domenica, 18 Agosto, 2019

Euroscettici più forti dopo il voto, ma divisi

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EuropaDalla Gran Bretagna alla Grecia, nelle elezioni europee di domenica 25 maggio, ha preso forza il ‘fronte degli euroscettici’ che, anche se non sarà probabilmente mai un partito e forse non avrà neppure la capacità di coagularsi in un unico gruppo parlamentare a Strasburgo, ciononostante con 142 seggi rappresenta un fenomeno di tutto rilievo.
Ecco un quadro riepilogativo dei risultati:

AUSTRIA: vince il centro destra dell’Ovp con il 27,3%, seguito dai social-democratici al 23,8%. Terzi spuntano i nazionalisti e anti-Ue dell’Fpo con il 19,5%.
ITALIA: stravince il Pd con il 40,8%. Debacle del M5S che ottine solo il 21,1% perdendo circa quattro punti dalle politiche dello scorso anno. Crollo di Forza Italia al 16,8%.
OLANDA: in Olanda, dove si è votato il 22 maggio, dalle urne è uscita la sorpresa che la formazione xenofoba e anti-Ue del Pvv di Geert Wilders, data dagli exit poll quarta, è in realtà seconda ex aequo con i Democratici 66, per cui ad entrambi vanno 4 seggi. Primi i cristiano democratici con 5 deputati.
FRANCIA: Il Front National di Marine Le Pen è il primo partito in Francia con il 25,4%. Ump al 21%, i socialisti del presidente Francois Hollande crollati al minimo storico, il 14,5%
GRAN BRETAGNA: In Gran Bretagna l’Ukip (dichiaratamente anti-Ue) di Nigel Farage è decollato al primo posto con 24 deputati (ben 11 in piu’ rispetto al 2009). Secondi i laburisti di Ed Milinamd con 20 seggi (+7), seguiti dai conservatori del premier David Cameron con 19 deputati (7 in meno). Quasi scomparsi i liberal-democratici di Nick Clegg, compagni di colazione con Cameron, che hanno perso 9 seggi e ne hanno conservato solo uno.
GERMANIA: In Germania la Cdu/Csu di Angela Merkel resta il primo partito con il 36,3% (ma arretra rispetto al 42,5 delle politiche del 2013), a quasi 10 punti dai compagni di ‘grosse koalition’, ma rivali a Straburgo, dell’Spd al 27,4%. Anche a Berlino trionfano gli anti-euro dell’Afd, nati solo nella primavera del 2013, che sono al 7%, quarto partito dietro ai Verdi al 10,50%. A seguire la sinistra dei Linke, filo-Ue. La Germania, dove non c’è soglia di sbarramento, manderà anche un rappresentante di gruppi come i neonazisti dell’Npd con l’1% o i Piraten con l’1,4%.
DANIMARCA: ha stravinto il partito anti-immigrati Danish People Party con il 26,2, all’opposizione, che non punta ad alleanza con il Front National di Le Pen, giudicata formazione antisemita e antigay. Il partito di maggioranza, i social democratici sono secondi al 19,1%.
SVEZIA: vince il Partito socialdemocratico con il 24,4% dei voti (6 seggi), seguito dai Verdi (3 seggi). Terzo il partito di centrodestra con il 13,6%.
GRECIA: trionfo del partito anti-Ue per eccellenza, stavolta da sinistra. Si tratta di Syriza di Alexis Tsipras, primo partito greco con il 26,5%, che ha fatto della lotta all’austerità imposta dalla troika Ue-Bce-Fmi la sua ragion d’essere. Trionfo anche per l’estrema destra di Alba Dorata al 9,34%. In mezzo il partito del premier Antonis Samaras Neo Demokratia con il 23,13% che governa con il Pasok di Evangelos Venizelos, solo quarto con l’8,07%. Tsipras ha già chiesto elezioni anticipate.
SPAGNA: sono state punite le due formazioni principali che hanno governato negli ultimi anni di asuterità: il Pp del premier Mariano Rajoy è al 26,03 e passa da 24 deputati a 16 (-8); peggio è andata ai socialisti con il 23,04%, che da 23 scendono a 14 perdendone 9. Exploit della formazione anti sistema fondata solo due mesi fa, Podemos (emanazione politica organizzata del movimento di protesta ‘ocupamos’), che dal nulla ha conquistato 5 seggi.
UNGHERIA: in Ungheria la notizia è il crollo dell’estrema destra ultranazionalista e razzista di Jobbik, secondo partito con il 14,68% ma che ha ceduto 6 punti rispetto alle politiche del 6 aprile. Primo Fidesz con il 51,49% del controverso premier Viktor Orban.
PORTOGALLO: in Portogallo è stata punita la coalizione di governo del premier Pedro Passos Cohelo (social democratico) che ha imposto severe misure di austerità, come in Grecia. Primi sono i socialisti con il 31,45% seguiti al 27,7% dall’insieme di formazioni al governo.

Fonte AGI

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