venerdì, 6 Dicembre, 2019

Europarlamento diviso sui migranti. Rischio rottura

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Oggi si dovrebbe decidere sui porti aperti contro il sostegno alla Guardia costiera libica. In sostanza, questa battaglia andrebbe in scena nella plenaria dell’Europarlamento al momento del voto su una serie di risoluzioni sulla ricerca ed il soccorso nel Mediterraneo. Ad un testo votato dalla commissione Libertà civili, dopo l’audizione di Carla Rackete, sostenuto da Socialisti&Democratici, Liberali di Renew Europe, Verdi e sinistra del Gue, si contrappone una risoluzione presentata autonomamente dal Partito Popolare Europeo.

L’esito della votazione è considerato “altamente incerto”, secondo una fonte dell’Europarlamento, e potrebbe portare ad una rottura preventiva sulla questione delle migrazioni tra i tre gruppi della maggioranza che dovrebbe sostenere la Commissione di Ursula von der Leyen. Le due risoluzioni hanno alcuni passaggi in comune, come ribadire “l’obbligo, conformemente al diritto internazionale del mare, di assistere le persone in difficoltà e invita tutti gli Stati membri”. Ma a c’è il rischio che possano prevalere gli egoismi populisti.

Il fronte dei progressisti ha invitato gli Stati membri a mantenere i loro porti aperti alle navi delle ONG e a vietare a livello Ue la ‘criminalizzazione’ delle attività di assistenza in mare. Il Ppe, che si aspetta il sostegno dei gruppi sovranisti, ha invitato la Commissione a proseguire la cooperazione con la Libia per contrastare l’attività dei trafficanti e ridurre il numero di traversate irregolari nel Mediterraneo, nonché a fornire formazione, attrezzature e sostegno allo sviluppo delle capacità della guardia costiera libica.
Il fronte progressista ha chiesto agli Stati membri di potenziare le operazioni proattive di ricerca e soccorso fornendo una quantità sufficiente di navi e attrezzature specificamente dedicate alle operazioni di soccorso lungo le rotte sulle quali sarebbe possibile contribuire efficacemente al salvataggio di vite umane. Vorrebbe istituire una missione di salvataggio Ue “coordinata da Frontex” o una serie di “operazioni internazionali, nazionali o regionali distinte, preferibilmente civili”. I progressisti hanno invitato la Commissione “a sostenere politicamente e finanziariamente tali iniziative”. Infine, vorrebbero realizzare “un meccanismo sostenibile ed equo di ricollocazione delle persone che arrivano via mare nell’ambito della riforma di Dublino”.

La risoluzione del Ppe è di tutt’altro tono e prefigura un’Europa fortezza. La Commissione, per i Popolari, “deve valutare quali altri paesi di transito e di origine potrebbero essere rilevanti ai fini di una più stretta cooperazione in materia di migrazione verso l’Ue”. Inoltre, proporrebbe “modifiche volte a ridurre la migrazione economica irregolare da paesi terzi verso l’Ue”.
Ma la misura più controversa evocata dal Ppe è la richiesta di istituire “centri comuni di arrivo alle frontiere esterne dell’Ue, in cui le autorità dell’Unione possano valutare rapidamente il diritto di asilo di ciascun individuo”. Sarebbe la vecchia proposta di Viktor Orban e Sebastian Kurz  quella dei centri di sbarco e detenzione dei migranti fuori dall’Ue, che in passato era stata rigettata da diversi governi e dalla Commissione perché contraria al diritto comunitario. Nel voto si scontrano due visioni opposte delle politiche da condurre sul fronte migratorio. E l’esito potrebbe condizionare le scelte che farà Ursula von der Leyen per uscire dallo stallo sulla riforma di Dublino.

Intanto le tragedie umane dei migranti continuano. Anche ieri, un bambino di 3 anni ha perso la vita e un giovane di 26 anni risulta disperso nello scontro tra una nave della Guardia costiera greca ed un barcone con a bordo dei migranti al largo dell’isola di Kos. Le vittime erano di nazionalità siriana. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa greca Amna spiegando che a bordo del gommone viaggiavano 34 persone.
Secondo l’agenzia il gommone viaggiava senza luci ed è affondato nell’Egeo dopo lo scontro. Ai soccorsi hanno partecipato una nave di Frontex, imbarcazioni della Guardia costiera greca e alcuni privati assistiti da un elicottero.

Salvatore Rondello

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