sabato, 4 Luglio, 2020

Europa, cambiano le bandiere per l’Ue?

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Un’interessante proposta è stata lanciata dalla Federazione Unitaria Italiana Scrittori per cambiare le bandiere degli Stati appartenenti all’Unione europea.
La Fuis, dall’inizio dell’emergenza per l’epidemia del ‘coronavirus’, ha iniziato una raccolta antologica settimanale dove sono state pubblicate le riflessioni di poeti e scrittori sul particolare momento storico che stiamo vivendo.
Come ha sottolineato il prof. Antonio Natale Rossi: “Gli scrittori, gli artisti che potrebbero continuare con un elenco di situazioni e istituti da considerare con occhio speciale, preferiscono farsi riconoscere per le qualità che la cultura, l’arte e la storia affidano loro: produrre opere dell’ingegno artistico e letterario di risonanza universale (oggi ancora di più di ieri come insegna l’epidemia globale del coronavirus)”.

Nell’antologia della DOMENICA DI LETTURA dopo Pasqua, il prof. Francesco Gui, docente ordinario di Storia Moderna all’Università La Sapienza, ha scritto: “Gli scrittori italiani ed europei auspicano di vedere i due grandi gruppi, gli Stati Uniti d’America e gli Stati Uniti d’Europa, uno di fronte all’altro, porgersi la mano attraverso i mari”.
Come scrive Antonio Filippetti: “Perché questo avvenga, non solo c’è bisogno di rispettare la “carta europea dei diritti dell’uomo”, perché contravvenendo a questo precetto si corre il rischio di vedersi “manipolati” in un bene fondamentale, come quello della libertà, con la scusante dello “stato d’eccezione”, ma c’è anche la necessità di proporre idee e novità”.
A ciò risponde l’inserimento delle bandiere, graficamente realizzate dall’artista Mino La Franca nella 7° antologia del DIARIO IN CORONAVIRUS CON GRANI DI SCRITTURA, dove si legge: “Si tratta, infatti, di un’ipotesi letterario-artistica onde corredare le bandiere dei Paesi europei di dodici stelle, simboliche, al fine di dare un segno della volontà degli scrittori per un’EUROPA UNITA con la costruzione degli STATI UNITI D’EUROPA. Una volontà che si inserisce nelle qualità degli scrittori italiani di proporre valori e contenuti universali”.

Così gli scrittori italiani propongono un’Europa Unita anche nelle bandiere. E’ evidente il grande significato simbolico nel ricordare di appartenere all’Europa unita. Ma, soprattutto simboleggia l’anima dell’Europa che pulsa in ciascuna bandiera dei Paesi membri, superando ogni forma di appiattimento nazionalista. Un grande passo avanti verso quel completamento non ancora avvenuto ma per il quale bisognerà impegnarsi nel realizzarlo al più presto. L’emergenza del Coronavirus ha messo in evidenza i limiti esistenti in questa Unione ancora incompiuta che, al momento, somiglierebbe più ad una consorteria tra Stati membri, dove gli attori entrano in scena facendo il giuoco delle parti, dimenticando spesso tutto ciò che Li unisce.

Il sogno è quello di un’Europa con una Costituzione compiuta che regoli i rapporti etici ed i diritti umani, gli apparati istituzionali per il funzionamento della democrazia, l’organizzazione amministrativa con compiti e funzioni ben definiti.
Le bandiere create da Mino La Franca servono a ricordare la meta da raggiungere.
Il professore Francesco Gui, sapientemente ha illustrato il significato della bandiera europea e le motivazioni storiche che hanno portato alla costruzione dell’Unione europea, una grande opera che rischia di crollare sotto i tempestosi eventi della storia, prima ancora di essere ultimata.
Gli scrittori italiani ricordano che siamo tutti sulla stessa barca. Un’immagine realistica e concreta che rende bene l’idea. Ma, la barca deve essere pilotata nel modo migliore per portare l’intero equipaggio “fuori dai pericoli di naufragio, evitando a qualcuno di affogare per conto suo o magari di venir gettato direttamente in mare dai compagni di sventura”.
Anna Frank nel suo ‘Diario’ scrisse una frase di speranza: “Verrà un giorno”. Quel giorno immaginato dagli scrittori italiani: “In cui vedremo i due grandi gruppi, gli Stati Uniti d’America e gli Stati Uniti d’Europa, uno di fronte all’altro, porgersi la mano attraverso i mari, scambiarsi i prodotti, il loro commercio, le loro industrie, le loro arti, i loro geni, collaborare insieme per trarne il benessere di tutti”.

E’ evidente che: “Dagli scrittori della Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS), vengono fuori spesso delle cose buone da tenere a mente”.
Così per la nuova bandiera hanno fissato un “Appuntamento il 2 giugno con il tricolore a 12 stelle!”
La motivazione della Fuis: “Gli esseri umani hanno bisogno di riti e di simboli, fa parte della loro vocazione come produttori di opere dell’ingegno e di cultura. Tanto più si avverte tale necessità nelle fasi di emergenza, quando il dolore colpisce tante persone… come il contagio da Covid-19”.
L’emergenza non consente quest’anno di celebrare la ‘Festa della Repubblica’ con la sontuosità tradizionale. La nuova bandiera sfilerà comunque idealmente con un appello diretto al Presidente della Repubblica: “Caro Presidente Mattarella, con il tricolore a 12 stelle la sfilata ai Fori Imperiali verrà fuori ancora più bella!”
Auspichiamo che l’iniziativa degli scrittori italiani possa presto essere presa in considerazione anche dal Parlamento Europeo.

Redazione avanti!

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