lunedì, 24 Febbraio, 2020

Eugenio Fusignani: “Pri, Psi e +Europa per Stefano Bonaccini”

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Il 26 gennaio si vota per eleggere il Presidente e il Consiglio Regionale in Emilia-Romagna. Stefano Bonaccini è sostenuto da un’ampia coalizione. Particolare interesse suscita l’alleanza tra PSI-PRI e +EUROPA. Ne discutiamo con Eugenio Fusignani, vice-segretario vicario nazionale del PRI, vice-sindaco di Ravenna e storico esponente dell’Edera in Emilia-Romagna.

Eugenio Fusignani, siamo in movimento. Ormai mancano pochi giorni. Tra poche settimane si vota. Come stiamo procedendo?

Benissimo. La campagna elettorale è partita già da tempo. Noi la stiamo vivendo con grande serenità. L’alleanza con il PSI e +EUROPA è un valore aggiunto per Stefano Bonaccini. Dopo l’esperienza comune alle elezioni europee, da Ravenna e dalla regione sosteniamo con forza questa proposta e con lei appoggiamo il programma di Bonaccini, per continuare l’attività di ottimo governo portato avanti in questi anni. E anche per andare avanti e migliorare quel che c’è da migliorare. La federazione del PRI di Ravenna è orgogliosa di portare la storia e i valori del repubblicanesimo e dell’europeismo mazziniano in questa campagna comune. I militanti, gli attivisti, i candidati sono al lavoro e riscontrano molto entusiasmo e interesse tra i cittadini. Gli elettori sanno distinguere tra propaganda vuota e progetti politici. Noi rappresentiamo una comunità di valori ben radicata in questa regione. E questo la gente lo percepisce molto chiaramente.

In questi giorni Salvini sta facendo la sua campagna elettorale…

Infatti già questo la dice lunga sulla consistenza della nostra competitor. Bonaccini è una persona in carne e ossa, un uomo che non ha bisogno di sponsor. Per lui parlano i fatti. Può contare su una consolidata esperienza di governo che è sotto gli occhi di tutti. E su una squadra che risulta ben oliata. Dall’altra parte nessuno può dire, in tutta franchezza, chi sia la candidata del fronte sovranista (sì, chiamiamo le cose con il loro nome). Il fatto che in questi giorni il leader della Lega si faccia scomode, per lui, incursioni nella nostra regione, nei nostri paesi e nelle nostre piazze è sintomatico di due problemi di questa destra estrema. Il primo è l’assenza di un progetto politico vero, reale, che non sia la solita propaganda demagogica e populista che ormai ben conosciamo. Il secondo problema è rappresentato dall’inconsistenza del candidato che hanno scelto per cercare di contrastare Bonaccini. Una sola cosa chiedo: “ Scusate, qualcuno potrebbe spiegarmi chi è la Borgonzoni?”

In effetti Salvini vorrebbe politicizzare al massimo questa tornata elettorale…

Appunto. Ma così facendo non si rende conto che sta umiliando la “sua” candidata e che la sta oscurando pericolosamente. Vorrebbe che tutto si risolvesse in un referendum su di lui. Ma qui i cittadini non sono al Papeete! Qui c’è bisogno di chi sappia gestire bene l’amministrazione pubblica. Conosca i problemi da risolvere e le cose da migliorare. Qui i cittadini chiedono una Regione che funzioni bene e che sia governata da persone serie e non da chi per un colpo di sole o un mojto in più fa crollare un governo. Questa Regione merita rispetto. Infatti Salvini si trova a girare da solo in mezzo a piazze vuote…

Certo che tutto venisse ridotto a un referendum “Salvini sì, Salvini no”, per l’Emilia-Romagna tutta sarebbe una tragedia. C’è questo rischio?
Il rischio c’è. E bisogna scongiurare che tutto vada a finire lì. Questo vorrebbe Salvini. Ma sarebbe una sconfitta per tutti. In primis per il centro-destra. Significherebbe la dimostrazione che non esiste. O Salvini o nulla. Altro che Borgonzoni! Per questo è necessario mantenere la competizione sul giudizio amministrativo. Sanità e Welfare, ma anche infrastrutture e viabilità sono fiori all’occhiello di questa regione. Lo sono grazie a progetti e investimenti, come il progetto di trasporto integrato che permette ai lavoratori pendolari di usufruire dei mezzi pubblici con il solo abbonamento ferroviario. Ma anche scuola e università sono stati potenziati, non dimentichiamo l’arrivo a Ravenna di Facoltà prestigiosissime, da ultime Medicina e Chirurgia. Il nostro è un sistema che funziona bene, anche perché in questi anni il buon governo è stato concreto per le nostre città e per la regione tutta. Il PRI vede di buon occhio la nascita di una realtà politica riformista, laica, che si ponga saldamente a sinistra, ma che sia davvero dialogante. Finalmente, anzi, si tratta di un esperimento che potrebbe tradursi in un vero e proprio progetto riformista che tiene conto del rispetto delle comuni radici di giustizia sociale, libertà e democrazia partecipata. Naturalmente c’è ancora molto da fare. Sul piano politico e di relazione. Ma questa potrebbe essere l’occasione per porre le radici politiche per il futuro.

E’ assolutamente necessario prendere atto che siamo entrati in una nuova “era politica”. E agire di conseguenza. Saremo capaci di farlo?

E’ chiaramente così. Solo essendo generosi, mettendoci al servizio di un grande e inedito progetto, possiamo far germogliare il futuro. Abbiamo una grande storia. Proveniamo da nobilissime tradizioni. Abbiamo il dovere di non farle appassire nella nostalgia e puntare al futuro! Noi metteremo in campo tutto il nostro bagaglio di storia e idee perché crediamo fortemente nel progetto laico, democratico-liberale e riformista di cui questa lista in Emilia-Romagna rappresenta la punta di diamante.

Come sono distribuiti candidati del PRI?
Rimini (Paola Antili). Forlì-Cesena (Paolo Severi, Monica Rossi, Maria Spinelli detta Edera). Ravenna (Stefano Ravaglia, Gabriele Armuzzi, Laura Beltrami). Bologna (Tommaso Migliaccio, Silvia Vallisneri). Ferrara (Renata Gagliani). Reggio Emilia (Francesca Domenichini).

MASSIMO RICCIUTI

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