domenica, 23 Febbraio, 2020

Ex Ilva, i commissari accusano ArcelorMittal sul condono

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Il giorno dopo la chiusura dell’altoforno 1 a Taranto arriva il duro attacco contenuto nella memoria di replica presentata dai legali dei commissari dell’ex Ilva nel contenzioso civile in corso a Milano con il gruppo franco indiano, la cui prossima udienza è fissata il 7 febbraio.
“L’azienda – si legge sulle carte citate da Repubblica – ha portato avanti le sue logiche di capitalismo d’assalto, secondo le quali se a valle dell’affare concordato si guadagna, allora ‘guadagno io’, mentre, se invece si perde, allora ‘perdiamo insieme’. In questo momento l’unico obiettivo è ridurre il personale di circa 5mila unità con l’occupazione che passerebbe da 10.700 a 5.700“. Nella memoria i legali dei commissari precisano anche le conseguenze che questa politica potrebbe comportare: “Gli inadempimenti di ArcelorMittal, ossia il fallimento del progetto di preservazione e rilancio dei Rami d’azienda porterebbero ad un impatto economico pari ad una riduzione del Pil di 3,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% del Pil italiano e allo 0,7% di quello del Mezzogiorno“.
Inoltre l’affermazione di ArcelorMittal secondo cui “la mancata estensione temporale dello scudo penale renderebbe ‘impossibile attuare il piano ambientale senza incorrere in responsabilità (anche penali) conseguenti a problemi ambientali ereditati dalla precedente gestione’ non è pertanto una semplice mistificazione ma piuttosto una conclamata falsità”, si legge nelle 86 pagine redatte dagli avvocati Giorgio De Nova, Enrico Castellani e Marco Annoni per i quali è “soltanto la raffazzonata giustificazione” utilizzata per sciogliersi da un rapporto contrattuale “non più ritenuto nel proprio interesse” e il “grimaldello” attraverso il quale “tentare di fare saltare l’assetto negoziale”.

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