sabato, 5 Dicembre, 2020

INTESA RAGGIUNTA

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La riunione dell’Eurogruppo in videoconferenza è terminata stanotte con un accordo sulle misure volte ad affrontare le conseguenze della pandemia di Covid-19.
Dopo settimane di intense trattative, tensioni e ripetuti rinvii, la riunione ripresa ieri sera alle 17 si è conclusa con un applauso dei ministri. Il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, ha illustrato nei dettagli le diverse misure messe in campo, che per l’immediato mobilitano circa 500 miliardi di euro che in futuro potrebbero raddoppiarsi.

Sul controverso Mes, il fondo anticrisi Ue è prevista una condizionalità alleggerita se vi si fa ricorso unicamente per coprire le spese sanitarie supplementari legate all’emergenza coronavirus. Nel “pacchetto” Ue c’è anche il fondo di rilancio post crisi, fortemente voluto da Francia, Italia e altri. Però è rimasto irrisolto il nodo delle modalità di finanziamento. In proposito, Centeno ha spiegato: “Alcuni Stati sono per l’emissione di bond comuni, altri per usare strade alternative”.
Quasi immediatamente è arrivato il commento positivo del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri che ha affermato: “Messi sul tavolo i bond europei, tolte dal tavolo le condizionalità del Mes. Consegniamo al Consiglio europeo una proposta ambiziosa. Ci batteremo per realizzarla”.
Secondo il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni: “Si tratta di un pacchetto di dimensioni senza precedenti per sostenere il sistema sanitario, la cassa integrazione, la liquidità alle imprese e il Fondo per un piano di rinascita. L’Europa è solidarietà. Abbiamo tanto lavoro davanti a noi, ma stasera l’Europa ha dimostrato che può dare risultati quando c’è la volontà politica”.

Al termine della riunione, il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, ha detto: “I ministri delle Finanze hanno discusso dei prossimi passi per contrastare la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19. Una componente chiave sarà il fondo per la ripresa, che metterà il turbo per costruire un’economia più robusta e più digitale. Il fondo sarà temporaneo, mirato e commisurato ai costi straordinari della crisi attuale, che aiuterà a spalmare nel tempo, con appropriati finanziamenti. Alcuni Stati membri hanno espresso l’opinione che sia necessaria l’emissione di debito comune, secondo altri dovrebbero essere trovate vie alternative. L’unico requisito per utilizzare i fondi delle linee di credito del Mes è che questi fondi siano usati sostenere spese sanitarie e di prevenzione, dirette e indirette. I soldi potranno andare a coprire i costi connessi alla sanità diretti e indiretti, definizione che non è poi così ristretta. Mi aspetto che tutti i Paesi possano accedere a queste linee di credito, pari al 2% del Pil. Sono delle polizze di assicurazione”.
Il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, ha detto: “I ministri hanno trovato un accordo eccellente sulla risposta economica al coronavirus: 500 miliardi di euro disponibili subito, più un fondo per la ripresa a venire. L’Europa decide e si dimostra all’altezza della gravità della crisi”.
Il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, ha affermato: “Il Mes, secondo l’accordo, potrà fornire aiuto finanziario ai Paesi senza condizioni per le spese mediche. Sarà anche a disposizione per il sostegno all’economia, ma con condizioni. E’ giusto e ragionevole”.

Nel documento diffuso al termine dell’Eurogruppo si legge: “I ministri delle Finanze dell’area euro propongono di creare un aiuto per la crisi da pandemia, basato sulle Eccl (Enhanced Conditions Credit Lines) del Meccanismo Europeo di Stabilità, adattato alla sfida attuale, come salvaguardia per gli Stati dell’area euro. Lo strumento sarebbe a disposizione di tutti gli Stati membri dell’area euro, a condizioni standardizzate, concordate in anticipo dagli organi di governo del Mes, in modo da riflettere le sfide attuali, sulla base delle valutazioni delle istituzioni Ue. L’unico requisito per accedere alla linea di credito sarà che gli Stati dell’area euro che la richiedono si impegnino ad usarla per sostenere il finanziamento della sanità, diretto o indiretto, i costi di cura e di prevenzione dovuti dalla crisi della Covid 19”. L’Eurogruppo ha specificato: “Verranno seguite le disposizioni del trattato del Mes. L’accesso garantito sarà per una somma pari al 2% del Pil dello Stato membro a fine 2019, come parametro. La linea sarà disponibile fino alla fine della crisi. In seguito, gli Stati membri rimarranno impegnati a rafforzare i fondamentali economici e finanziari, in coerenza con il quadro di vigilanza economica e di bilancio, inclusa qualsiasi flessibilità applicata dalle istituzioni Ue”.

