martedì, 19 Gennaio, 2021

Europa-Cina, ininfluente il ruolo dell’Italia

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È durante le festività di fine anno che tradizionalmente, in Cina, il regime comunista di Xi Jimping accentua le misure repressive contro i dissidenti o coloro che osano criticare i dettami governativi. È questo un periodo in cui le ambasciate estere si svuotano e c’è meno attenzione internazionale verso quelli che vengono coperti se non giustificati come “affari interni” e che sono invece vere e proprie violazioni dei diritti umani e dei valori di libertà di pensiero. Così è stato anche quest’anno. Due giorni fa è stata condannata da un tribunale di Shanghai a quattro anni di carcere Zhang Zhan, l’avvocatessa e attivista arrestata nel maggio scorso per aver diffuso sui social notizie “in grado di disturbare la quiete pubblica” (così recitava il capo d’accusa secondo una norma applicata quasi sempre nei disturbatori politici delle “verità” governative). In questo caso la colpa dell’avvocatessa sarebbe quella di aver diffuso, dopo essersi recata di persona a Wuhan, nel centro dove è scoppiata l’epidemia, notizie in grado di mettere in discussione la versione ufficiale del Governo centrale sulla diffusione della pandemia da coronavirus.

 

Zhang Zhan è giunta al processo in sedia a rotelle debilitata dalla prigionia e da uno sciopero della fame attuato in carcere per protestare contro l’ingiusta detenzione per un reato di opinione. Era nel mirino del regime comunista fin dal 2019 quando era stata segnalata per il supporto dato ai manifestanti di Hong Kong che rivendicavano il rispetto dell’autonomia dell’ex colonia britannica. Proprio ieri inoltre è arrivata la notizia della condanna da sette mesi a tre anni di carcere da parte del tribunale di Shenzhen di dieci dei dodici cittadini di Hong Kong che avevano tentato di fuggire via mare verso Taiwan ma la loro imbarcazione era stata intercettata. Gli altri due, minorenni, sono stati rimandati a Hong Kong. A ciò si aggiunge che è stata diramata la lista di trenta ricercati a livello internazionale di cinesi accusati di aver violato la legge sulla “sicurezza nazionale” da poco approvata e usata come grimaldello per colpire l’opposizione. Tra di essi anche l’ex parlamentare Ted Hui, figura simbolo delle proteste anti Pechino rifugiatosi in Gran Bretagna per evitare l’ arresto. Sono accusati di attività che possono minacciare la Repubblica popolare e l’ integrità dello Stato. E mentre il nostro Ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una video conferenza ringrazia il suo omologo cinese Wang Yi per il doveroso permesso di sbarcare ai marinai italiani bloccati su due navi nel porto di Huanghua per la crisi covid ma non spende una parola per le vergognose repressioni delle libertà personali in atto rilanciando la cooperazione economica con la Cina, si fa sentire il nuovo Presidente americano Joe Biden. Da parte sua l’invito all’Unione Europea di temporeggiare sul nuovo accordo commerciale con Xi Jimping annunciato dal Presidente cinese con Charles Michel, Ursula von der Leyen e Angela Merkel.

 

Accordo in cui il nostro Paese non ha avuto la minima parte a significare una volta di più il ruolo ininfluente rivestito in questa importante partita. Ma le perplessità di Francia e Olanda proprio relative alla negazione dei diritti umani e di libertà da parte di Pechino non sono servite a bloccare la fretta tedesca di sottoscrivere e di porre la Germania ormai come interlocutore principale della Cina comunista.

 

Alessandro Perelli

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