venerdì, 6 Dicembre, 2019

F35, slitta a oggi il voto sulla mozione di acquisto. Psi: «Spesa di 14 miliardi è onere che non ci possiamo permettere»

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F35-Nencini-PsiAltra grana per la maggioranza di governo: il voto sulla mozione di acquisto dei cacciabombardieri F35 – sostenuta da parlamentari di Sel-M5S e da un gruppo di deputati del Pd – è infatti slittato a oggi, provocando non poche tensioni all’interno dell’esecutivo. Secondo il ministro degli Affari regionali e delle autonomie, Graziano Delrio «bisogna fare un’ulteriore istruttoria. Si può rimodulare questa spesa, ma ci sono diverse implicazioni di lavoro, industria, accordi internazionali. Credo che una revisione andrebbe fatta» ha reso noto Delrio. «Non si può dire che sia semplicissimo – ha poi rilevato l’esponente Pd – ma dobbiamo fare di tutto per recuperare risorse per l’emergenza vera che non è quella della difesa, ma del lavoro per i giovani. Non ha senso spendere risorse nel comparto militare». Oggi, dunque, si deciderà se sospendere o meno il programma militare denominato “Joint Strike Fighter” che prevede una spesa, per lo Stato italiano, di circa 13 miliardi. Sulla stessa lunghezza d’onda di Sel-M5S, anche il Psi secondo il quale «il programma integrale di acquisto degli F35 non può essere mantenuto». Nel frattempo anche le associazioni pacifiste e alcuni esponenti della società civile sono tornati alla mobilitazione con un appello diffuso e firmato.

IL MINISTRO MAURO: NESSUN CAMBIO DI POSIZIONE – A smorzare le polemiche si è subito espresso il ministro della Difesa, Mario Mauro che ha reso noto di non aver partecipato «a nessun consiglio dei ministri nel quale il governo abbia cambiato posizione». «Pd e Pdl – ha poi ricordato Mauro – quando erano separati hanno votato gli F35, e mi sembrerebbe strano che ora da uniti non li votino più. In passato anche rifondazione comunista era d’accordo».

NENCINI E DI LELLO: PROGRAMMA ACQUISTO NON PUO’ ESSERE MANTENUTO – Sul fronte del Partito socialista italiano «il programma integrale di acquisto degli F35 non può essere mantenuto. Ci sono ben altre priorità e urgenze». A scriverlo, in una nota congiunta, sono Riccardo Nencini, segretario e senatore del Psi e Marco Di Lello, capogruppo del Psi alla Camera. «Una parte dei denari destinati ai cacciabombardieri – continuano i due parlamentari socialisti – deve essere utilizzato per finanziare programmi che incentivino la creazione di occupazione e ammortizzatori sociali per i precari». «Spendere tutti i 14 miliardi per gli F35, quando l’Italia vive un momento di emergenza occupazionale simile è un onere che non possiamo permetterci. La priorità – concludono Nencini e Di Lello – è difendere, senza riserve, quelle migliaia di donne e giovani senza lavoro, non conservare intatta l’industria della “difesa” del Paese, acquistando cacciabombardieri».

Silvia Sequi

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