sabato, 7 Dicembre, 2019

ETERNO RITORNO

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“Questo accordo nasce con il proposito di aprirsi ad altre forze politiche per rendere possibile una maggioranza stabile e sostenibile – ha detto ancora Sanchez – il Psoe aprirà un giro di contatti per ottenerla”.
Le due sinistre ci riprovano. Dopo i risultati elettorali che hanno in gran parte riconfermato lo stallo in Spagna e un’avanzata della destra di Vox, adesso il leader socialista spagnolo Pedro Sanchez e il leader di Podemos Pablo Iglesias hanno firmato al Congresso il pre-accordo per la formazione di un governo di coalizione.
Le due formazioni avevano già cercato un accordo nei sei mesi precedenti le elezioni di domenica scorsa senza riuscirvi. Secondo le prime indiscrezioni, Podemos avrà ruoli chiave nel nuovo governo. Psoe e Podemos dovranno cercare altri voti per raggiungere la metà dei 350 voti necessari al varo dell’esecutivo: i due alleati hanno a disposizione solo 155 seggi.
Nel frattempo il neo-partito di sinistra, Mas Pais, ha annunciato che appoggerà la coalizione, ma si tratta di appena tre voti. Per il governo del premier Sanchez, servono almeno altri diciotto voti (fra preferenze e astensioni) per poter raggiungere la maggioranza necessaria di 176 e ottenere la fiducia. Se Sanchez esclude i partiti nazionalisti e indipendentisti catalani e baschi ne può ottenere al massimo 5; anche arruolando il moderato e non indipendentista Pnv si arriva a 12 e dunque è necessaria almeno l’astensione dei 10 deputati della destra di Ciudadanos.
Già da ieri i due si sono incontrati più volte, ma oggi è arrivata la conferma ufficiale dell’accordo con una conferenza stampa.
Pedro Sanchez ha spiegato: “È un accordo per quattro anni, di legislatura. Sarà basato sulla coesione e la lealtà e aperto al resto delle forze politiche per costruire una maggioranza parlamentare”, aggiungendo: “Sarà un governo progressista o niente. Un governo progressista, che comprende le forze progressiste, che lavori per il progresso”.
“​Sono lieto di annunciare, insieme a Sanchez, un pre-accordo per formare un governo di coalizione progressista che copra l’esperienza del Psoe con il coraggio di Podemos. Questo è il miglior antidoto contro l’estrema destra”, ha dichiarato Iglesias nella conferenza stampa congiunta.
Dopo le elezioni dello scorso aprile Psoe e Podemos avevano intavolato una trattativa per approdare al varo di una maggioranza di sinistra ma il tentativo era fallito e da lì era scaturito il nuovo turno elettorale.
“Non hanno perso tempo – scrive Bobo Craxi su Facebook – si è compreso che altri mesi di instabilità sarebbero costati alla Spagna non solo in termini di immagine ma anche sul piano economico, non solo la Corona benedirebbe questo ritorno dell’alleanza, non solo gli ambienti economico seppur scettici della presenza dei Podemos nell’esecutivo ma persino l’Europa che pur avrebbe gradito un blocco di larga coalizione ritiene che il male minore possa allontanarne uno peggiore come è accaduto in Italia”.
“Il nazionalismo Catalano – spiega l’ex sottosegretario agli Esteri – ha generato un altro nazionalismo che si è saldato con tutte le correnti più estreme della destra europea, un’onda che si è alzata innanzitutto per invocare ordine e sicurezza, ristabilire l’ordine in Catalogna e porre un freno all’immigrazione proveniente dall’Africa; tutto questo condito con slogan che andavano ben al di là di una generica richiesta di contenere le emergenze ma condito con veri e propri proclami bellici tali da far alzare l’asticella dell’attenzione e soprattutto tali da sbaragliare la propria concorrenza a destra”.

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