sabato, 8 Agosto, 2020

EUROPA VERDE

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Via libera, da Strasburgo, al Green Deal, il nuovo progetto di investimenti della commissione europea. Mille miliardi di euro nei prossimi dieci anni per finanziare investimenti sostenibili che possano trasformare radicalmente il modo di produrre e di consumare in Europa. Bisogna guardare avanti. Siamo già al 2020. La data in cui si, secondo l’agenda europea, si sarebbe dovuto arrivare con una riduzione sostanziale delle emissioni di gas dannosi per l’ambiente. Una agenda che prevedeva di diminuire entro la data prefissata, il 2020 appunto, le emissioni dei gas serra del 20% rispetto il 1990, di utilizzare il 20% di energia da fonti rinnovabili e infine il miglioramento del 20% dell’efficienza energetica. Un piano che a dire il vero non è stato completamente rispettato secondo la scaletta prefissata al suo esordio. Il “pacchetto”, era contenuto nella Direttiva 2009/29/CE, ed è entrato in vigore nel giugno 2009 e valido dal gennaio 2013 fino al 2020. Al momento mancano i dati definitivi, ma allargando lo sguardo si può comunque dire che l’Ue nel suo complesso ha già diminuito del 22,4% le emissioni rispetto al 1990. Ma la situazione non è uniforme e in alcuni paesi si sono registrati peggioramenti.

Ora l’Europa torna alla carica con la presentazione, a Strasburgo del maxi-progetto di investimenti della nuova Commissione Ue che punta a mobilitare 1.000 miliardi di cui 100 miliardi destinati alla riconversione economica delle aree maggiormente dipendenti dalle industrie inquinanti come la Puglia, che utilizzerà le risorse del “Fondo per la transizione giusta” per riconvertire l’area ex-Ilva di Taranto. Un piano quindi che interessa particolarmente l’Italia e si intreccia con la annosa e complicata questione Ilva.

Il “green new deal” europeo era stato anticipato dalla neo-presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, subito dopo il suo insediamento alla guida della Commissione ed è stato pensato per
cercare di arrivare all’obiettivo “emissioni zero” entro il 2050. Il pilastro finanziario del nuovo piano sarà proprio il nuovo Fondo per la transizione giusta, un meccanismo creato per attutire i costi economici e sociali della riconversione energetica nelle aree più dipendenti dalle industrie inquinanti, come il polo siderurgico tarantino. Dei 100 miliardi che la Ue conta di mobilitare entro il 2027, all’Italia dovrebbero andare 4 miliardi, contro i 10 miliardi attesi dalla Polonia, gli 8 della Germania, i 6 della Spagna e i 5 miliardi della Grecia.

“Con questo nuovo meccanismo daremo la priorità ai settori e alle regioni che affronteranno le sfide più grandi e dovranno fare gli sforzi maggiori per realizzare gli obiettivi della neutralità climatica” ha ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Le proposte della Commissione saranno adottate dal collegio e presentate formalmente nel pomeriggio. “È un punto importante per la Croazia e per molti altri Paesi – continua von der Leyen – i vicepresidenti Frans Timmermans e Valdis Dombrovskis ve li presenteranno nel dettaglio. Conto sulla presidenza croata per avanzare su questo dossier e su quelli che seguiranno nei mesi a venire”. “I sei mesi della presidenza croata saranno cruciali anche per la transizione climatica ed ecologica: non abbiamo più bisogno di parlare di urgenza e di obbligo di agire, non più, perché dobbiamo passare all’azione e mettere in atto il nostro patto verde per l’Europa, il lavoro per farlo inizia oggi” ha detto ancora la presidente della Commissione Ue.

“Col Green Deal vogliamo raggiungere emissioni zero entro il 2050. Non possiamo fallire. Il piano per gli investimenti sostenibili adottato oggi dalla Commissione europea” punta a “mobilitare almeno mille miliardi di investimenti nei prossimi dieci anni” e invia un chiaro segnale a tutti: “Quando si fanno investimenti occorre pensare verde” ha sottolineato il vicepresidente della Commissione europea all’economia Valdis Dombrovskis nel suo intervento alla plenaria del parlamento europeo.

Soldi comunque preziosi per finanziare il piano di riconversione dell’ex Ilva che a seconda delle ipotesi potrebbe costare dagli 1,6 ai 3 miliardi di euro.

“Il Green Deal – ha commentato il presidente del Parlamento Ue David Sassoli – è la scommessa di un nuovo modello di sviluppo europeo”. “Naturalmente oltre alla metodologia noi lo vogliamo robusto con risorse adeguate, mi sembra che anche su questo si siano fatti dei passi in avanti – ha aggiunto – e che alcuni meccanismi possano consentire ai nostri paesi di attingere ad un fondo sufficiente forte”. “Rivedremo, possibilmente correggeremo – ha aggiunto il commissario all’economia Paolo Gentiloni – la normativa europea sugli aiuti di Stato in linea con gli obiettivi politici del Green deal”. “Aspetto di discutere su come trattare gli investimenti sostenibili nell’ambito delle regole di bilancio Ue, ovviamente preservando le salvaguardie contro il rischio di sostenibilità del debito”.

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