza, o lasciare che il parlamento si esprima liberamente”, twitta Andrea Marcucci. E Graziano Delrio: “Sono molto convinto che troveremo una soluzione perché sono convinto della ragionevolezza degli interlocutori a partire dal ministro Bonafede. Conte è il presidente del Consiglio ed è di garanzia per tutta la coalizione. Poi però aggiunge: “Il Pd non entra e non resta al Governo a tutti i costi perché se i problemi non si risolvono è chiaro che noi non stiamo lì a scaldar le poltrone”.
Tuttavia pochi istanti fa pare ci sia stata la rappacificazione tra le parti. “Si è riaperta una interlocuzione” con il Movimento 5 stelle sulla prescrizione ma per ora è una interlocuzione “vaga: non ci sono ancora elementi di merito. Vogliamo tenere aperto un dialogo”. Lo dice Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, interpellato al telefono sul confronto con il M5s sulla riforma della giustizia.
Ma stavolta sono propri i cinquestelle ad essere maggiormente interessati a evitare uno scontro che li porterebbe dritti alle urne, ma con nessuna certezza di nuovo al Governo, il capo politico Di Maio lo sa e infatti frena e cerca di trovare la quadra, mentre il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede rassicura: “Sono convinto che con questa maggioranza ci siano praterie per lavorare insieme sulla giustizia, se ci troviamo d’accordo sull’obiettivo che dopo la sentenza di primo grado ci sia una risposta di giustizia”.

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