Nel testo delle conclusioni non si fa menzione esplicita di emissione comune del debito, ma il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno ha spiegato che le modalità di finanziamento e le dimensioni del Fondo saranno decise direttamente dai leader. Secondo il ministro francese, Bruno Le Maire: “Non c’e’ accordo sulla mutulizzazione del debito. C’e’ un accordo per un Fondo per la ripresa”.

L’ipotesi di mutualizzazione del debito sembrerebbe implicita nel testo. Insomma, non viene menzionato il termine coronabond, ma una condivisione maggiore del debito c’è.
Fonti del Mef, da via XX Settembre, hanno sottolineato: “Si tratta di un radicale cambiamento della normale operatività del Mes”.
L’Eurogruppo ha dato il via libera anche all’intervento di 200 miliardi della Banca Europea per gli Investimenti a favore delle imprese e al piano Sure della Commissione europea che mobiliterà 100 miliardi di sostegno per le misure contro la disoccupazione degli Stati membri.
La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha dichiarato: “Europa unita su un accordo innovativo”.
Per il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel: “Si tratta di un pacchetto solido”.
Soddisfazione anche dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, secondo cui: “Le proposte formulate dell’Eurogruppo vanno nella giusta direzione”.
Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha aggiunto: “Grazie alla solida alleanza tra l’Italia e gli altri paesi firmatari della lettera promossa dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, l’agenda europea è cambiata e si è passati da un documento con un’unica proposta, il Mes con condizionalità leggere, a un pacchetto di quattro proposte che include 200 miliardi della Bei per le imprese, 100 miliardi che attraverso il nuovo programma Sure contribuiranno a finanziare la cassa integrazione e la proposta italo-francese di un grande Fondo per la Ripresa alimentato dall’emissione di debito comune europeo. Inoltre, ai paesi che vorranno farvi ricorso, sarà possibile accedere a una nuova linea di credito dedicata unicamente all’emergenza sanitaria, che sarà totalmente priva di ogni condizionalità presente e futura”.

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha espresso una posizione opposta: “Non ci sono gli Eurobond che voleva Conte ma c’è il Mes, una drammatica ipoteca sul futuro, sul lavoro e sul risparmio dei nostri figli. Dal 1989 ad oggi l’Italia ha versato all’Europa 140 miliardi, ora per averne a prestito 35 ci mettiamo nelle mani di un sistema di strozzinaggio legalizzato. Oltretutto, senza nessun passaggio in Parlamento, come più volte richiesto dalla Lega. Siamo fuori dalla legge, siamo alla dittatura nel nome del virus. Presenteremo mozione di sfiducia al ministro Gualtieri. Se il governo olandese festeggia, vuol dire che è una seconda Caporetto”.

La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, è intervenuta in soccorso a Salvini: “Il ministro Gualtieri ha firmato per attivare il Mes, niente Eurobond e Italia messa sotto tutela. Alla fine hanno vinto i diktat di Germania e Olanda, il governo in questi giorni ha fatto finta di alzare la voce ma, tanto per cambiare, si è piegato ai dogmi nordeuropei. Non permetteremo a nessuno di banchettare sulla nostra nazione come già successo in Grecia. Lo abbiamo preannunciato e lo ribadiamo: ora Conte, Gualtieri e Di Maio dovranno affrontare il Parlamento, dove Fratelli d’Italia è già schierato per impedire questo atto di alto tradimento verso il popolo italiano”.
Invece, Antonio Tajani, vicepresidente del Partito Popolare Europeo, si è così espresso: “Quello di giovedì è un passo in avanti all’Eurogruppo. Bene la volontà di immettere denaro sul mercato con Sure e con la Bei. Positiva la scomparsa di ogni condizionalità dal MES. Ora tocca al Consiglio europeo decidere e stabilire la portata del Recovery Found. Servono centinaia di miliardi”.
Sui social di Instagram, si trova il seguente giudizio di Matteo Renzi: “Da quello che si capisce, pare che si sia fatto un pacchetto complessivo che tiene in considerazione un pò gli impegni di tutti. Si è fatto un buon lavoro. Penso che a questo punto tutti gli alibi legati all’Europa vengano meno. Se non ci fosse stata la Bce o la sospensione del Patto saremmo già falliti. Non e’ vero che l’Europa era il nostro blocco. Mi pare che sugli Eurobond ci sia un primo passo, ma la sintesi è che adesso non ci sono più alibi ma ora tocca a noi. Penso che la vera sfida adesso sia in casa nostra. Dobbiamo essere capaci di dire con forza che ora la partita è nel nostro campo”.

Dunque, gli eurobond non ci sono ancora, ma potrebbero esserci successivamente per finanziare il Fondo voluto da Francia e Italia, anche se restano ancora alcuni nodi da sciogliere.
Dopo pasqua ci sarà la decisione del Consiglio europeo e subito dopo si dovrebbe passare alla fase attuativa. Per adesso, i populismi antieuropeisti escono sconfitti, ma dopo il nuovo debito dovrà essere restituito.

 

Salvatore Rondello

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