domenica, 7 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Etiopia, l’instabilità politica può contagiare il Corno d’Africa

0

Anche il Papa, all’Angelus, nel saluto ai fedeli in Piazza San Pietro, domenica 8 novembre, si è detto estremamente preoccupato per quanto sta accadendo in Etiopia e in effetti nel Paese africano, legato storicamente all’Italia, la guerra civile sembra molto probabile. Il Premier e premio Nobel per la pace Ably Ahmed sta affrontando la ribellione contro il suo Governo della regione del Tigre’, una delle dieci del Paese, dove negli ultimi giorni si sono susseguiti violenze e disordini. Dopo il voto della Camera Alta che ha decretato lo decadenza del Governo regionale ribelle, Ably ha deciso di sostituire il capo dell’esercito appena quattro giorni dopo la decisione di iniziare operazioni militari contro le milizie della regione in rivolta. Sono stati bombardati obbiettivi militari del Fronte di Liberazione popolare del Tigre’ dopo che le truppe del Fronte avevano attaccato nella capitale regionale Makalle’ alcune postazioni dell’esercito etiope. I morti si contano a centinaia. Il Parlamento ha anche approvato lo stato di emergenza che dà al Governo carta bianca su tutte le misure necessarie per affrontare questo stato di cose. La situazione è precipitata dopo le elezioni di settembre che erano state rimandate in tutto il Paese causa la pandemie da coronavirus ma che il Governo della regione Tigre’, ora sciolto, ha voluto tenere lo stesso e che sono dal Governo nazionale ritenute illegali. Dai ribelli del Tigre’ Ably è considerato autoritario e accentratore e inoltre gli viene contestato l’accordo di pace con la vicina Eritrea che gli fruttò il Nobel per la pace nel 2019. L’Etiopia è il secondo Paese africano per popolazione ed è in una posizione geopolitica determinante per gli equilibri del Corno d’Africa. La sua instabilità porterebbe una serie di reazioni e conseguenze a catena che turberebbero gli equilibri deli Paesi vicini, Somalia, Sudan e Eritrea già oggetto di pericolosi e sanguinosi attacchi terroristici degli estremisti islamici e dai quali, anche in seguito alla piaga dell’invasione delle locuste, sono arrivati un milione di profughi. Questi profughi, insieme al 30% della popolazione di 100 milioni di abitanti che soffrono di carenza di cibo e analfabetismo, fanno dell’Etiopia uno dei Paesi più poveri nel mondo. Su questa povertà e sulle sperequazioni sociali si innestano i movimenti rivoluzionari e i terroristi islamici. Frattanto prosegue tra mille difficoltà !a costruzione della grande diga idroelettrica sul Nilo azzurro indispensabile per l’energia necessaria per il processo di industrializzazione del Paese. Non si riesce a mettere d’ accordo il Sudan e l’Egitto che temono che con questa realizzazione si riduca di molto la disponibilità di acqua per i loro territori. L’instabilità politica dell’Etiopia non aiuta a procedere speditamente nella costruzione di un’opera fondamentale per il rilancio economico.
La diga realizzata dall’impresa italiana Salini Impregilo, iniziata nel 2011, è ormai completata per due terzi. Per Addis Abeba, oltre a essere una panacea per la produzione industriale interna consentirebbe all’Etiopia di vendere energia in tutto il Corno d’Africa con grandissimi benefici per le sue finanze

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply