mercoledì, 30 Settembre, 2020

Export/import al tempo del coronavirus

0

La crisi sanitaria mondiale da Covid-19 si riflette pesantemente sulle esportazioni di merci italiane e sulla spesa degli stranieri presenti nel nostro Paese per turismo o per lavoro.
Nel 2020 si registrerà una caduta delle esportazioni di merci in volume di oltre il 15%; la spesa degli stranieri in Italia subirà un crollo di oltre il 54% e, pur parzialmente compensata da quella degli italiani che non si recheranno all’estero, produrrà un effetto negativo di 3 punti percentuali sulla crescita del PIL. Tendenze che, comunque, segneranno un’inversione già dall’anno prossimo, la seconda in maniera più marcata della prima.

Queste previsioni sono contenute nello studio “Gli scambi con l’estero dell’Italia”, elaborato nell’ambito del progetto MonitorFase3 nato dalla collaborazione tra Prometeia e Area Studi Legacoop per testare l’evoluzione dell’economia e dei mercati in conseguenza dell’epidemia Covid-19.
Lo studio evidenzia come la caduta delle esportazioni di merci nel 2020 sia dovuta al crollo dei mercati di sbocco, in quanto, la pandemia ha prodotto conseguenze particolarmente pesanti nei paesi che assorbono oltre il 45% delle esportazioni complessive del nostro paese (Germania 12,2%; Francia 10,5%; Stati Uniti 9,6%; Regno Unito 5,2%; Spagna 5,0%; Cina 2,7%).

In ogni caso, nell’ipotesi che non si verifichi una seconda ondata del virus di intensità pari a quella affrontata nei mesi scorsi, già dalla seconda metà dell’anno in corso le esportazioni torneranno a crescere per la ripresa del commercio mondiale (condizionata, però, dal riemergere di tensioni tra USA e Cina) mettendo a segno un +11,2% nel 2021, per poi posizionarsi, negli anni successivi, su una crescita media attorno al 3% (inferiore a quella del 2017, ovvero prima della guerra dei dazi e del crollo dell’automotive).
Dopo la crisi del 2020, considerando i primi 15 mercati di sbocco, che assorbono circa l’80% delle esportazioni italiane, le opportunità di crescita maggiori saranno soprattutto nei paesi emergenti, Cina in primis, e nei paesi dell’Europa centrale.
Tuttavia, nel prossimo anno gli incrementi non raggiungeranno i livelli pre-crisi e saranno più lenti del previsto.

Non si intravede ancora una politica del governo italiano per il commercio estero adeguata alla crisi pandemica in atto, soprattutto per l’export.

 

S.R.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply